Invio Certificazione Unica, come evitare problemi

Paolo Ballanti

8 Marzo 2024 - 16:15

La CU rappresenta il primo adempimento fiscale dell’anno per datori di lavoro e professionisti. Tante sono le informazioni da comunicare all’Erario e ai contribuenti. Ecco gli errori da evitare

Invio Certificazione Unica, come evitare problemi

Introdotta dal Decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1998 numero 322 la Certificazione Unica (CU) permette ai sostituti d’imposta (datori di lavoro e committenti) di attestare all’Agenzia entrate e ai soggetti percipienti i redditi di lavoro dipendente e / o ad esso assimilati, i dati relativi alle ritenute fiscali operate a titolo d’acconto sui redditi citati, oltre a detrazioni fiscali e crediti d’imposta riconosciuti, addizionali regionali e comunali trattenute, nonché contributi dovuti all’Inps e premi assicurativi versati all’Inail.

Posto che:

  • Le Certificazioni Uniche devono essere trasmesse all’Agenzia entrate e consegnate ai percipienti entro il 16 marzo del periodo d’imposta successivo quello di competenza;
  • In sede di invio della CU all’Agenzia entrate viene effettuato un controllo sulle dichiarazioni e, in presenza di errori bloccanti, le stesse non possono essere trasmesse;

ecco descritti in dettaglio una serie di controlli che, se effettuati con congruo anticipo, possono evitare problemi in sede di predisposizione e soprattutto invio delle CU.

Attenzione alle detrazioni per familiari a carico

Uno dei possibili errori che bloccano l’invio delle Certificazioni Uniche è rappresentato dalla presenza di detrazioni per familiari a carico, senza che sia compilata l’apposita sezione della CU dedicata a «Dati relativi al coniuge e ai familiari a carico».

Quanto descritto può verificarsi nell’ipotesi in cui, per un errore del software paghe o dell’operatore incaricato dell’inserimento dei dati nello stesso, il lavoratore ha comunque fruito delle detrazioni per familiari a carico pur avendone rinunciato (da qui l’assenza dei dati riguardanti i familiari) o addirittura senza che una richiesta in tal senso sia mai stata trasmessa al datore di lavoro.

Di conseguenza, è bene verificare, nel corso del periodo d’imposta, se le detrazioni per familiari a carico fruite dai lavoratori in busta paga:

  • Sono state effettivamente richieste dagli stessi, senza che l’interessato vi abbia successivamente rinunciato;
  • Sono accompagnate dai dettagli sui familiari a carico (in particolare il codice fiscale), che saranno poi trasferiti all’interno della Certificazione Unica di competenza del periodo d’imposta interessato.

Giorni detrazione non corrispondenti ai rapporti di lavoro

I soggetti titolari di redditi di lavoro dipendente e taluni redditi assimilati, hanno diritto ad una detrazione di importo variabile in base al reddito complessivo dell’interessato.

In particolare, per un reddito complessivo non superiore a 15 mila euro, spetta una detrazione pari a 1.880,00 euro, importo elevato a 1.955,00 euro per il periodo d’imposta 2024. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può in ogni caso essere inferiore a 690 euro o, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, a 1.380 euro. In entrambe le situazioni, il limite non dev’essere rapportato al periodo di lavoro.

Al contrario, se il reddito complessivo:

  • E’ compreso tra 15.000 e 28.000 euro, la detrazione si ottiene dalla seguente formula 1.910 + [1.190 * (28.000 - reddito complessivo) / 13.000];
  • Si attesta tra 28.000 e 50.000 euro, la detrazione si ottiene con la formula 1.910 * [(50.000 - reddito complessivo) / 22.000];
  • E’ superiore a 50 mila euro non spetta alcuna detrazione.

Da notare che per i redditi da 25.000 a 35.000 euro la detrazione risultante dalla formule citate dev’essere aumentata di 65 euro.

Una volta calcolata la detrazione, la stessa dev’essere rapportata ai periodi di lavoro nell’anno. A tal proposito si considerano i giorni che hanno dato diritto alla retribuzione assoggetta ad Irpef. Di conseguenza:

  • Nel calcolo dei giorni detrazione si considerano anche festività, riposi settimanali ed altri giorni non lavorativi;
  • Nel calcolo dei giorni utili per determinazione la detrazione in parola, non si assumono i periodi di assenza del dipendente non retribuiti, ad esempio quelli a titolo di assenza non retribuita, assenza ingiustificata, aspettativa non retribuita, permessi non retribuiti.

Dal momento che le detrazioni sono calcolate in base ai suddetti giorni di produzione del reddito, è necessario che ci sia corrispondenza tra i periodi di vigenza del contratto di lavoro ed i giorni detrazione.

In sede di invio delle Certificazioni Uniche un possibile errore in tal senso è dovuto ai dipendenti che nel corso del periodo d’imposta hanno totalizzato più rapporti con lo stesso datore di lavoro. In tal caso è bene che si verifichi durante l’anno se i giorni detrazione, per i dipendenti interessati da più rapporti di lavoro, corrispondono effettivamente ai periodi di vigenza dei singoli contratti.

La stessa verifica dev’essere condotta per i lavoratori che hanno avuto due o più rapporti di lavoro in contemporanea. In queste situazioni il datore di lavoro incaricato dal dipendente interessato di effettuare il conguaglio di fine anno, i cui risultati sono riportati in CU, deve effettuare i dovuti controlli nel rispetto della regola secondo la quale i giorni detrazione compresi in periodi interessati da più contratti in contemporanea, devono essere conteggiati una sola volta.

Attenzione al calcolo dell’Irpef netta

Il calcolo dell’Irpef dovuta dal contribuente avviene sottraendo dall’imposta lorda, calcolata in base al reddito complessivo, l’ammontare delle detrazioni fiscali. In questo modo si ottiene l’Irpef netta effettivamente a carico del lavoratore.

In sede di invio delle Certificazioni Uniche il software di controllo verifica che il totale della casella relativa all’Irpef lorda meno il totale delle detrazioni, corrisponda al valore indicato in corrispondenza dell’Irpef netta.

I software paghe di norma propongono un prospetto di controllo che, prima di effettuare l’elaborazione delle CU, permette di verificare che non ci siano squadrature tra l’Irpef netta a carico del contribuente ed il risultato di Irpef lorda - detrazioni.

Di conseguenza è bene accertare se il gestionale utilizzato consente i controlli in parola e, nel caso, effettuarli nel corso del periodo d’imposta che sarà oggetto delle prossime Certificazioni Uniche.