Inflazione, scatta l’allarme per le famiglie: “In autunno sarà dura”. Ecco cosa succederà

Stefano Rizzuti

2 Luglio 2022 - 15:22

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Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, lancia l’allarme in vista dell’autunno per l’inflazione: il caro vita si farà sentire sulle famiglie dopo l’estate, spiega l’ex ministro dell’Economia.

Inflazione, scatta l'allarme per le famiglie: “In autunno sarà dura”. Ecco cosa succederà

L’inflazione tocca livelli record e non accenna a fermarsi. L’aumento dei prezzi potrebbe continuare ancora per mesi e la situazione più critica si potrebbe registrare in autunno. Questa è la preoccupazione espressa dall’ex ministro dell’Economia e oggi presidente di Unicredit, Pier Carlo Padoan, in un’intervista a la Repubblica.

Padoan spiega che l’inflazione “sta diventando una componente strutturale delle nostre economie” e questo vuol dire che la guerra in Ucraina non avrà effetti temporanei come si sperava in un primo momento. La previsione di Padoan arriva dopo i dati sull’inflazione, che tocca l’8% e raggiunge un livello mai visto dal 1986 a oggi.

Ad aumentare è anche il carrello della spesa che raggiunge un incremento dell’8,3%, secondo i dati preliminari Istat. La crescita dei prezzi nell’Eurozona è dell’8,6%, un record assoluto dalla nascita della moneta comune. Ma cosa succederà nei prossimi mesi e perché Padoan lancia l’allarme?

Perché l’inflazione durerà a lungo

Padoan ritiene che se anche il conflitto finisse domani, per tornare alla normalità (o a una quasi normalità) servirà molto tempo. Superare questa inflazione è molto difficile perché è dettata dai maggiori costi di energia e materie prime. Il problema, ora, è evitare che i costi vengano scaricati sui ceti più deboli e che si inneschi un circuito tra prezzi e salari che potrebbe complicare, secondo l’ex ministro, ancor di più la situazione.

Caro vita, l’allarme di Padoan per l’autunno

Secondo Padoan il governo in questi mesi si sta comportando in modo definito “ineccepibile”. In particolare il presidente di Unicredit sottolinea il lavoro svolto dall’esecutivo per contenere il debito pubblico e il conseguente miglioramento del rapporto con il Pil. Inoltre per Padoan è significativo come il governo stia riuscendo a varare decreti come il salva-bollette senza ricorrere a ulteriori scostamenti di bilancio.

Ma non basta, perché la situazione si complicherà nei prossimi mesi e bisognerà prepararsi all’impatto dell’autunno, quando gli effetti di medio termine dell’inflazione si faranno sentire “sia sui bilanci familiari sia sull’apparato produttivo e c’è il rischio di dover operare in un ambiente di crescente disoccupazione: sarà molto dura”.

Il Pil italiano in positivo

Padoan coglie, però, anche dei segnali positivi dall’attuale situazione economica dell’Italia. Di certo il Pil in positivo è una buona notizia ed è “migliore di quello che ci si aspettava perché allontana gli spettri della recessione”. Il presidente di Unicredit spiega che il sistema produttivo regge nonostante gli aggravi dei costi e anche le banche sono in condizioni migliori rispetto a quelle provocate dalla crisi dei debiti sovrani di dieci anni fa.

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