Intesa-UBI: arriva il no dell’Antitrust

L’Antitrust boccia l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su UBI Banca: rischio posizione dominante. Poi precisa: “Solo valutazione preliminare”

Intesa-UBI: arriva il no dell'Antitrust

Arriva il secco no dell’Antitrust a mettere in stallo l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su UBI Banca. Dopo il via libera della BCE dello scorso venerdì, l’Autorità sulla concorrenza ha momentaneamente imposto il suo semaforo rosso all’operazione.

Il rischio, allo stato attuale, è quello di dar vita a una “posizione dominante in molti mercati”, rendendo quindi il tutto non accettabile e soggetto ora alla replica delle due parti in gioco.

L’ostacolo dovrebbe ora rinviare a una decisione definitiva dell’Autorità - quella a seguito delle nuove posizioni espresse da Ubi e Intesa - entro la fine di luglio:

“La concentrazione non è allo stato degli atti suscettibile di essere autorizzata, e rischia di produrre la costituzione e/o il rafforzamento della posizione dominante di Intesa in numerosi mercati”,

è il parere formale dell’Antitrust.

Intesa-UBI: arriva il no dell’Antitrust

Malgrado il recente via libera da Bruxelles abbia avvicinato il gruppo di Carlo Messina a UBI Banca, c’è da precisare che gli ostacoli sono sempre rimasti ben evidenti nell’operazione.

In primis a causa della mai nascosta riluttanza dei soci UBI, con un ricorso pendente al Tribunale di Milano per evidenziare le possibili irregolarità dell’ops.

Ora il no dell’Antitrust complica di sicuro lo scenario. Entrambe le parti avranno tempo fino al 15 giugno per presentare memorie e osservazioni sul parere dell’Autorità, che dovrebbe poi predisporre un collegio per registrare le due posizioni il 18 giugno.

Stando a quanto segnalato finora, risulta chiaro che l’ente che disciplina la concorrenza non può accettare l’operazione così com’è, senza un “intervento volto a risolvere le criticità concorrenziali”.

Criticità riferite al concomitante accordo Intesa-Bper per la cessione a quest’ultima di circa 400 filiali, per il quale tuttora sussistono “indeterminatezze circa il perimetro del ramo di azienda di Ubi”, così come “incertezze in merito all’effettiva attuazione”.

La definitiva decisione dell’Antitrust dovrebbe arrivare entro la fine di luglio.
Proprio negli ultimi minuti l’Autorità ha precisato che non ha ancora espresso nessuna decisione sull’opa, e il parere rilasciato rappresenta solo una “valutazione preliminare sulle criticità dell’operazione”.

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