L’allarme di Peter Berezin: l’umanità ha il 50% di possibilità di non sopravvivere all’intelligenza artificiale

Enrica Perucchietti

16 Maggio 2023 - 08:00

Dopo Musk, Hinton, Harari e Altman, a lanciare l’allarme sui rischi dello sviluppo della IA è Peter Berezin, ex Goldman Sachs, attualmente Chief Global Strategist e direttore ricerca di BCA.

L’allarme di Peter Berezin: l’umanità ha il 50% di possibilità di non sopravvivere all’intelligenza artificiale

Il lancio di ChatGPT ha generato una corsa frenetica tra le Big Tech a investire sull’intelligenza artificiale e al contempo ha generato, come abbiamo visto in numerosi articoli, un acceso dibattito sui rischi e i benefici di tale tecnologia, dividendo gli esperti fra l’entusiasmo e chi invece prevede addirittura il cosiddetto “scenario alla Terminator”.

Le preoccupazioni degli esperti

Da Sam Altman di OpenAI a Elon Musk sono molti i magnati della Silicon Valley e gli scienziati che si dichiarano preoccupati del “rischio esistenziale” legato alla diffusione di intelligenze artificiali sempre più evolute.

A marzo l’Istituzione Future of Life ha raccolto più di 27 mila firme per fermare l’avanzata dell’IA, arrivando a chiedere una pausa di sospensione di 6 mesi alle società e aziende che lavorano all’AGI (intelligenza artificiale generativa).

Solo qualche giorno fa, il «padrino della IA», Geoffrey Hinton, ha lasciato Google per poter denunciare liberamente i «pericoli» dell’intelligenza artificiale

Ora, come osserva Arianna Graziato su Byoblu, a rilanciare l’ennesimo allarme sui rischi dello sviluppo dell’intelligenza artificiale è Peter Berezin, ex Goldman Sachs ed ex ricercatore del Fondo Monetario Internazionale, attualmente Chief Global Strategist e direttore ricerca del gruppo di consulenza BCA che si occupa di investimenti globali.

L’intervista di Berezin

In un’intervista a CNBC Television, Berezin si è spinto al punto di dichiarare che «Abbiamo il 50% di possibilità che l’intelligenza artificiale distrugga l’umanità entro mezzo secolo».

Come sottolinea, infatti, Berezin, è possibile che l’intelligenza artificiale sia l’ultima invenzione dell’umanità. Non solo perché una tale tecnologia cancellerà in breve tempo due terzi delle occupazioni esistenti, ma perché l’IA potrebbe raggiungere la singolarità tecnologica e superare la nostra intelligenza, finendo per evolvere indipendentemente dall’uomo:

«Per lungo tempo si è detto di non permettere all’intelligenza artificiale di accede a internet, di non darle la capacità di scrivere da sola il proprio codice. E cosa abbiamo fatto? Esattamente questo. Il rischio è che ChatGPT 5 abbia la capacità di sviluppare da sola ChatGPT 6, senza che nessun scriva e programmi il suo algoritmo. Gli uomini potrebbero non essere più l’essere più intelligente su questo pianeta».

Due scenari per l’umanità

Secondo Berezin, la possibilità che l’umanità sopravviva allo sviluppo della IA è del 50%.
Il direttore ricerca di BCA immagina infatti due scenari: nel primo, l’umanità riesce a sopravvivere al momento di transizione ed entra in un’era di beneficio per l’intera collettività, con l’accelerazione della produzione mondiale.

La seconda possibilità è, invece, diametralmente opposta, e prevede che l’uomo non sia in grado di stare al passo con tale tecnologia e venga spazzata via dalla IA.

Una preoccupazione comune a molti suoi colleghi che dovrebbe spingere le istituzioni a regolamentare tale tecnologia.