Incentivo assunzioni donne 2026, ecco come funziona e requisiti

Patrizia Del Pidio

26 Febbraio 2026 - 17:01

Gli incenti per l’assunzione di donne svantaggieta vengono prorogati per tutto il 2026 dal decreto Milleproroghe. Vediamo come funziona lo sgravio contributivo per chi assume.

Incentivo assunzioni donne 2026, ecco come funziona e requisiti

Il credeto Milleproroghe 2026, convertito in legge con l’approvazione definitiva da parte del Senato, proroga per tutto il 2026 gli incentivi per l’assunzione di donne svantaggiate. Come funziona l’agevolazione e cosa comporta per chi assume? Quali sono le lavoratrici per cui spetta lo sgravio contributivo e a quanto ammonta?

A introdurre la novità in ambito lavorativo è la conversione in legge del Decreto Coesione, che cambia il sistema di incentivi per chi assume donne svantaggiate. Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2026, infatti, è riconosciuto uno sgravio totale dei contributi obbligatori dovuti da datore di lavoro fino a un tetto massimo di 650 euro al mese. Il beneficio ha la durata di due anni. Inizialmente lo sgravio era previsto dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, ma il decreto Milleproroghe lo ha esteso a tutto il 2026, fino al 31 dicembre.

Si tratta dell’ennesima misura che incentivare e aiutare le imprese ad assumere le categorie svantaggiate di lavoratori, in questo caso le donne prive di occupazione. Vediamo come funziona l’incentivo e a chi è rivolto.

Bonus assunzioni donne

L’incentivo è riconosciuto al datore di lavoro che assume donne di qualsiasi età con contratto a tempo indeterminato. Le nuove assunte devono rispondere a precisi requisiti ovvero:

  • essere prive di impiego da almeno 6 mesi e residenti in una delle Regioni della Zes Unica per il Sud;

oppure

  • essere prive di impiego da almeno 24 mesi indipendentemente dalla residenza.

Con la conversione in legge del Decreto Coesione il bonus viene allargato anche alle donne prive di impiego da 6 mesi, ovunque residenti, che operano in settori in cui è massicciamente la differenza tra presenza maschile e femminile ed è superiore di almeno il 25%.

I settori in cui la disparità uomo – donna supera il 25% sono essenzialmente: industria, servizi e agricoltura, mentre le attività e le professioni in cui la disparità ha una percentuale maggiore sono molteplici.

In tutti i casi l’incentivo non si rivolge alle dipendenti del settore domestico e all’apprendistato.

Le condizioni per avere diritto all’esonero contributivo

Quali sono le condizioni che i datori di lavoro devono rispettare per ricevere l’incentivo che li esonera dal versamento contributivo a loro carico? Le assunzioni oggetto di incentivo devono incrementare la forza lavoro netta e l’incremento è calcolato sulla differenza degli occupati di ogni mese e la media dei quelli occupati nei 12 mesi precedenti.

L’incentivo, quindi, non è riconosciuto nel caso che la donna svantaggiata sia assunte per sostituire un lavoratore che si è dimesso, che è stato licenziato o che si è pensionato, perché l’assunzione deve portare a un aumento reale della forza lavoro.

Se si assume una dipendente con contratto a tempo indeterminato ma part time, il calcolo dello sgravio va riproporzionato sulle ore pattuite rispetto a quelle che normalmente vengono lavorate in un rapporto a tempo pieno.

Lo sgravio contributivo totale, fino a un tetto massimo di 650 euro, è riconosciuto per 24 mesi che decorrono da quello di assunzione.

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