In Italia solo il 5% delle imprese utilizza l’Intelligenza artificiale

Alberto De Pasquale

07/06/2024

Tra le aziende con oltre 250 dipendenti la quota sale al 24%, ma in Europa c’è chi è molto più avanti, come Danimarca e Finlandia.

In Italia solo il 5% delle imprese utilizza l’Intelligenza artificiale

L’Intelligenza artificiale è già tra noi, ma la maggior parte delle aziende non riesce ancora a usarla. Soprattutto in Italia, dove le tecnologie basate sull’AI sono meno diffuse che altrove in Europa. Un aspetto da non sottovalutare, perché nel giro di pochi anni potrebbe tradursi in uno svantaggio competitivo.

Nel 2023 appena l’8% delle imprese attive nei paesi dell’Unione Europea con almeno dieci dipendenti ha utilizzato tecnologie che sfruttano l’Intelligenza artificiale per condurre la propria attività. Prendendo in considerazione il campione delle imprese da dieci dipendenti a salire si ottiene un quadro ampio dell’impiego delle nuove tecnologie nel tessuto produttivo europeo. Concentrandosi sulle imprese con almeno 250 lavoratori, invece, il quadro cambia sensibilmente: oltre il 30% delle grandi aziende europee già utilizza l’AI nella propria attività.

Ma in generale le imprese che impiegano applicazioni basate sull’Intelligenza artificiale sono ancora poche: soprattutto quelle di piccole dimensioni, che hanno meno occasioni di scoprire le potenzialità legate all’utilizzo delle nuove tecnologie. Dai dati Eurostat sull’argomento emerge il rischio di un’Europa a due velocità. Da una parte i grandi gruppi che già si avvalgono di soluzioni basate sull’AI, dall’altra le piccole realtà che potrebbero rimanere indietro. E in Italia, questa tendenza, è amplificata dal numero mediamente più basso di imprese che ha integrato i sistemi di AI nei propri processi produttivi.

Nel 2023 appena il 5% delle imprese italiane con almeno dieci dipendenti ha utilizzato l’Intelligenza artificiale nella propria attività. Nella fascia di aziende tra i 50 e i 249 dipendenti la quota sale leggermente al 7,9% (a fronte, però, di una media europea del 13%), mentre per quelle di grandi dimensioni, con più di 250 lavoratori, la diffusione è al 24,1% (anche in questo caso ben al di sotto della media Ue).

I paesi del Nord Europa sono quelli più avanti nell’uso dell’AI: in Danimarca e Finlandia la utilizza oltre il 15% delle aziende. Tra quelli dell’Est, invece, l’impiego è per ora molto più limitato, soprattutto in Romania, dove le imprese che sfruttano l’Intelligenza artificiale sono appena l’1,5% del totale.

L’utilizzo dell’AI al momento è non solo poco diffuso, riguardando principalmente le grandi aziende, ma è anche riferito a poche modalità. E la più conosciuta al grande pubblico, l’Intelligenza artificiale generativa, non è la più comune. Solo l’1,5% delle aziende italiane ha dichiarato di aver utilizzato l’AI nel 2023 per generare testi scritti o parlati. L’attività più diffusa in Italia è il text mining, ossia l’analisi di un vasto contenuto di testo finalizzata a individuare informazioni importanti e ricavare tendenze, mentre tra le grandi aziende con più di 250 dipendenti la modalità più comune è il machine learning, utilizzato dal 12,5% del campione.

Secondo un recente studio di Confartigianato, sono 125 mila le micro e piccole imprese italiane che hanno iniziato a utilizzare l’AI. Ma il rischio, per le piccole realtà, è ritrovarsi senza personale specializzato. Dallo studio è risultato che su 449 mila lavoratori necessari per affrontare la completa implementazione delle nuove tecnologie, ne mancano almeno 246 mila, oltre la metà. Quelli più richiesti sono elettricisti, tecnici programmatori, meccanici e autoriparatori.