Iperammortamento, arriva il decreto attuativo

Nadia Pascale

12 Gennaio 2026 - 14:31

Dal Ministero dell’Economia e delle Finanze arrivano le prime linee guida sull’iperammortamento per le imprese. Ecco limiti e condizioni per beneficiarne. Istruzioni.

 Iperammortamento, arriva il decreto attuativo

L’Iperammortamento 2026 è stato reintrodotto con la Legge di Bilancio 2026 (articolo 1 commi da 427 a 436) e a sorpresa il 5 gennaio 2026 il MEF ha iniziato a dettare le norme operative per riconoscere alle imprese che effettuano investimenti la maxi deduzione fiscale.

La Legge di Bilancio riconosce la misura per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, la maggiorazione della deduzione spettante per gli investimenti è pari:

  • 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Per accedere alla maxi deduzione ci sono condizioni da rispettare e in particolare i beni oggetti di investimento devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo.

Ecco nel dettaglio le condizioni operative dell’iperammortamento per le imprese previsto dalla Legge di Bilancio 2026.

Iperammortamento, ecco come funziona la maxi deduzione fiscale

Cosa cambia rispetto al passato con l’iperammortamento? Negli ultimi anni gli aiuti alle imprese sono stati riconosciuti prevalentemente sotto forma di credito di imposta. L’impresa effettuava l’investimento e in un secondo momento richiedeva il rimborso di una quota di spesa sostenuta sotto forma di credito di imposta. Il credito di imposta riconosciuto era collocato nel cassetto fiscale e l’impresa poteva utilizzare questo tesoretto per pagare tasse e contributi obbligatori.

Il meccanismo ha però generato abusi con utilizzo di crediti non spettanti. L’iperammortamento funziona in modo diverso, cioè le imprese effettuano un investimento e possono portare in deduzione una somma maggiore rispetto a quanto speso. Ad esempio, spendono 2,5 milioni di euro e possono portare in deduzione 5 milioni di euro (seconda fascia di iperammortamento).

In questo modo la base imponibile dell’impresa viene ridotta in modo considerevole e le imposte che risulteranno da pagare saranno inferiori. L’iperammortamento da molti è considerata una semplificazione della procedura in quanto il meccanismo tende a essere più veloce. Nonostante questo, vi sono degli adempimenti da rispettare e vediamo ora le prime indicazioni fornite dal MEF.

Procedura per iperammoramento: 3 step per ottenere gli aiuti

La prima cosa da sottolineare è che in base alle prime indicazioni fornite, le imprese che vogliono trarre vantaggio dall’iperammortamento devono seguire una procedura in tre step:

  • comunicazione preventiva;
  • comunicazione a conferma (con acconto);
  • comunicazione a completamento dei lavori.

Nel caso in cui gli investimenti si diramino in più strutture produttive della stessa azienda, le comunicazioni devono essere distinte per le diverse strutture produttive.

Entro 60 giorni dalla notifica della comunicazione di esito positivo inviata dal GSE, la stessa impresa trasmette la comunicazione di conferma dell’investimento, con indicazione della data e dell’importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto per il raggiungimento del 20% del costo di acquisizione.

Per ciascuna delle comunicazioni di conferma l’impresa deve poi trasmettere la comunicazione di completamento, accompagnata da attestazioni di possesso della documentazione richiesta.

Entro 10 giorni da ciascuna comunicazione il GSE, trasmette l’esito delle verifiche effettuate e può richiedere anche ulteriori dati e documentazione entro lo stesso termine.

Tra i documenti da allegare ci sono:

  • perizia asseverata;
  • attestazione sull’origine dei beni ( Unione Europea o Stati europei aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo);
  • certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile.

Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: ecco come ottenere l’iperammortamento

Particolare attenzione viene posta agli investimenti per l’autoproduzione di energia elettrica. In questo caso gli impianti devono essere collocati sulle medesime particelle catastali su cui si trova la struttura produttiva, in alternativa possono essere ubicati su particelle catastali differenti, a condizione che siano connessi alla rete elettrica per il tramite di punti di prelievo (POD) esistenti e riconducibili alla medesima struttura produttiva localizzati nella medesima zona di mercato su cui insiste la struttura produttiva.

Possono essere agevolate le spese relative a

  • gruppi di generazione dell’energia elettrica;
  • trasformatori e misuratori di energia elettrica;
  • impianti per la produzione di energia termica utilizzata esclusivamente come calore di processo e non cedibile a terzi;
  • impianti di stoccaggio dell’energia prodotta.

Per essere agevolati gli impianti devono avere una producibilità massima attesa non eccedente il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, determinato come somma dei consumi medi annui, registrati nell’esercizio precedente a quello in corso al 1 gennaio 2026, di energia elettrica e degli eventuali consumi equivalenti associati all’uso diretto di energia termica o di combustibili utilizzati per la produzione di energia termica ad uso della struttura produttiva.
In poche parole non vi deve essere una sovra-produzione di energia utile alla eventuale vendita. L’impianto deve essere diretto esclusivamente all’autoconsumo.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.