Intelligenza artificiale, il piano europeo fino al 2030

Dario Colombo

4 Maggio 2022 - 09:42

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Il Parlamento europeo ha votato le raccomandazioni della Commissione speciale sull’intelligenza artificiale e punta a governare la tecnologia a livello mondiale. Il pericolo dei regimi autoritari

Intelligenza artificiale, il piano europeo fino al 2030

Con 495 voti a favore, 34 contrari e 102 astensioni il Parlamento europeo ha fatto sue le raccomandazioni presentate dal deputato tedesco Axel Voss, e frutto di un lavoro durato 18 mesi della Aida, la Commissione speciale sull’intelligenza artificiale.

Nel mandato affidato alla Commissione Aida c’era infatti la valutazione dell’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia europea, analizzando anche il modo in cui i paesi non-UE stanno affrontando il tema e definire la strada da seguire.

La risoluzione votata a maggioranza contribuirà al prossimo lavoro parlamentare sull’intelligenza artificiale, in particolare sulla normativa sull’intelligenza artificiale, attualmente in discussione nelle commissioni mercato interno e protezione dei consumatori (IMCO) e libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE), che sarà votata dalle due commissioni alla fine del mese di settembre 2022.

Alla luce del rapporto della Commissione Aida, presieduta dal parlamentare rumeno Dragos Tudorache, che definisce la tabella di marcia europea fino al 2030, il parlamento fa sua l’idea di orientare il dibattito pubblico sull’uso dell’intelligenza artificiale sul modo migliore per esplorare il potenziale della tecnologia a sostegno degli esseri umani, ammettendo che sinora che l’UE è rimasta indietro nella corsa globale per la leadership tecnologica.

Con questa posizione viene percepito chiaramente il rischio che le future norme tecnologiche possano essere sviluppate altrove, in particolare da attori e paesi non democratici.

Per essere più chiari, i parlamentari europei vogliono che l’UE svolga un ruolo guida, a livello mondiale, nel settore dell’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale è una questione politica

Nel proprio rapporto la commissione Aida ha indicato le opzioni politiche per applicare l’intelligenza artificiale nei settori della salute, dell’ambiente e del cambiamento climatico, per aiutare a combattere le pandemie e la fame nel mondo, e migliorare la qualità della vita delle persone attraverso la medicina personalizzata.

Per il Parlamento europeo, quando combinata con le necessarie infrastrutture di supporto, istruzione e formazione, l’intelligenza artificiale può aumentare la produttività del capitale e del lavoro, l’innovazione, la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

Una questione di principio

Nel testo votato si prende anche atto della missione dell’UE per arrivare a un accordo globale su norme comuni per l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale e si incoraggiano le altre democrazie a collaborare.

Si ritiene che tecnologie dell’intelligenza artificiale pongono questioni etiche e giuridiche e possono essere utilizzate la ricerca militare e gli sviluppi tecnologici per la creazione di sistemi d’arma letali autonomi.

I regimi autoritari utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per esercitare sorveglianza di massa e classificare i propri cittadini o limitare la libertà di circolazione.

E anche le piattaforme tecnologiche dominanti utilizzano le tecnologie di intelligenza artificiale per ottenere più informazioni personali, creando così rischi ai sistemi democratici.

L’UE intende rafforzare la cooperazione internazionale con Paesi e istituzioni che condividono i medesimi principi, per proteggere i diritti fondamentali e cooperare per ridurre al minimo le nuove minacce tecnologiche.

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