Chi lo ha detto che il breve termine non sia sufficiente a generare un guadagno extra con un capitale libero e disponibile da investire? Oggi che gli yield sono mediamente saliti rispetto ai primi due mesi dell’anno, è possibile spuntare discreti ritorni a scadenza. Ad esempio questo corporate bond offre fino al 5,2% di interessi in 18 mesi sul reddito fisso in euro e con la libertà di vendere anzitempo.
Prodotti di investimento a condizioni alternative
I parametri chiave da cui può dipendere una scelta di investimento rispetto a un’altra sono tanti. A restare sui principali citiamo la size del capitale, la propensione al rischio e la certezza o meno della disponibilità del capitale. Al loro variare cambiano le preferenze verso l’uno o l’altro prodotto. Intanto per semplificarci il lavoro fissiamo l’orizzonte temporale in 18 mesi, un anno mezzo, cioè da oggi fino a tutto il 2027.
Bene, se il capitale è di modeste dimensioni (poche migliaia di euro) allora occorre azzerare le spese di gestione. Qui il risparmio postale e il conto deposito si lasciano preferire dato che non hanno costi di attivazione, di tenuta e di chiusura, finale o anticipata che sia. Fanno eccezioni le sole spese fiscali, ossia l’aliquota al 26% (12,50% sui buoni fruttiferi) e l’imposta di bollo del 2X1.000 annua nei casi, tempi e modi di Legge. In più hanno il grande vantaggio che non necessitano della profilatura Mifid necessario, invece, per sottoscrivere tutti gli altri prodotti finanziari.
Inoltre sarebbe preferibile sfruttare le “offerte della casa” se presenti e/o almeno valutabili. Vale a dire il vincolo bancario di turno se l’intermediario è un istituto di credito, o i prodotti postali nel caso di somme tenute presso BancoPosta o il libretto postale. Quasi a voler coniare uno slogan, preferire la semplicità di scelta alla modestia del capitale da gestire.
Il rischio di mercato è assente o presente?
Poi c’è il rischio di mercato, che nei casi estremi può essere assente o presente, ma che nella pratica si può relativamente modellare a piacimento. Per nostra semplicità di esposizione consideriamolo assente o intermedio.
Se è assente, ecco che ritornano le due famiglie di prodotti precedenti. Per essi non c’è un mercato di contrattazioni per cui il nominale sottoscritto resta invariato per tutto il periodo di maturazione. A variare sono gli interessi, che maturano ogni giorno e sono riconosciuti ai tempi stabiliti dall’emittente. Un buon conto deposito vincolato a 18 mesi oggi rende tra il 2 e il 2,9% lordo annuo, tassato al 26%. I prodotti liberi mediamente meno, anche se non mancano offerte di banche online che si spingono oltre il 2% e fino al 3%.
Tra i Depositi Supersmart, solo il Rinnova arriva a 18 mesi di vita fruttifera per un 2,00% annuo lordo di rendimento a scadenza. Tra i buoni, invece, oggi solo il Buono per un Buono 6 mesi non farebbe perdere gli interessi maturati in 18 mesi (3 semestri).
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Investire sul reddito fisso con il rischio di mercato
Nel caso di rischio (di mercato) intermedio, allora il ventaglio di possibili opzioni tra le mani aumentano. Consideriamo le obbligazioni, sia sovrane che corporate e dai rating più variabili tra cui potenzialmente scegliere, ognuno di essi con pro e contro. Quanto rendono sul timeframe a 18 mesi? Dipende da quale bond si considera.
Giusto a titolo di esempio, lo Schatz Fx 2% Dec27 Eur non espone al rischio di cambio, ha un rischio di mercato prossimo allo zero e un solido rating emittente. Ricordiamo che lo Schatz è il bond sovrano della Germania a breve termine con una scadenza fissa di 2 anni che, a differenza dei CTZ nazionali, ogni 6 mesi pagano una cedola fissa. Il bond prezza 98,97 sul MOT (matricola ISIN DE000BU22114) per uno yield al 2,65% lordo annuo.
Quest’ultimo sale al 2,76% sul BTP Tf 2,65%, ISIN IT0005500068, e in scadenza il 1° dicembre ’27. Anch’esso prezza sotto la pari, a 99,80 e gode di maggiori scambi sul secondario rispetto al pari durata tedesco. Anzi, lo Schatz rasenta l’illiquidità dati i pochi contratti che riesce a chiudere a ogni seduta di contrattazioni.
Infine consideriamo il Mediobanca Tf 3,4% Dc27 Eur, con ISIN IT0005520470 (mercato EuroTLX), anche qui senza rischio di cambio. In compenso si tratta di un’obbligazione corporate tassata al 26% e non al 12,50% come i sovereign, in scadenza il 21 dicembre del ’27. Il tasso di interesse è del 3,40% con stacco annuo, il lotto minimo è di 1.000 € e in questi giorni prezza sostanzialmente alla pari (100,04). Il rateo lordo ad oggi maturato è dell’1,63%, per cui da qui al termine il bond frutterà il resto del rateo più la cedola piena dell’ultimo anno di vita. In numeri, il 5,2% totale al lordo della ritenuta fiscale, l’imposta di bollo e le spese di gestione bancaria (e questionario Mifid compilato e non scaduto). Gli scambi, infine, sono relativamente buoni e tra i 30 e 50 contratti daily, per controvalori in genere entro 1 milione di euro (dati: Borsa Italiana).
Fino al 5,23% di interessi in 18 mesi sul reddito fisso in euro e libertà di vendere anzitempo
Infine, se la certezza della disponibilità del capitale non è del 100% allora non bisogna avere vincoli all’eventuale uscita anticipata dall’investimento. Qui entrano in gioco le tre famiglie di prodotti su esposte, ognuna con un proprio percorso.
Sul risparmio postale CDP ammette sempre l’uscita anticipata, buoni o Depositi che sia. Tuttavia, non riconosce gli interessi fino ad allora maturati nel caso dei Depositi Supersmart, che di solito hanno una durata compresa tra i 6 e i 18 mesi. Sui buoni fruttiferi riconosce solo quelli degli step effettivamente chiusi e previsti dal prodotto.
Sui conti depositi, invece, tutto è a discrezione dell’istituto di credito emittente, che lo chiarisce a priori nelle condizioni commerciali del prodotto. In genere se è vincolato la risposta è no, ma va appurato da banca a banca.
Nel caso delle obbligazioni, infine, il problema non sussiste dato che sono negoziate sui mercati secondari da emissione a scadenza. Tuttavia, si differenziano anzitutto per grado di liquidità, e quindi spread bid/ask stretti o larghi a seconda dei casi. L’ideale è trattare prodotti liquidi, che agevolino l’eventuale disimpegno dall’investimento.
La certezza del valore 100, il valore nominale sottoscritto, è solo alla data di scadenza o di eventuale call, se il bond è callable. Prima di queste date il prezzo lo fa il mercato, per cui il disinvestimento potrebbe dare origine a un guadagno o una perdita in conto capitale. Tutto dipenderà dalla differenza tra prezzo di ingresso e quello di uscita, che non dovrebbe mai essere inferior