L’Africa si prepara a lanciare la sua agenzia di rating. Tutti i dettagli

Redazione Money Premium

2 Novembre 2024 - 09:58

Una valutazione del credito basata su modelli più oggettivi potrebbe consentire ai Paesi africani di risparmiare fino a 75 miliardi di dollari in interessi e prestiti non ottenuti.

L’Africa si prepara a lanciare la sua agenzia di rating. Tutti i dettagli

I ministri delle finanze africani hanno espresso in modo sempre più deciso il loro dissenso verso i metodi di valutazione adottati dalle agenzie di rating internazionali, richiedendo la creazione di un’istituzione di valutazione del credito per il continente.

Proprio per questo, l’Unione Africana prevede di lanciare ufficialmente l’African Credit Rating Agency (AfCRA) già nel 2024.

Sebbene i Paesi africani debbano spesso sostenere costi del capitale più elevati rispetto ad altre economie con profili simili, è difficile determinare con certezza quanto di questo premio al rischio dipenda da percezioni distorte e quanto, invece, da rischi politici e strutturali effettivi, spesso presenti in molti Paesi del continente.

Le principali agenzie di rating sostengono di applicare lo stesso quadro di valutazione della sostenibilità del debito a tutti i Paesi, indipendentemente dalla loro area geografica. Tuttavia, le critiche da parte dei governi africani non sono del tutto infondate: il rating del credito non è una scienza esatta, e le «Big Three» in passato hanno ribaltato improvvisamente le proprie valutazioni, talvolta peggiorando la percezione dei mercati rispetto alla stabilità di alcuni Paesi.

Queste agenzie utilizzano una combinazione di analisi economiche e valutazioni qualitative, considerando parametri come la crescita economica, i livelli di indebitamento, le riserve valutarie, nonché la qualità delle istituzioni e le dinamiche politiche. Tuttavia, uno dei problemi maggiori in Africa è rappresentato dalla scarsa qualità dei dati nazionali disponibili, che limita la capacità delle agenzie di valutare accuratamente la situazione economica e creditizia dei Paesi del continente. Inoltre, la presenza limitata delle agenzie di rating occidentali sul territorio africano solleva dubbi sulla loro capacità di condurre valutazioni complete e approfondite.

Questa situazione ha portato le Nazioni Unite a stimare che una valutazione del credito basata su modelli più oggettivi potrebbe consentire ai Paesi africani di risparmiare fino a 75 miliardi di dollari in interessi e prestiti non ottenuti, una somma che potrebbe contribuire significativamente alla crescita economica e allo sviluppo della regione.

L’idea di un’agenzia di rating africana non rappresenta però una panacea per i problemi di debito del continente. Oltre al costo del capitale, vi sono numerosi fattori che incidono sull’indebitamento africano, tra cui una governance debole, mercati finanziari poco profondi e difficoltà nella ristrutturazione dei debiti. Di conseguenza, anche se le agenzie di rating occidentali sono spesso accusate di parzialità, le cause principali delle difficoltà finanziarie dell’Africa sono di natura interna.

È anche importante considerare che un’agenzia di rating locale potrebbe non essere ben accolta dagli investitori internazionali se percepita come troppo favorevole verso i debitori africani. Costruire la credibilità dell’AfCRA sarà dunque cruciale, poiché la maggior parte dei capitali che potrebbero sostenere lo sviluppo dell’Africa proviene da mercati esterni. Inoltre, una valutazione del credito non si basa esclusivamente su modelli economici, ma richiede inevitabilmente un giudizio sulle dinamiche politiche di ogni nazione.

L’AfCRA potrebbe avere un impatto positivo se il suo obiettivo si concentrasse sul miglioramento della qualità dei dati regionali, condividendo tali informazioni con le agenzie di rating globali già affermate. Parallelamente, le «Big Three» potrebbero trarre vantaggio da una maggiore presenza sul territorio africano, in modo da comprendere meglio le dinamiche economiche e sociali di una regione in rapida crescita e sempre più attrattiva per gli investitori.

Anche qualora la valutazione del credito per l’Africa diventasse più precisa, i principali fattori che incidono sui costi di indebitamento rimarranno invariati. I ministri delle finanze africani non dovrebbero quindi essere distratti dalla complessità delle valutazioni del credito e dovrebbero concentrarsi sulle riforme strutturali necessarie per migliorare la gestione delle finanze pubbliche. Tra le priorità rientrano il potenziamento della riscossione fiscale e l’eliminazione dei sussidi inefficienti, elementi chiave per ridurre la dipendenza dai prestiti esterni.