Intesa Sanpaolo, assunzioni di 2.500 giovani entro il 2023

Intesa sigla accordo nella notte con i sindacati per l’uscita volontaria di 5.000 dipendenti, cui seguirà l’assunzione di 2.500 giovani

Intesa Sanpaolo, assunzioni di 2.500 giovani entro il 2023

Accordo fra Intesa Sanpaolo e i sindacati sull’uscita volontaria di 5.000 dipendenti entro il 2023, in una mossa che dovrebbe portare all’assunzione a tempo indeterminato di 2.500 giovani. L’accordo siglato è volto a ottenere un ricambio generazionale senza impatti sociali. I nuovi ingressi, ha detto l’ad Carlo Messina, “potranno sostenere la crescita del Gruppo e le sue nuove attività”.

Intesa, accordo per 5.000 uscite volontarie

Secondo l’accordo fra il maggior istituto di credito italiano e le sigle sindacali FABI, FIRST CISL, FISAC/CGIL, UILCA e UNISIN, entro il 2023 ci sarà un’assunzione ogni due uscite volontarie, per un massimo di 2.500 assunzioni per un totale di 5.000 uscite volontarie previste.

Fra queste non sono contate quelle causate dai trasferimenti di rami di azienda: entro il 2021, ha stabilito l’Antitrust, Intesa dovrà cedere a BPER Banca 532 filiali, per evitare il rischio che si crei una posizione dominante dopo l’acquisizione di UBI.

Secondo quanto reso noto da Intesa e dai sindacati, l’offerta di uscita volontaria è rivolta a tutte le persone del Gruppo Intesa Sanpaolo che applicano il CCNL Credito, dirigenti compresi. Possono aderire coloro che abbiano maturato i requisiti di pensionamento per il 31 dicembre 2026 (anche con il calcolo di Quota 100 e Opzione donna).

Intesa Sanpaolo, previste 2.500 assunzioni nel triennio

L’accordo siglato oggi, dopo un negoziato rapido ed efficace, permette di raggiungere un risultato basato per entrambe le parti, sulla volontà di tutelare l’occupazione, di favorire lo sviluppo professionale delle persone, di rispettarne le aspirazioni”, ha detto Messina.

Le assunzioni di giovani, compiute “in un quadro generale segnato da una notevole complessità”, saranno volte a “sostenere la crescita del Gruppo e le nuove attività, avendo attenzione al supporto alla Rete e alle zone svantaggiate del Paese”. Almeno la metà delle assunzioni, spiega Intesa in una nota, avranno luogo nelle province in cui storicamente ha operato UBI Banca, ovvero Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia, e nel Sud Italia.

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