In questo Paese non esistono stipendi né affitti. Si usa il “baratto di competenze”

Laura Pellegrini

7 Febbraio 2026 - 06:53

Esiste un piccolo paese europeo dove il denaro non viene utilizzato per stipendi o affitti. Le persone mettono le proprie competenze a disposizione della comunità.

In questo Paese non esistono stipendi né affitti. Si usa il “baratto di competenze”

Si può vivere in un Paese dove il denaro non ha alcuna funzione economica o produttiva? Siamo stati da sempre abituati a lavorare per ottenere uno stipendio utile per pagare le spese di affitto, gli acquisti alimentari, i viaggi, le automobili e tutto ciò che è necessario per la nostra sopravvivenza e per il nostro tempo libero.

Esiste, invece, un piccolo paese europeo dove il denaro non ha alcun valore economico: o meglio, i soldi esistono, ma non ci sono stipendi né affitti da pagare. La comunità collabora e partecipa attivamente alla vita cittadina mettendo a disposizione le proprie competenze: c’è chi cucina, chi organizza eventi, chi si prende cura dei più piccoli e chi si occupa della manutenzione di strade ed edifici. Tutto però senza alcuna remunerazione in denaro.

In questa comunità non esiste criminalità e i conflitti sono ridotti al minimo: non esiste alcun motivo per cui essere gelosi degli altri e nemmeno per desiderare la loro ricchezza. I soldi, infatti, hanno un valore estremamente marginale nella società. Dove si trova questo Paese e come organizza la vita di tutti i giorni?

Niente stipendi né affitti: in questo Paese i soldi hanno valore marginale

Sembra quasi di sognare, ma esiste veramente un piccolo paese nella Danimarca nord-occidentale dove le persone tengono il denaro al di fuori delle proprie attività quotidiane. Nessuno stipendio da percepire ogni mese e nessun affitto da pagare: solo tanta condivisione, partecipazione e scambio di competenze tra i cittadini.

Ci troviamo a Thylejren, noto anche come Thy Camp: questa comunità è nata nel 1970 come raduno contro culturale temporaneo ispirato ai grandi festival musicali dell’epoca. Anziché fermarsi per un breve periodo, un gruppo decise di stabilizzarsi in questo luogo costruendo un accampamento permanente. Ancora oggi, a distanza di più di 50 anni, la comunità esiste ancora.

Sebbene il denaro non abbia un ruolo centrale nella vita quotidiana di questa cittadina, i residenti rispettano la legge danese e interagiscono con l’economia esterna, senza farsi influenzare dal ruolo dei soldi.

Le monete esistono e anche le attività economiche: la comunità gestisce un negozio di alimentari biologici, un bar e un pub. I festival attirano visitatori e queste attività comportano necessariamente l’uso di denaro. La vita della comunità è però organizzata secondo il modello di partecipazione.

Come funziona il “baratto delle competenze”?

Dal momento in cui a Thylejren non esistono stipendi convenzionali, affitti o un mercato immobiliare tipici di una grande città, le persone organizzano la propria vita secondo le proprie competenze, offrendo aiuto e partecipazione per quanto loro possibile. I cittadini non possiedono un titolo di studio “convenzionale”, ma questo non ha alcuna importanza.

All’interno del piccolo paese i ruoli e i compiti vengono distribuiti secondo le possibilità e le competenze dei cittadini: c’è chi si occupa della preparazione dei cibi, chi cura i bambini nelle scuole, chi si occupa della ristrutturazione degli edifici e della manutenzione delle strade. Questi ruoli si evolvono nel tempo, in base alle capacità individuali, alla disponibilità e alle esigenze della comunità.

Le case sono state costruite dai cittadini stessi e all’interno di ciascuna ci sono orti e giardini coltivati che permettono il rifornimento continuo dei piccoli negozi alimentari, dove lo scambio è all’ordine del giorno. L’alloggio non è visto come fonte di investimento, ma piuttosto come rifugio.

Bassa criminalità e nessun conflitto

Non essendoci interessi economici, proprio per il fatto che il denaro non assume un ruolo centrale nella società, a Thylejren la criminalità è bassa e i conflitti sono eventi estremamente rari.

Possono chiaramente verificarsi disaccordi tra cittadini, ma queste situazioni vengono gestite attraverso incontri e discussioni piuttosto che con misure coercitive o punizioni.

Bisogna anche sottolineare che la popolazione residente è molto limitata: si tratta di circa 75 cittadini provenienti da diverse zone del mondo. L’ingresso in questa società richiede visite frequenti, un coinvolgimento a lungo termine e l’approvazione tramite assemblee comunitarie. Un modello del tutto insolito che però resiste da anni e ci insegna che il denaro non deve per forza essere il fulcro della vita quotidiana.

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