2025 un anno record per Italgas, che ha riportato ricavi e utili adjusted superiori alle attese. Cosa c’è dieto il boom?
Il 2025 si chiude come un anno cruciale per Italgas. La società ha riportato ricavi e utili adjusted superiori alle attese grazie all’ingresso nel perimetro di 2i Rete Gas e a una rigorosa gestione dei costi operativi. La crescita organica unita alle sinergie industriali ha elevato l’EBITDA adjusted a circa 1,88 miliardi di euro e l’utile netto adjusted a 674,5 milioni (+33,1%).
Il CEO Paolo Gallo ha descritto il 2025 come un “anno storico” per il gruppo e ha sottolineato l’efficacia dell’integrazione industriale e l’importanza di investire in reti più moderne e digitalizzate, che rappresentano non solo un vantaggio competitivo ma anche uno strumento per sostenere le sfide derivanti dall’evoluzione del mercato energetico.
La proposta di dividendo di 0,432 euro per azione, in crescita rispetto all’anno precedente, riflette fiducia nella capacità di generare flussi di cassa stabili e sostenibili per gli azionisti.
Tutti i numeri di Italgas
Il 2025 resterà negli archivi di Italgas S.p.A. come l’anno della svolta. I numeri diffusi dal gruppo raccontano una crescita netta, solida, costruita su un’operazione industriale di peso come l’integrazione di 2i Rete Gas e su una gestione operativa capace di trasformare l’aumento delle dimensioni in maggiore redditività.
I ricavi totali adjusted hanno raggiunto 2.535,4 milioni di euro, con un balzo del 45,7% rispetto al 2024. È un salto che non si spiega soltanto con l’ampliamento del perimetro: l’ingresso di 2i Rete Gas, consolidata dal primo aprile 2025, ha certamente inciso in modo significativo, ma a fare la differenza è stata anche la capacità di integrare rapidamente strutture e processi.
La redditività operativa conferma questa lettura. L’EBITDA adjusted si è attestato a 1.883,4 milioni di euro, in crescita del 39,4%, mentre l’EBIT adjusted è salito a 1.205,9 milioni, con un progresso del 46,9%. Ancora più significativo è l’utile netto adjusted di gruppo, pari a 674,5 milioni di euro, in aumento del 33,1% su base annua. Si tratta di risultati che hanno superato la guidance rivista al rialzo lo scorso autunno, segnale che l’esecuzione industriale è stata più rapida del previsto.
L’integrazione di 2i Rete Gas non è rimasta sulla carta. Nel solo 2025 il gruppo ha già realizzato circa 35 milioni di euro di sinergie, pari al 14% dell’obiettivo fissato al 2031.
Sul fronte degli investimenti, Italgas ha mantenuto un ritmo sostenuto. Nel 2025 sono stati investiti 1.203,6 milioni di euro, destinati in larga parte allo sviluppo e alla modernizzazione delle reti. Sono stati realizzati circa 960 chilometri di nuove infrastrutture tra Italia e Grecia, mentre è proseguito l’upgrade digitale delle reti acquisite, con l’obiettivo di uniformarle agli standard tecnologici del gruppo. La digitalizzazione resta un asse strategico: reti più intelligenti significano maggiore sicurezza, migliore qualità del servizio e una base più solida per affrontare la transizione energetica.
La generazione di cassa è stata altrettanto robusta. Il flusso di cassa operativo ha superato 1.625 milioni di euro, consentendo di finanziare integralmente gli investimenti e di coprire il pagamento dei dividendi senza ricorrere a nuovo debito. L’indebitamento netto si è attestato a circa 10,7 miliardi di euro.
Occhio alla volatilità del mercato del gas
In prospettiva, tuttavia, Italgas si trova a operare in un mercato europeo del gas, segnato dalle recentissime tensioni sui prezzi e da un contesto geopolitico incerto. Negli ultimi giorni le quotazioni del gas naturale in Europa hanno ripreso a correre, con il benchmark europeo TTF che ha registrato rialzi fino al +40-45% in risposta alle interruzioni di flussi di liquefied natural gas (LNG) e ai timori legati ai percorsi di approvvigionamento globali, nonostante siamo ancora lontani dai massimi storici del 2022.
Ma quali sono le prospettive per il settore nei prossimi mesi?
Per un operatore come Italgas S.p.A., un eventuale rialzo dei prezzi del gas in Europa rappresenta una dinamica ambivalente. Le quotazioni più elevate possono rafforzare il quadro economico complessivo del settore e migliorare le condizioni in cui operano le infrastrutture di trasporto e distribuzione, ma impongono anche un equilibrio delicato. Le famiglie e le imprese sono particolarmente sensibili agli aumenti delle bollette e una pressione eccessiva sui costi energetici rischia di comprimere la domanda, con effetti nel medio periodo sulla stabilità dei ricavi.
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