Coloro che vengono etichettati come sovranisti, in genere, ritengono che il sistema economico finanziario sconti un peccato originale, un peccato che quindi sarebbe alla base di tutti i mali: questo “peccato originale” risiederebbe proprio nella genesi monetaria.
Tutti i mali, a loro avviso, sarebbero dovuti al fatto che la creazione di moneta avverrebbe attraverso l’emissione di un debito.
Da qui l’enfatica espressione di “emettere moneta a debito”.
Inizialmente mi chiedevo cosa significasse l’espressione “emettere moneta a debito”.
Successivamente ho ritenuto che quell’espressione originasse dal fatto che la moneta emessa dal sistema bancario a favore del Cliente generasse esclusivamente un debito da parte di quest’ultimo, ma non è così.
Per capire l’emissione monetaria occorre avere conoscenze di base di contabilità, o meglio ancora occorre conoscere i principi sui quali si fonda la partita doppia.
Ogni registrazione contabile a partita doppia, infatti, genera un attivo e un passivo.
E l’emissione monetaria è una registrazione contabile, quindi è un attivo/passivo, o, se vogliamo dirlo in altro modo, è un debito/credito, non solo un debito quindi, bensì, un debito ed un credito equivalenti.
Infatti quando la Banca crea moneta a favore del proprio Cliente riconosce di essere debitrice nei confronti del Cliente il quale per questo risulta creditore nei confronti della Banca.
Faccio un esempio, se la Banca mi concede un mutuo ed accredita l’importo sul mio conto corrente, ebbene nel momento in cui io chiedo alla Banca di utilizzare l’importo del mutuo per effettuare il pagamento dovuto per l’acquisto dell’immobile, la Banca non può rifiutarsi.
In quel senso la Banca è debitrice nei confronti del cliente, quindi contabilmente quella operazione verrà registrata al passivo della Banca.
Contemporaneamente, però, il Cliente è debitore nei confronti della Banca e contabilmente quella operazione la Banca la registrerà all’attivo.
Ebbene queste registrazioni contabili sembrano formalmente annullarsi, nei libri contabili della Banca infatti viene registrato lo stesso importo all’attivo ed al passivo, ma nella realtà quella operazione non si annulla.
O meglio certo si annullerebbe se il cliente restituisse immediatamente quanto ricevuto alla Banca. Stiamo però ipotizzando un evento assurdo. Il Cliente riceve l’accredito dalla Banca e contemporaneamente lo restituisce, chiaro, in quel caso non è successo nulla, tutto si annulla, attivo e passivo si compensano.
Ma, tralasciando questa assurdità, dicevo che quella operazione non si annulla, ed il perché è semplice, perché entra in gioco il fattore tempo.
La Banca, erogando il mutuo, adempie immediatamente al suo debito nei confronti del Cliente, potremmo dire al tempo 0, mentre il credito che vanta nei confronti del Cliente viene frazionato nel tempo.
E viceversa per il Cliente, il cui credito nei confronti della Banca viene regolato al tempo 0, mentre il suo debito, sempre nei confronti della Banca, viene regolato in maniera frazionata al tempo 1,2,3 e così via.
Il fattore tempo risulta così un fattore determinante.
La moneta non viene quindi emessa a debito, bensì a debito/credito ed il debito ed il credito, seppur equivalenti, non si azzerano contabilmente a causa del fattore tempo.
Questo concetto dovrebbe essere recepito da tutti, ed in particolare da coloro che dichiarano di essere sovranisti.