«Insulina gratis»: un tweet fake ma dotato di spunta blu affonda Eli Lilly. E il sistema

Mauro Bottarelli

13 Novembre 2022 - 21:32

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Falso account della casa farmaceutica getta nel panico gli investitori Big Pharma. E se da un lato mostra i limiti di una sanità «da carta di credito», dall’altro alimenta dubbi sulla gestione Musk

«Insulina gratis»: un tweet fake ma dotato di spunta blu affonda Eli Lilly. E il sistema

L’insulina è un salvavita per antonomasia. Chi ne è dipendente a causa del diabete, lo sa. E se nei Paesi dove il sistema sanitario è universalistico, lo Stato tratta quel medicinale come tale fornendolo gratuitamente, negli Stati Uniti i costi possono essere spaventosi. Tali da spingere i malati non coperti da assicurazione a indebitarsi in maniera drammatica per non morire. Letteralmente.

Chi pensa che questa sia un’esagerazione, guardi questo grafico

Comparazione fra costo dell'insulina «di mercato» e con price cap negli Usa Comparazione fra costo dell’insulina «di mercato» e con price cap negli Usa Fonte: CharityRX

che compara l’attuale costo medio per una fornitura mensile di insulina con quello ipotetico in base alla proposta di price cap che abbatterebbe del 91% quella tassa occulta sulla vita, fissando a 35 dollari il massimale. Un qualcosa che rappresenta il 25% del prezzo negoziabile attraverso un piano ad hoc di assicurazione sanitaria. E l’ultimo sondaggio di CharityRX parla chiaro: il 79% dei rispondenti ha dichiarato che il costo dell’insulina ha già creato difficoltà finanziarie al suo budget, l’80% conferma il ricorso sistematico alla carta di credito per garantirsi l’insulina necessaria e il 62% ha ammesso di aver abbassato i dosaggi per tagliare i costi. Parliamo della prima economia del mondo.

Al netto di una situazione simile, cosa pensate che possa essere successo subito dopo che su Twitter è apparso questo tweet?

Il tweet sull'insulina gratis del falso account di Eli Lilly Il tweet sull’insulina gratis del falso account di Eli Lilly Fonte: Twitter

L’aggravante. Duplice. Primo, si tratta di un fake account della casa farmaceutica Eli Lilly and Co. Secondo, il medesimo fake account si fregia della mitica spunta blu a pagamento imposta da Elon Musk, ovvero la presunta certificazione di veridicità dell’identità di chi scrive. Risultato? Questo:

Andamento del titolo azionario di Eli Lilly dopo il tweet Andamento del titolo azionario di Eli Lilly dopo il tweet Fonte: Bloomberg
Articolo relativo al tonfo del titolo di Eli Lilly e conseguenti reazioni Articolo relativo al tonfo del titolo di Eli Lilly e conseguenti reazioni Fonte: Investor's Business Daily

circa 20 miliardi di marker cap bruciato dal titolo della vera Eli Lilly and Co. come reazione immediata alla fine del regime di insulina a pagamento negli Usa. Di fatto. 7 milioni di clienti potenziali garantiti a vita che sparirebbero.

La morale? Troppe in questa storia. In primis, il ruolo della sanità pubblica. In seconda battuta, la necessità di vigilare sull’attività stessa di vigilanza annunciata da Elon Musk dopo il suo rumoroso takeover di Twitter. Il quale, al netto del farsesco licenziamento di massa seguito da un frettoloso reintegro di parte del personale, è non a caso partito ufficialmente da proclami di liberazione del network da censura e propaganda ma, in realtà, ha visto come pietra fondamento l’imposizione di servizi a pagamento.

I quali rappresentano, almeno formalmente, appunto un plus che il cliente intende vendere insieme alla sua immagine e alla sua comunicazione, la certificazione di autenticità. Qualcuno ha voluto inviare un bel messaggio in codice, colpendo talmente a colpo sicuro su un nervo scoperto del business Big Pharma statunitense da far pensare al lavoro di un insider più che di un hacker?

Terzo, la dipendenza pavloviana dei mercato azionario dai social network. Un connubio fra tweets e algoritmi settati per intercettarli in tempo reale e a strascico che apre scenari inquietanti. Perché nel tempo del Qe e dei passive funds, occorrerebbe vigilanza. Quella delle varie SEC del mondo, però, Non di miliardari o wannabes che risultano parte in causa nel sistema. Quando non IL sistema stesso. .

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