Riforma Irpef e Manovra 2027, le ipotesi del Governo sul taglio delle tasse. Aliquota al 22%, estensione del 2° scaglione a 60mila euro e bonus tredicesima.
Puntualmente a fine agosto, come ogni anno, riparte il cantiere per la Manovra di fine anno. Al centro delle ipotesi per la Legge di Bilancio 2027 quest’anno c’è il Fisco con diverse ipotesi di tagli delle tasse. La prima non è del tutto nuova e riguarda l’estensione del secondo scaglione del 33% ai redditi fino a 60.000 euro, ma si sta valutando anche la possibilità di abbassare il primo scaglione dal 23% al 22%.
Allo studio anche la detassazione della tredicesima completa o con l’applicazione di una flat tax. Si pensa, inoltre, di rendere strutturale la detassazione degli aumenti stipendiali per rinnovi contrattuali.
Sempre in ambito fiscale si pensa a una riduzione dell’Iva, dal 10% al 5% per le locazioni residenziali a favore di under 36 da imprese e sempre per aiutare i giovani si ragiona su un’imposta di registro fissa per gli acquisti della prima casa (oggi l’imposta è al 2%).
Come ogni anno, quindi, il Fisco ha un ruolo centrale nella manovra di fine anno, ma quest’anno in modo particolare, visto che si tratta dell’ultima manovra di questo esecutivo e proprio per questo se da una parte la Legge di Bilancio guarda alla tenuta dei conti, dall’altra deve per forza strizzare l’occhio anche alle elezioni 2027.
Taglio Irpef per il ceto medio
Quella di ampliare il secondo scaglione Irpef fino a 60.000 euro è un’ipotesi che si è presa in considerazione anche lo scorso anno: l’estensione porterebbe una riduzione del 10% dell’Irpef da versare per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro. Si tratta di un’azione che l’esecutivo aveva promesso di realizzare entro la fine della legislatura e che fino ad ora, a causa della mancanza delle coperture, non è stato possibile attuare.
La misura, che avvantaggerebbe soltanto il ceto medio, porterebbe a un risparmio fiscale massimo di 1.000 euro l’anno per ogni contribuente con redditi a partire da 60.000 euro (per chi ha redditi minori il risparmio sarebbe minore, ad esempio per chi ha reddito di 55.000 euro il risparmio sarebbe soltanto di 500 euro). Per chi ha redditi oltre i 60.000 euro, invece, il beneficio massimo sarebbe sempre di 1.000 euro (circa 83 euro lordi di risparmio mensile in busta paga).
Nuovo taglio Irpef per i redditi bassi
L’ampliamento del secondo scaglione di reddito potrebbe non essere l’unico intervento di taglio delle tasse. A lasciarlo intendere è stato il presidente della commissione finanze della Camera, Marco Osnato, che in un’intervista ha aperto alla possibilità di una riduzione percentuale dell’aliquota del primo scaglione che potrebbe passare dall’attuale 23% al 22% (con un beneficio massimo annuo di 220 euro e un costo per le casse dello Stato di circa 1,5 miliardi di euro).
Per i redditi bassi si sta studiando anche una detassazione della tredicesima: l’Irpef ordinaria potrebbe essere sostituita da una flat tax del 10% o del 15% che potrebbe portare a un risparmio che va dai 200 ai 500 euro (varia in base al reddito).
A frenare è l’ampiezza della platea dei beneficiari che potrebbe essere limitata in base al reddito (in ballo due soglie: 15.000 euro e 30.000 euro). Alla detassazione della tredicesima si potrebbe aggiungere anche una detassazione strutturale degli aumenti stipendiali per rinnovi contrattuali (in questo caso si prevede una flat tax incrementale del 5% per tutti).