Accise mobili sui carburanti dal 5 ottobre. Come funziona lo scudo contro i rincari di benzina e diesel, l’impatto dell’Iva e le stime sul risparmio.
Dopo i tagli delle accise sui carburanti fissi che si sono susseguiti nei mesi scorsi, dal 5 ottobre sarà introdotto il meccanismo delle accise mobili che dovrebbero mitigare l’aumento dei prezzi di benzina e diesel. Il nuovo sistema, che entrerà in sostituzione dei tagli precedentemente attuati, non andrà a pesare sul bilancio pubblico, ma si baserà su un automatismo contabile legato all’Iva.
Ma cosa sono le accise mobili? E come funziona la loro applicazione?
Cosa sono le accise mobili sulla benzina
Per contenere l’impatto sui consumatori finali dell’aumento dei prezzi, il Governo valuta di attivare le accise mobili.
La misura, introdotta nel 2023 modifica una norma governativa del 2007 e prevede la possibilità di attuare un taglio delle accise sui carburanti quando il prezzo aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento. Il parametro da prendere in considerazione è quello fissato dall’ultimo Def, anche se non viene specificata la soglia di aumento per intervenire (in passato era fissata al 2%): è proprio questo aspetto che dovrebbe essere disciplinato ora.
Per comprendere come funziona, bisogna specificare che sul prezzo di benzina e diesel incidono:
- il costo del petrolio;
- l’Iva al 22%;
- le accise al litro (tasse fisse).
L’accisa mobile che il governo introdurrà dal 5 ottobre si applicherebbe anche grazie al maggior gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi: l’Iva, infatti, è un’imposta a valore (in percentuale) sul prezzo finale, diversamente da quanto avviene per le accise che sono sostanzialmente fisse.
Grazie al maggior gettito Iva (il cui importo chiaramente sale insieme al prezzo della materia prima) l’esecutivo andrebbe a intervenire per ridurre le accise ottenendo una riduzione del prezzo alla pompa.
Quando il costo del petrolio sale sui mercati internazionali, il prezzo alla pompa aumenta di conseguenza - e poiché l’IVA è proporzionale, lo Stato incassa automaticamente più soldi su ogni litro venduto, un guadagno non preventivato che gli economisti chiamano extra-gettito. A quel punto, il governo può decidere di restituire quell’importo aggiuntivo ai consumatori abbassando le accise di una cifra equivalente, così da tenere sotto controllo il prezzo finale senza intaccare direttamente il bilancio dello Stato.
Con l’intervento il valore del carburante alla pompa dovrebbe mantenersi stabile o, almeno, non subire scossoni troppo evidenti.
L’attivazione non è automatica: secondo il Decreto Trasparenza n. 5/2023, scatta quando il prezzo del petrolio aumenta, sulla media del bimestre precedente, rispetto ai valori di riferimento fissati nell’ultimo Documento di Finanza Pubblica - tenendo però conto anche di eventuali diminuzioni registrate nel quadrimestre precedente. La soglia percentuale di aumento necessaria per far scattare il meccanismo, in passato fissata al 2%, non è oggi specificata in modo rigido.
Quanto si può risparmiare sul pieno con le accise mobili?
L’impatto reale dell’applicazione delle accise mobili dipende dal rialzo del greggio e dall’extra gettito Iva che questo genera. Normalmente le stime del Governo e i precedenti decreti indicano che lo sconto oscillerà tra i 2 centesimi e i 10 centesimi al litro (Iva inclusa).
L’attuale decreto temporaneo sul gasolio applica sconti di circa 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e di 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre.
Dal 5 ottobre non ci sarà un ritorno all’aliquota piena, ma entreranno in gioco le accise mobili.
Non è possibile con precisione stabilire quanto sarà lo sconto reale con l’entrata in vigore delle accise mobili perché l’entità dello sconto dipenderà dal maggiore gettito Iva disponibile e dalle condizioni che saranno dettate per l’attivazione delle accise mobili.
Non potendo fornire dati certi, vediamo una tabella in cui effettuiamo delle simulazioni in tre diversi tipi di scenario di taglio fiscale:
| Taglio al litro (IVA inclusa) | Risparmio su un pieno da 40 litri (Utilitaria) | Risparmio su un pieno da 50 litri (Berlina/SUV) |
|---|---|---|
| Sconto minimo (-2 cent/€) | 0,80 € | 1,00 € |
| Sconto medio (-5 cent/€) | 2,00 € | 2,50 € |
| Sconto massimo (-10 cent/€) | 4,00 € | 5,00 € |
La caratteristica principale dell’accisa mobile è che non è un ribasso netto del prezzo come quelli a cui ci hanno abituato i tagli accisi previsti finora, ma si tratta di un ammortizzatore.
Se il petrolio aumenta molto, il taglio dell’accisa mobile serve solo a evitare che il prezzo del carburante salga troppo. L’automobilista potrebbe anche non percepire il risparmio rispetto al giorno precedente. Inoltre bisogna considerare che il meccanismo richiede tempi tecnici di calcolo da parte del Ministero dell’Economia, arrivando, spesso, con qualche settimana di ritardo rispetto ai rincari.
I due difetti del meccanismo
Diversi analisti evidenziano due criticità strutturali dello strumento. La prima riguarda la portata dello sconto: non trattandosi di un taglio netto e permanente delle imposte, bensì di un conguaglio legato all’extra-gettito, il beneficio economico finale per i consumatori rimane contenuto.
La seconda criticità riguarda la tempistica: le somme aggiuntive generate dall’IVA devono essere contabilizzate dallo Stato prima di poter essere convertite nella riduzione delle accise. Di conseguenza, l’effetto sui prezzi alla pompa non è istantaneo, ma richiede alcune settimane per tradursi in un beneficio effettivo al distributore.
Differenza tra accise fisse e mobili
La differenza tra le accise fisse e mobili va ricercata nella loro capacità di stabilizzazione del prezzo dei carburanti alla pompa.
Le accise fisse sono quelle standard che pesano su ogni singolo litro di benzina e diesel: non variano al mutare del prezzo industriale del carburante e rimangono costanti garantendo entrate stabili allo Stato.
Le accise mobili, invece, sono un meccanismo automatico che consente al governo di ridurre il peso delle accise compensandole con l’aumento dell’Iva. Quando i prezzi del carburante superano determinate soglie, l’extra gettito dell’Iva (che sale con il prezzo) viene utilizzato per abbassare l’accisa fissa consentendo al prezzo finale di scendere. In breve l’accisa mobile è una tutela per i consumatori dai rincari eccezionali.
Quando si usa lo scudo delle accise mobili
L’accisa mobile è un meccanismo che si applica in casi di emergenza, quando le variazioni del prezzo del greggio sono importanti. In questo caso lo Stato incassa più Iva (e proprio per questo si parla di extra gettito) dovuta al prezzo più alto: con il sistema delle accise mobili, introdotto originariamente nel 2007 e reso più efficace con i provvedimenti del 2023, il Governo ha deciso di utilizzare questo guadagno aggiuntivo per ridurre proporzionalmente la quota delle accise.
Si raggiunge in questo modo una compensazione che dovrebbe mantenere il prezzo finale di diesel e benzina invariato rispetto ai momenti pre crisi.