Imprese nel mirino del Fisco per i controlli sul Superbonus. Ecco cosa si rischia

Patrizia Del Pidio

10/02/2026

I controlli sul superbonus si spostano sulle imprese e sul general contractor, parte delle detrazioni potrebbero essere contestate.

Imprese nel mirino del Fisco per i controlli sul Superbonus. Ecco cosa si rischia

L’Agenzia delle Entrate avvia i controlli per il superbonus sulle imprese e sul general contractor. Sotto la lente di ingrandimento del Fisco ci sono soprattutto i lavori condominiali che danno il via a detrazioni totali che arrivano a 81,5 miliardi di euro.

Sotto il controllo delle Entrate finiscono non solo i cittadini che hanno goduto delle agevolazioni per le ristrutturazioni con il superbonus, ma anche le imprese e lo schema organizzativo del general contractor.

A livello commerciale il general contractor è l’appaltatore diretto, la figura che ha la responsabilità economica ed operativa della realizzazione di un’opera. Nel superbonus rientrano in questo schema le imprese che operano nei settori della riqualificazione edilizia ed energetica. Solitamente si occupa di coordinare anche tutti i professionisti che intervengono nel processo di ristrutturazione permettendo di risparmiare anche sui tempi morti.

Partono i controlli per il superbonus sulle imprese

Dopo i controlli effettuati sui proprietari degli immobili, con l’invio delle lettere di compliance a chi non aveva aggiornato la rendita catastale, e quelle sui condomini, ora gli accertamenti del superbonus coinvolgono le imprese.

Sotto la lente di ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate finiscono le imprese che non hanno eseguito direttamente i lavori in tutto o in parte e i compensi percepiti. Ci si focalizza in modo particolare tra quanto fatturato ai committenti e quanto pagato effettivamente alle imprese terze che hanno eseguito i lavori: la differenza tra queste due voci, infatti, non sarebbe stata agevolabile e non avrebbe potuto generare un credito compensabile con lo sconto in fattura.

In quali Regioni si controlla?

Al momento questi controlli specifici riguardano tre regioni: Emilia Romagna, Veneto e Toscana, ma questo non esclude che possano estendersi anche nelle altre Regioni italiane. Gli effetti di questo controllo potrebbe essere enormi poiché la maggior parte dei lavori eseguiti nei condomini nei quali si è seguito il metodo del general contractor generando detrazioni, al 31 dicembre 2025, che valevano oltre 81 miliardi di euro.

Una parte di queste detrazioni potrebbe essere contestata per i crediti dubbi, ma in caso di crediti inesistenti si potrebbe sfociare anche nel penale e se la soglia di quanto indebitamente percepito supera i 50.000 euro si rischia anche il carcere da sei mesi a sei anni.

L’Ance, associazione dei costruttori, ritiene che si tratti di recuperi che si fondano su presupposti errati e proprio per questo l’intenzione è quella di monitorare i singoli casi per capire come potranno emergere le contestazioni sulle detrazioni e sull’eventuale sconto in fattura goduto.

L’origine del problema dei controlli

I controlli nascono, come abbiamo detto, dallo schema del general contractor, utilizzato spesso per il superbonus in tutta Italia. Si utilizzava soprattutto negli appalti più complessi per fare in modo che il condominio committente e le banche finanziatrici non dovessero interfacciarsi con una schiera di professionisti differenti, ma con un solo interlocutore che faceva da tramite e da coordinamento tra imprese e professionisti differenti (anche per velocizzare al massimo gli interventi senza rimanere vittime della burocrazia).

In alcune Regioni, ora, le imprese che hanno utilizzato questo schema sono sotto l’occhio attento dell’Agenzia delle Entrate a causa dei margini di guadagno legati al subappalto. Secondo l’Agenzia delle Entrate se un’impresa ha chiesto al committente 10.000 euro per effettuare un lavoro che poi ha subappaltato a un’altra impresa pagandola 8.000 euro, i 2.000 euro di “attività di coordinamento” non sono agevolabili. L’Ance, invece, sostiene che si tratta di un utile di impresa che può essere agevolato.

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