Inditex torna a correre. Vendite a +11,5% e utili a 1,38 miliardi per il gruppo di Zara

Giorgia Paccione

3 Giugno 2026 - 13:07

Il colosso spagnolo della moda torna ad accelerare dopo un 2025 più cauto: ricavi a 8,75 miliardi, margine lordo al 61,2% e cassa netta oltre i 10 miliardi. Ecco cosa dicono i numeri.

Inditex torna a correre. Vendite a +11,5% e utili a 1,38 miliardi per il gruppo di Zara

Dopo un 2025 che aveva rallentato rispetto ai ritmi brillanti degli anni precedenti, Inditex torna a correre. Il gruppo spagnolo proprietario di Zara, Bershka, Pull&Bear, Massimo Dutti, Stradivarius e Oysho ha pubblicato questa mattina i risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026 e i numeri sono da record.

Il gruppo ha chiuso con ricavi pari a 8,75 miliardi di euro e un utile netto di 1,38 miliardi, mentre il margine lordo è salito al 61,2% delle vendite. Un risultato che migliora su tutti i fronti rispetto al primo trimestre 2025, quando il fatturato si era fermato a 8,27 miliardi con una crescita dell’1,5%. Un numero che all’epoca aveva deluso gli analisti e fatto cedere il titolo in Borsa.

La crescita delle vendite nel trimestre è stata del 5,8% su base annua, che sale all’8,8% a tassi di cambio costanti, a conferma del buon andamento operativo del gruppo fondato da Amancio Ortega e oggi presieduto dalla figlia Marta Ortega Perez.

Il segnale più forte: l’aumento delle vendite

Il dato che ha entusiasmato maggiormente gli analisti questa mattina non è solo quello del primo trimestre, ma quello delle settimane successive. Tra il 1° maggio e il 1° giugno 2026, le vendite in negozi e online a cambi costanti sono cresciute dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un’accelerazione netta che anticipa un secondo trimestre ancora più forte.

Inditex ha attribuito i buoni risultati alla positiva accoglienza delle collezioni primavera-estate e alla solidità del proprio modello di business integrato, che combina negozi fisici e canali online, consentendo una rapida adattabilità alle tendenze dei consumatori.

Meno negozi, più produttività

Un aspetto che passa spesso in secondo piano nei commenti ai conti di Inditex è la strategia sulla rete commerciale: il gruppo non punta all’apertura indiscriminata di punti vendita, ma alla qualità degli spazi. Nel trimestre il gruppo ha proseguito il programma di ottimizzazione della rete commerciale attraverso ristrutturazioni, trasferimenti, nuove aperture e assorbimenti di punti vendita in 44 mercati. Alla fine del periodo Inditex operava 5.456 negozi, rispetto ai 5.562 di un anno prima.

Cento negozi in meno, ma vendite e margini in crescita: è la sintesi di un modello che privilegia la produttività per metro quadro rispetto all’espansione volumetrica. Per l’intero esercizio 2026 il gruppo conferma un piano di investimenti ordinari pari a circa 2,3 miliardi di euro, destinati principalmente all’ottimizzazione della rete commerciale, all’innovazione tecnologica e al rafforzamento delle piattaforme digitali.

Il confronto con un anno fa

Per capire la portata del risultato odierno, vale la pena ricordare dove era Inditex dodici mesi fa. Nel primo trimestre 2025 il gruppo aveva deluso le aspettative: a pesare erano stati i dazi e le relative incertezze sul mercato nordamericano, la volatilità sui mercati valutari alimentata dai rischi commerciali e le vendite fiacche sulla collezione primavera-estate.

In apertura, il titolo aveva ceduto il 4,6% alla Borsa di Madrid. Il recupero nel corso dell’anno era poi stato graduale, con le collezioni autunno-inverno che avevano rialzato la testa: tra il 1° novembre e il 1° dicembre 2025, le vendite in negozio e online a cambi costanti erano aumentate del 10,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il primo trimestre 2026 conferma che quella ripresa non era un episodio isolato.

Le variabili macroeconomiche ancora presenti

Anche oggi non mancano i rischi sul fronte macroeconomico. Il gruppo segnala un impatto negativo dell’1% dei tassi di cambio sulle vendite dell’intero anno 2026, un effetto contenuto rispetto a quello che aveva pesato nel 2025.

Sul fronte dei dazi USA, la flessibilità della supply chain di Inditex (con una produzione fortemente concentrata in Europa, Nordafrica e Turchia) continua a rappresentare un vantaggio strutturale rispetto ai competitor che dipendono maggiormente dall’Asia.

La remunerazione degli azionisti

Il Consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea un dividendo relativo all’esercizio 2025 pari a 1,75 euro per azione, composto da una quota ordinaria di 1,20 euro e da una quota straordinaria di 0,55 euro.

Il dividendo sarà distribuito in due tranche uguali da 0,875 euro per azione: la prima è stata corrisposta il 4 maggio 2026, mentre la seconda sarà pagata il 2 novembre 2026.

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