L’ascesa dell’estrema destra in Europa è finita? Cosa ci dice il caso VOX in Spagna

Flavia Provenzani

24/07/2023

L’ondata di successo dell’estrema destra in Europa è finita? Perché VOX ha fallito alle elezioni in Spagna.

L’ascesa dell’estrema destra in Europa è finita? Cosa ci dice il caso VOX in Spagna

VOX, partito spagnolo di estrema destra, ha deluso - e di molto - le aspettative in occasione delle elezioni in Spagna di questa domenica. Sono circa 600.000 i voti persi rispetto al 2019, per un taglio di 19 parlamentari. Uno scivolone che mette nei guai il Partito Popolare, di centrodestra, che - seppur avendo ricevuto la maggior parte dei voti alle urne - è incapace di vantare una maggioranza solida in Parlamento senza la tanto chiacchierata intesa con VOX, lasciando la Spagna senza una chiara guida politica. Svanisce così lo scenario che averebbe visto l’estrema destra per la prima volta in Spagna far parte di un governo nazionale.

Perché l’estrema destra ha fallito in Spagna

Il primo ministro Pedro Sánchez non aveva nascosto i suoi timori circa la possibile alleanza tra i conservatori e i nazionalisti di estrema destra. Nelle settimane che hanno preceduto le elezioni di domenica, il Partito Popolare e VOX hanno calcato la mano esaltando la gestione di alcuni governi locali guidati da un’intesa tra entrambi i partiti. Ma il pubblico, dati alla mano, sembra non aver apprezzato. Il PP non ha ottenuto il numero previsto di seggi in parlamento e VOX ha perso un terzo della sua quota di elettori, impedendo alla destra spagnola di raggiungere una maggioranza utile a formale il governo. Anche Sánchez e il partito alleato Sumar non si sono dimostrati all’altezza, lasciando la Spagna in una situazione di stallo.

Ma il primo ministro rivendica, a suo dire, un enorme risultato: aver fermato la marcia dell’estrema destra in tutta Europa. “Il blocco reazionario, che ha proposto l’abrogazione totale di tutti i progressi che abbiamo fatto negli ultimi quattro anni, ha fallito”, ha dichiarato Sánchez ai suoi sostenitori a commento dei risultati delle elezioni.

VOX è apertamente contro la green economy, il multiculturalismo e il femminismo.

Poiché a maggio il PP non ha raggiunto la maggioranza legislativa, ha dovuto allearsi con il partito di estrema destra in diverse regioni spagnole e in 140 comuni e formare dei governi di coalizione.
L’esito caotico di queste coalizioni - che in alcune regioni hanno portato al divieto di uso e affissione delle bandiere LGBT+, a delle guerre culturali contro alcuni contenuti di spettacoli a teatro e alla chiusura delle piste ciclabili - ha avuto due effetti:

  • ha risvegliato molti elettori di sinistra, compresi quelli delusi dal governo di coalizione di Sánchez che, senza la minaccia di VOX, si sarebbero astenuti o avrebbero sostenuto il PP;
  • ha smorzato l’entusiasmo di alcuni elettori del PP di centrodestra che già nutrivano dubbi su VOX.

Così, senza un gruppo che detenga la maggioranza nel parlamento da 350 seggi, la Spagna si prepara ad affrontare settimane di contrattazioni caotiche con partiti minori o nuove elezioni.

Uno degli errori più grandi che vendono imputati ad Alberto Feijóo, guida del Partito Popolare, è stato quello di non esser riuscito a stabilire dei limiti nel rapporto con VOX. Il PP si è tuffato nella coalizione con il partito di estrema destra nella regione di Valencia senza pensarci troppo. Qui un funzionario di VOX ha affermato che “la violenza contro le donne non esiste”, dichiarazione che ha costretto Feijóo a porre il veto sul ruolo politico dell’esponente di VOX, condannato per “violenza psicologica” contro la sua ex moglie.

Come ricorda il Financial Times, nelle Isole Baleari PP e VOX hanno concordato un programma composto da 110 punti a patto che l’estrema destra si astenesse dal voto di investitura cosicché il Partito Popolare potesse governare da solo. In Estremadura, nella Spagna occidentale, il leader regionale del PP ha rifiutato di prendere in considerazione un accordo con VOX, per poi cambiare idea e formare una coalizione che ha dato agli ultraconservatori il controllo degli affari rurali, comprese la caccia e la corrida.

Il grande risultato di VOX alle elezioni di quattro anni fa aveva annientato la convinzione che la Spagna fosse immune all’ascesa dell’estrema destra, complice l’eredità della dittatura di Francisco Franco. Ma dopo aver perso un terzo dei seggi domenica, si fa largo l’idea che l’estrema destra possa sì splendere, ma al contempo sia capace di arrivare solo fino a certo punto.

L’ascesa dell’estrema destra in Europa

In tutta l’Europa occidentale i partiti fortemente nazionalisti - considerati marginali solo pochi anni fa - si sono imposti come protagonisti nella scena politica, promettendo di bandire il crimine, ripristinare i valori tradizionali, aumentare il benessere e togliere potere a quelle che descrivono come dell “élite fuori dal mondo”.

Tali gruppi, perlopiù di centrodestra, si fanno strada sfruttando il fallimento dei governi tradizionali e la loro incapacità di affrontare i problemi economici della classe operaia e la crisi migratoria. In alcuni Paesi, gli stessi partiti stanno beneficiando della contrarietà della popolazione per il continuo sostegno da parte dell’Europa all’Ucraina contro l’invasione russa.

La destra radicale è protagonista, ormai, di un processo di normalizzazione, anche alle elezioni italiane che hanno portato Giorgia Meloni alla guida del governo, il più di destra in Europa occidentale da decenni.

In Scandinavia, i Democratici Svedesi - partito di estrema destra - sostengono, anche se dall’esterno, la coalizione di governo a Stoccolma. In Francia cresce la popolarità della politica di estrema destra Marine Le Pen, tanto da ridurre il divario nei sondaggi tra lei e il presidente Emmanuel Macron.

Nonostante i contenuti caratterizzanti i partiti europei di estrema destra varino in tutto il continente, la loro popolarità è resa possibile principalmente da elettori bianchi, cristiani, della classe medio-bassa e della classe operaia che si sentono economicamente lasciati indietro e si oppongono al cambiamento sociale.

Anche quando non vincono le elezioni, i partiti di estrema destra si sono già dimostrati capaci di allontanare i partiti tradizionali dal centro dell’attenzione e di influenzare l’agenda politica. La loro importanza crescente, nonostante lo scivolone di VOX, potrebbe continuare a rimodellare il panorama politico del continente, soprattutto su questioni che vanno dall’immigrazione al clima, fino ai diritti della comunità LGBTQ.

I conservatori si ritrovano così a dover decidere se unirsi all’onda di estrema destra, cooptare le loro idee o rischiare di rimanere fuori dal potere.