L’elettrodotto Italia-Austria e la nuova geopolitica delle reti italiane

Andrea Muratore

22 Dicembre 2023 - 10:10

Tecnologie all’avanguardia, progetti infrastrutturali, reti: sull’elettricità si gioca la vera partita energetica decisiva per l’Italia di domani?

L’elettrodotto Italia-Austria e la nuova geopolitica delle reti italiane

Tra gas ed elettricità si dispiega il grande gioco delle reti italiane. L’ultimo biennio, complice l’avanzare dei grandi progetti di interconnessione energetica e il ritorno nella storia della partita degli approvvigionamenti dopo l’apertura della crisi con la Russia seguita all’invasione dell’Ucraina, è stato fonte di grande dinamismo in tal senso.

Il nuovo elettrodotto di Terna

E se il 2022 è stato l’anno delle discussioni sul gas, quest’anno non è stata da sottovalutare la crescente integrazione dell’Italia al mercato elettrico europeo. La cronaca di questi giorni lo testimonia. Venerdì 15 dicembre con il primo carico di 200 kV di potenza trasmessa per via sotterranea Terna ha inaugurato il suo nuovo interconnettore oltre confine con l’Austria. Portando a compimento un progetto da 80 milioni di euro per un elettrodotto lungo 28 chilometri tra le sottostazioni di Glorenza, nella zona dell’Alto Adige, e di Nauders, nel Tirolo austriaco.

L’obiettivo? Alzare a 300 MW la connessione italo-austriaca e espandere il mercato europeo dell’energia in una fase che vede l’Italia cercare nuove sponde sul gas e sviluppare le rinnovabili. Più che di hub mediterraneo del gas, per Roma la sfida potrebbe essere la trasformazione in gancio e cinghia di trasmissione tra Europa, Mediterraneo e Africa delle interconnessioni elettriche? L’ampia strategia infrastrutturale perseguita lo lascia pensare.

La grande sfida di unire l’Italia

Rientra in questo progetto l’idea, affidata al colosso milanese Prysmian, di mettere a terra il progetto da 630 milioni di euro per il nuovo Adriatic Link, che mira a creare una dorsale interna all’Italia per flussi energetici avveniristici.

Adriatic Link sarà un progetto realizzato grazie alla posa di due cavi sottomarini lunghi circa 210 km nel mare Adriatico ad opera delle due navi di Prysmian, la “Leonardo da Vinci” e la sua costruzione andrà di pari passo con un altro interconnettore energetico che guarda all’Adriatico, il gasdotto promosso dal governo Meloni e da Snam per collegare Foligno, in Umbria, e Sulmona, in Abruzzo, per rompere la strozzatura sull’asse Est-Ovest del nostro mercato energetico..

Sul gas, alla prova dei fatti, la caccia all’hub mediterraneo si è risolta in una diversificazione delle fonti dopo lo stop al gas russo da un lato e alla costruzione di allacciamenti interni all’Italia dall’altro. Si pensi alle nuove tratte in Sicilia (Agrigento-Piazza Armerina), nelle Marche (Falconara-Jesi), Veneto e Friuli Venezia Giulia (Bordano-Istrana). Sui collegamenti elettrici la strategia è invece di aperta proiezione, per consentire lo sfruttamento dual use, in entrata e uscita, dei cavi di interconnessione e uniformare mercati, trend di produzione e strategie di decarbonizzazione congiunte tra più Paesi. Reti più lunghe, robuste e resilienti possono gestire le fasi di picchi di domanda e offerta dettate dalle diverse disponibilità di fonti fossili e rinnovabili e aprire a un governo digitalizzato e tecnologico dell’infrastruttura. Un tema su cui l’Italia è all’avanguardia.

Il ruolo dei cavi Hvdc

I cavi Hvdc, che permettono un flusso diretto di corrente con alternatori all’arrivo e alla partenza delle reti, invertibili e governabili senza grande dispersione, sono in quest’ottica il futuro su cui l’Italia ha grandi eccellenze realizzative e sul fronte del governo dell’efficienza di sistema. A Milano ha sede Cesi, società partecipata da Enel, Terna e Abb che è l’erede dello storico Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano, multinazionale tascabile specializzata nel testing e nella certificazione di sistemi energetici, a partire dagli elettrodotti del tipo High Voltage Direct Current (Hvdc). Vera e propria “banda larga” dei moderni mercati elettrici, che l’ex ad Matteo Codazzi nel 2021 ricordava essere capaci di “trasportare grandi quantità di elettricità su lunghe distanze e con costi e perdite di energia molto bassi”.

Un Piano Mattei “elettrico”

Opererà con Hvdc il sistema Thyrrenian Link che Terna sta progettando tra Sicilia e Sardegna e anche il progetto del cavo sottomarino Elmed di 200 chilometri che mira a collegare Partanna, in Sicilia, e Capo Bon, in Tunisia attraverso l’avanzata tecnologia certificata da Cesi. Una mossa che potrebbe mettere l’Italia al centro del Mediterraneo.

Come si scriveva su InsideOver, «gli interconnettori euroafricani, a quindici anni dall’inaugurazione del primo sistema di questo tipo tra Marocco e Spagna, stanno aiutando a generare nuove dinamiche di mercato in tutta l’area mediterranea» che ha l’Italia al centro. Va sottolineato che “la tecnologia italiana è presente ovunque si studiano nuovi progetti o entrano in funzione reti di ultima generazione. Roma ha messo il cappello anche sul progetto dell’EuroAfrica Interconnector, un progetto di collegamento tra i sistemi di Cipro, Egitto e Grecia passante anche per l’isola di Creta”. L’elettricità può far correre il Piano Mattei anche più del gas e tirarlo fuori dalle secche. Ed essere il vero e proprio game changer per unire sfide geopolitiche, transizione energetica e interessi industriali con una prospettiva futura.