Dopo Eni, anche IP ha lanciato il tetto massimo per benzina e diesel. Ecco come funziona e dove sono le stazioni di servizio (e come trovarle
Dopo Eni, anche IP scende in campo contro il caro carburanti. Da oggi, lunedì 28 settembre, Italiana Petroli, controllata dal gruppo azero Socar che l’8 maggio scorso ha completato l’acquisizione del 99,82% del capitale da Api Holding, introduce un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio sulla propria rete.
Le modalità, però, sono diverse da quelle di Eni, che nelle stazioni Enilive ha fissato un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio per 30 giorni. Socar non ha comunicato né una cifra unica né una durata: il valore dei prezzi, si legge nella nota, sarà stabilito “in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera” e il limite verrà applicato progressivamente, partendo dalla rete a marchio IP. Allo studio c’è anche l’estensione alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono da IP.
Socar dichiara di aderire “all’appello del Governo italiano”, mentre la premier Giorgia Meloni ha parlato di “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane”. Il tutto mentre sul gasolio lo sconto sulle accise è sceso a 6,1 centesimi al litro fino al 5 ottobre.
Come trovare le stazioni IP per fare rifornimento
Il punto di partenza è la sezione Ricerca stazioni di servizio del sito ufficiale italianapetroli.it, che mostra su mappa i punti vendita della rete, compresi i distributori GPL in autostrada. Il funzionamento è semplice: basta inserire in alto a destra l’indirizzo o la località di interesse e cliccare sulla lente di ingrandimento. Sulla mappa compaiono le bandierine dei distributori: cliccando su quella scelta si apre la scheda del punto vendita, con l’elenco dei servizi disponibili e l’indicazione dell’eventuale accettazione dei buoni carburante.
Da smartphone si può usare l’app ufficiale Stazioni IP, sviluppata da Italiana Petroli, che sfrutta la geolocalizzazione per individuare la stazione più vicina e consente di pagare il rifornimento negli impianti abilitati.
Un avvertimento, però, è d’obbligo. Poiché IP non ha fissato un prezzo massimo unico, lo “sconto” può variare da impianto a impianto. Prima di fare il pieno conviene quindi controllare il listino effettivo sul portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT (carburanti.mise.gov.it), dove i gestori sono obbligati per legge a comunicare i prezzi praticati.
IP, qualche numero dei distributori in Italia
Secondo i dati ufficiali della compagnia, il sistema industriale e logistico del gruppo supporta 4.575 stazioni di servizio tra impianti IP, IPlanet e partner convenzionati: una rete che, sommando distributori di proprietà e dei partner, IP definisce la più grande d’Italia. Circa 2.000 impianti, secondo quanto riportato dalla stampa, sono di proprietà diretta. Tramite un accordo di Branded Wholesale, IP rifornisce inoltre i distributori a marchio Esso, di cui è licenziataria dal 1° ottobre 2023.
L’anagrafica ufficiale del MIMIT (estrazione del 27 settembre 2026) conta 4.121 impianti con bandiera “Api-Ip”, di cui 4.024 sulla rete stradale e 97 su quella autostradale, pari a circa il 17,2% dei 23.997 impianti censiti in Italia. Gli indirizzi distinti sono 4.068, segno della presenza di alcuni doppioni nel registro.
Ecco la distribuzione per regione (tra parentesi gli impianti autostradali):
- Lazio: 569 (7)
- Lombardia: 563 (18)
- Piemonte: 373 (16)
- Puglia: 353 (1)
- Emilia-Romagna: 308 (11)
- Campania: 303 (5)
- Toscana: 284 (13)
- Marche: 178 (4)
- Veneto: 178 (3)
- Abruzzo: 157 (4)
- Umbria: 152 (3)
- Calabria: 143 (3)
- Sicilia: 139 (3)
- Liguria: 134 (5)
- Friuli-Venezia Giulia: 111 (0)
- Sardegna: 58 (0)
- Basilicata: 52 (0)
- Trentino-Alto Adige: 36 (0)
- Molise: 24 (0)
- Valle d’Aosta: 6 (1)
A livello provinciale guida Roma con 443 impianti, seguita da Milano (153), Torino (143) e Perugia (116). Queste, invece, le 10 città con più stazioni IP:
- Roma: 282
- Milano: 52
- Napoli: 43
- Torino: 42
- Palermo: 38
- Perugia: 34
- Genova: 32
- Bologna: 24
- Bari: 23
- Venezia: 20
Sul fronte economico-finanziario, IP gestisce due raffinerie con una capacità annua di circa 10 milioni di tonnellate, depositi di stoccaggio e una rete logistica che copre tutto il Paese.
Nel 2023 la società Italiana Petroli S.p.A. ha registrato un fatturato di 7,66 miliardi di euro e un utile di 117,6 milioni.
Quanto dura lo “sconto” e come si muoveranno le altre compagnie
Sulla durata, al momento, c’è una sola certezza: quella di Eni. Il tetto Enilive vale per un periodo iniziale di 30 giorni, quindi fino al 27 ottobre, con possibile proroga fino al 31 dicembre. IP, invece, non ha indicato una scadenza.
La partita potrebbe allargarsi. Socar sta valutando come estendere il meccanismo alle stazioni Esso, che nell’anagrafica MIMIT contano 2.357 impianti. Secondo i calcoli di Adnkronos, già oggi Eni e IP coprono circa 8.500 punti vendita, il 39% dei circa 22mila distributori italiani.
I primi effetti si vedono. Secondo il MIMIT, oggi la media self sulla rete stradale è scesa a 2,152 euro al litro per la benzina (da 2,159) e a 2,369 euro per il gasolio (da 2,377). Più marcato il calo in autostrada: 2,214 euro per la benzina (da 2,254) e 2,420 per il gasolio (da 2,459).
Il rovescio della medaglia è il rischio di carenze. In Francia, dove TotalEnergies ha introdotto un tetto già in primavera, diversi distributori sono stati presi d’assalto e il carburante è arrivato a scarseggiare. In Italia i primi segnali ci sono: a Napoli, dopo l’avvio del tetto Eni, un distributore di via Cristoforo Colombo ha erogato oltre 2.000 litri di benzina in circa tre ore e mezza. Sul fronte dei gestori, Faib Confesercenti Toscana stima per gli impianti Enilive perdite sulle giacenze fino a 3-5mila euro ciascuno e teme cali di vendite per chi resta fuori dalle reti con lo sconto. Per l’automobilista, la regola resta una: controllare sempre il prezzo esposto alla pompa.