L’accertamento fiscale è lecito quando si verificano queste anomalie

Patrizia Del Pidio

6 Febbraio 2026 - 19:48

I punteggi Isa possono essere utilizzati nella presunzione dell’evasione fiscale nell’accertamento fiscale. Vediamo la sentenza della Corte di giustizia tributaria di Rovigo.

L’accertamento fiscale è lecito quando si verificano queste anomalie

Con la sentenza 189/2025 la Corte di giustizia tributaria di Rovigo ha confermato che il punteggio Isa il quale giustifica le anomalie gestionali e contabili rende legittimo l’accertamento induttivo del reddito di impresa.

La decisione conferma quanto già previsto dalla linea giurisprudenziale che ha sempre previsto l’utilizzo del punteggio Isa: i punteggi bassi sono un indizio di evasione fiscale che può avvalorare eventuali incongruenze contabili e gestionali.

I punteggi Isa hanno valore di prova

I punteggi Isa posso far presumere all’amministrazione tributaria che ci sia un indizio di evasione quando sono troppo bassi, e questo fa si che possa essere presunto che ci siano redditi non dichiarati o incongruenze nella fatturazione.

Tra l’altro il contribuente non può superare la presunzione d’ufficio soltanto contestando l’utilizzo dei punteggi Isa in accertamento.

Nel caso che ha portato alla sentenza 189/2025 i punteggi Isa bassi del contribuente non facevano che avvalorare l’omessa fatturazione di acquisto di materiale e prestazioni, incongruenze inventariali e l’inaffidabilità degli indicatori sintetici.

Il contribuente, però, contestava l’utilizzo degli indicatori per presumere che ci fossero redditi non dichiarati e ricavi più bassi di quelli effettivamente avuti. La difesa, infatti, aveva fatto notare che la presunzione risultava illegittima poiché l’attività del contribuente (officina meccanica che effettua anche revisioni auto) non permetteva la corretta applicazione degli Isa.

La sentenza della Corte

La Corte di giustizia tributaria di Rovigo ha ritenuto, invece, corretta la valutazione del contribuente poiché nell’ambito dell’accertamento non ha utilizzato gli indicatori in modo diretto, ma solo considerandoli un valido riferimento.

Le incongruenze dei ricavi, la gestione dell’azienda che non era affatto economica, le irregolarità nella contabilità erano state valutate separatamente dai punteggi Isa e non avevano fatto altro che confermare la poca affidabilità fiscale del contribuente.

Non sono stati, quindi, i punteggi Isa a determinare l’accertamento fiscale, ma la dichiarazione presentate inattendibile poiché, nonostante l’attività prevalente dichiarata era quella di officina meccanica e servizio di revisioni, la cosa non ha trovato riscontro. I punteggi Isa sono stati utilizzato solo per rafforzare, come è giusto che sia, un quadro probatorio che ha evidenziato infedeli scritture contabili.

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