Investimenti immobiliari: tutti possono guadagnare sul mattone?

16 luglio 2020 - 17:45 |
16 luglio 2020 - 18:12 |

Trusters permette a tutti di fare investimenti immobiliari attraverso il Real Estate Crowdfunding. Scopriamo nell’intervista al founder Andrea Maffi cosa rende vincente il suo modello di business

Investimenti immobiliari: tutti possono guadagnare sul mattone?

Fare investimenti immobiliari in modo semplice e accessibile a tutti oggi è possibile con Trusters, piattaforma che ha reso il Real Estate Crowdfunding democratico e agile.

Trarre profitto dal mercato immobiliare non è più una pratica destinata solo a una platea di esperti, ma può diventare un modo per diversificare adatto a ogni obiettivo, soprattutto facendosi affiancare dal giusto partner di riferimento. Del resto, la natura stessa del crowdfunding è d’investimento collettivo, per cui ha una dimensione sociale inclusiva intrinseca.

I progetti d’investimento immobiliare presentati sulla piattaforma di Trusters consentono, infatti, di approcciarsi al settore anche con una spesa minima iniziale. Inoltre, il modello di business dell’azienda, prima piattaforma di lending crowdfunding 100% Made in Italy, è studiato per offrire una serie di vantaggi a tutti gli interessati: investitori, risparmiatori e sviluppatori.

Senza dimenticare il territorio, che beneficia degli interventi di riqualificazione oggetto dei progetti in atto. Non a caso, dal 2018 a oggi, la community di Trusters ha superato i 3000 utenti e sta vivendo un momento di crescita esponenziale, che ha saputo resistere a un periodo di crisi economica come quello che stiamo affrontando a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

Investimenti immobiliari: una solida asset class

L’innovativa combinazione del digitale applicato al Real Estate, di cui Trusters è precursore, ha mostrato di essere una formula non solo all’avanguardia, ma anche di grande utilità concreta, nonché una solida asset class.

“La piattaforma di Trusters offre una serie di plus che la rendono un caso unico del settore. Approccio all digital, semplificazione, comunicazione trasparente, velocità, sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono il nostro modello di business, per non parlare dell’efficacia dei nostri progetti, veloci e con un ritorno medio sull’investimento di 8,77%, non esiste al momento sul mercato un prodotto con un tale rendimento lordo”

afferma Andrea Maffi, Founder di Trusters.

Il modello di business di Trusters

Ma quali sono nel dettaglio i “plus” che Trusters è riuscita a condensare nel suo modello di business? Innanzitutto, la semplificazione, basta iscriversi alla piattaforma online per iniziare subito a navigare i progetti disponibili e investire in una o più soluzioni.

I progetti presentati, che hanno tutti la durata massima di un anno, e quindi un ritorno celere sull’investimento, sono accessibili a partire da 100 euro, quindi sono aperti a chiunque, anche a chi approccia il settore per la prima volta.

Ai clienti che lo richiedono, inoltre, Trusters offre anche un servizio di Academy, per introdurre a tutti i segreti dell’investimento immobiliare e contribuire a diffondere la cultura finanziaria in Italia, affinché insieme alla radicata consuetudine del risparmio, cresca anche una maggiore propensione all’investimento consapevole.

“Grazie al nostro solido know how nel comparto del Real Estate, selezioniamo con criteri molto stringenti i progetti da proporre. Non a caso, il 90% dei clienti che decide di iniziare a investire con noi, sceglie almeno tre iniziative contemporaneamente, con il vantaggio di poterle testare anche senza grossi esborsi iniziali e di ricevere i ritorni con cadenze temporali diverse. Abbiamo già restituito un milione di euro, di cui 300 mila solo nell’ultimo mese”

aggiunge Maffi.

Un altro plus della piattaforma è quello della comunicazione, Trusters infatti permette a clienti e sviluppatori, dal più piccolo al più importante, di entrare in contatto diretto, per confrontarsi sulle iniziative proposte, ad esempio con webinar dedicati, accorciando così la filiera e affiancando gli investitori dalla scelta del progetto, fino alla condivisione dei profitti.

Per lo sviluppatore, inoltre, in un mondo in cui avere accesso al credito è sempre più complicato, Trusters rappresenta un valido strumento finanziario alternativo, che permette di avviare anche più progetti celermente, superando le lungaggini bancarie.

Nondimeno, Trusters significa anche visibilità, funziona infatti da cassa di risonanza e da strumento di marketing per gli attori del comparto, che possono farsi conoscere attraverso la piattaforma e fidelizzare un maggior numero di utenti finali.

Verso nuovi orizzonti

Trusters si trova in un’intensa fase di crescita ed è dunque proiettata a evolvere la propria offerta con altre tipologie di prodotti. Un ambito su tutti è quello della sostenibilità, puntando a supportare progetti dalla vocazione sempre più green e che rappresentino anche interventi migliorativi per l’ambiente.

“Siamo più orientati verso iniziative di rivalutazione e ristrutturazione patrimoniale nel nostro Paese. Un altro settore in cui stiamo entrando, poi, è quello turistico, con alcuni progetti già attivi ad esempio in Sardegna, per contribuire a rinvigorire l’appeal dello Stivale. A maggior ragione, oggi che il comparto versa in grave crisi, si tratta di una ricchezza da preservare e che in un circolo virtuoso ritorna anche nelle nostre tasche”

ha spiegato ancora il founder dell’azienda.

Il 2020 si prospetta roseo per Trusters, che nel 2019 ha raccolto più di 2 milioni di euro e quest’anno solo nei primi sei mesi ha superato quota tre, nonostante il freno del Covid e va dunque verso la chiusura di un anno davvero esplosivo.

Inoltre, l’azienda in questo momento è in fase di aumento di capitale sulla piattaforma ClubDealOnline e si apre anche all’ingresso di finanziatori esterni per arrivare alla quotazione sulla borsa italiana, attesa entro il 2023.

“In futuro, l’obiettivo di Trusters è di poter rispondere, combinando prodotti diversi, alle esigenze di un sempre più alto numero di stakeholder che intendano fare investimenti immobiliari, dall’investitore professionale al neofita. A partire dal lending, modello a prestito in cui siamo oggi specializzati, fino ad arrivare anche all’equity e combinare rispettivamente l’obbligazione e l’azione, a cui i due modelli possono essere equiparati, rispondendo ai desiderata di una ancor più ampia pletora d’investitori, con diversa propensione al rischio e diverse aspettative di rendimento”

conclude Maffi.

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