Isee, 1,7 milioni di dichiarazioni presentano errori anagrafici e di reddito

Patrizia Del Pidio

21 Gennaio 2026 - 15:55

Troppi errori nell’Isee nell’anagrafica e nei redditi, ora i controlli saranno capillari. Ecco gli errori più comuni e cosa cambia a breve.

Isee, 1,7 milioni di dichiarazioni presentano errori anagrafici e di reddito

Il nuovo meccanismo che regola l’Isee permette di evidenziare anche eventuali errori nella compilazione. Il contribuente non deve più consegnare fisicamente l’Isee ai vari enti che erogano i bonus, ma sono direttamente scuole, università, Comuni e enti che riconoscono i bonus ad acquisire automaticamente le certificazioni.

Queste acquisizioni automatiche non sono volte solo a una semplificazione degli adempimenti dei cittadini, ma serve per rendere l’attività di controllo sugli Isee più attenta per evitare che a ottenere le agevolazioni siano nuclei familiari senza diritto.

Gli Isee sbagliati

I numeri delle verifiche, tra l’altro, mostrano che l’Isee con dati mancanti o errati non è una rarità, ma un problema largamente diffuso.

Nel 2025 sono stati elaborati più di 11 milioni e mezzo di Isee, ma sono emersi anche circa 1,7 milioni di Isee infedeli, ovvero che non rispecchiano la realtà. Quasi 650mila attestazioni sono state dichiarate difformi, oltre un milione, invece, riportava una composizione del nucleo familiare diversa da quella reale.

In molti casi risultavano presenti nel nucleo persone che non erano state indicate: escludere dalla famiglia ai fini Isee un membro con il reddito alto aiuta ad abbassare il valore dell’indicatore. O, ancora, trasferire un figlio maggiorenne in un’altra residenza aiuta ad abbassare l’importo delle tasse universitarie.

Isee sbagliati sempre più pericolosi

In base al principio secondo cui la pubblica amministrazione non può chiedere dati ai cittadini se ne è già in possesso (o se può reperirli in autonomia), l’Isee prelevato automaticamente dalla nuova Piattaforma Nazionale Dati non è solo una semplificazione burocratica, ma un potente strumento di verifica. Grazie all’interconnessione tra oltre 9.000 enti e 13.000 servizi digitali, l’Amministrazione può incrociare in tempo reale i dati dell’Anagrafe Tributaria con le DSU presentate.

Non si tratta di una semplice agevolazione per i cittadini, quanto di un monitoraggio capillare. Tutti gli enti erogatori avranno il compito di verificare la veridicità dell’indicatore: omettere un rapporto finanziario con giacenza minima o «dimenticare» una carta prepagata renderà la dichiarazione immediatamente infedele, indipendentemente dall’impatto reale sul calcolo finale.

Ecco gli errori in buona fede

Prima di compilare la Dsu per l’Isee è sempre bene controllare lo Stato di famiglia: qualche familiare che vive altrove, infatti, potrebbe aver conservato la residenza insieme al nucleo e non inserirlo nell’Isee renderebbe la dichiarazione infedele.

Figli che hanno cambiato la residenza, ma non hanno redditi che superano i 4.000 euro (o 2.841 euro se di età inferiore ai 24 anni) vanno inseriti nel nucleo Isee dei genitori anche se hanno cambiato residenza.

Molto spesso nella compilazione della Dsu si tende a non dare importanza ai rapporti finanziari con saldo minimo o a dimenticare carte prepagate che si usano poco. La mancata dichiarazione di rapporti finanziari rende l’Isee infedele, anche se il rapporto finanziario non dichiarato ha una giacenza talmente bassa da non inficiare sul calcolo.

Alle volte le dimenticanze riguardano redditi non continuativi o che si pensa non vadano inseriti nell’Isee come l’assegno di mantenimento, l’importo di una borsa di studio, il ricavato del lavoro occasionale o rendite estere. Anche se si tratta di redditi marginali, c’è l’obbligo di inserirli nell’Isee per non correre il rischio di presentare una dichiarazione incompleta.

Argomenti

# ISEE
# ISEEU

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.