In Cina spruzzano vapore acqueo dai tetti. E le temperature si abbassano di 8 gradi

Alessandro Nuzzo

8 Luglio 2026 - 19:52

Il progetto sperimentale si dimostra efficace: spruzzando acqua nebulizzata dai tetti si riuscirebbe ad abbassare la temperatura nei luoghi sottostanti.

In Cina spruzzano vapore acqueo dai tetti. E le temperature si abbassano di 8 gradi

Quando si parla di innovazione, la Cina è tra le nazioni più avanzate al mondo sotto molti aspetti. Anche nell’affrontare il caldo afoso dei mesi estivi, il Paese ha sperimentato una soluzione semplice, curiosa, ma potenzialmente efficace.

In Cina, durante il periodo estivo, soprattutto nei mesi che vanno da giugno a settembre, il clima può diventare molto caldo, con temperature che in alcune zone sfiorano i 40 gradi. A rendere la situazione ancora più difficile è però l’elevato tasso di umidità, che trasforma l’aria in una cappa afosa e spesso insopportabile. Se a questo si aggiungono smog ed emissioni, respirare all’aperto nelle città cinesi durante l’estate può diventare davvero complicato.

Proprio per questo, nella città cinese di Yuncheng è stato sperimentato uno stratagemma che prometterebbe di abbassare la temperatura dell’aria e delle superfici fino a 5-8 gradi durante i periodi di caldo estremo. Non si tratta di un sistema di condizionamento pensato per raffreddare l’interno degli appartamenti. Quello, naturalmente, resta una prassi consolidata: l’aria condizionata continua a essere lo strumento più efficace per combattere il caldo negli ambienti chiusi.

La soluzione sperimentata in Cina riguarda invece l’esterno: l’obiettivo è abbassare la temperatura dell’aria attorno agli edifici, sui marciapiedi e negli spazi circostanti. Il sistema prevede l’installazione, sui tetti delle abitazioni e dei grattacieli, di dispositivi in grado di spruzzare vapore acqueo e raffreddare l’aria prima che si surriscaldi ulteriormente a causa delle alte temperature.

Si sfrutta il sistema del raffreddamento evaporativo

Sui tetti vengono montati semplici ugelli che atomizzano l’acqua, trasformandola in goccioline finissime. Dalle immagini, l’effetto è suggestivo: sembra quasi che piccole nuvole scivolino giù dai grattacieli. Le goccioline, però, sono progettate per essere così piccole da evaporare rapidamente con il calore, senza cadere semplicemente come pioggia sulle strade. Chi passeggia nelle vicinanze non dovrebbe quindi percepire la sensazione di bagnato sulla pelle, ma soltanto beneficiare di un ambiente leggermente più fresco.

Il principio alla base di questo sistema è quello del raffreddamento evaporativo: quando l’acqua evapora, assorbe calore dall’ambiente circostante. Il meccanismo non è nuovo: anche il sudore raffredda la pelle in modo simile. Sistemi di nebulizzazione di questo tipo sono già in uso in diversi luoghi pubblici, come fermate degli autobus, piazze e aree molto frequentate.

Secondo le stime, questo sistema potrebbe riuscire a raffreddare fino a 8 gradi l’aria e le superfici circostanti. Naturalmente si parla di ambienti esterni, non degli interni delle abitazioni, che non si raffredderanno nella stessa misura. Per abbassare la temperatura dentro casa resta infatti necessario fare affidamento sull’aria condizionata.

Uno dei vantaggi di questi sistemi riguarda anche il consumo energetico. A differenza di un circuito di refrigerazione con compressore, come quello richiesto da un condizionatore tradizionale, qui si utilizzano semplicemente ugelli, tubi e acqua per raffrescare l’ambiente. Il punto critico, però, è proprio l’acqua. Gli scettici evidenziano infatti le preoccupazioni legate all’utilizzo di questa risorsa, soprattutto nelle zone dove scarseggia. Una possibile soluzione potrebbe essere l’impiego dell’acqua piovana per alimentare il raffreddamento evaporativo.

Il sistema di nebulizzazione sui tetti cinesi offre quindi un’idea concreta di come, in futuro, si potrebbe affrontare il caldo estivo, che purtroppo diventa ogni anno più intenso e difficile da sopportare. Con temperature sempre più estreme, diventa fondamentale trovare soluzioni capaci di rendere più vivibili le città e di non costringere le persone a restare chiuse in casa.

Questa tecnologia potrebbe rappresentare una valida strada, anche se restano alcune domande aperte: quanta acqua consuma davvero? Chi si occupa della manutenzione degli ugelli? E soprattutto, può essere applicata su larga scala senza creare nuovi problemi ambientali?

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