Immigrati e Ong: ecco la nuova tattica usata dai trafficanti denunciata da Di Maio

Alessandro Cipolla

24 Aprile 2017 - 12:26

condividi

Immigrati e Ong: il procuratore di Catania lancia l’allarma sulla nuova tattica che sarebbe usata dai trafficanti, mentre non si placa la polemica tra Luigi Di Maio e Roberto Saviano.

Immigrati e Ong: il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro parla della nuova tattica usata dai trafficanti di esseri umani, posizione ripresa da Luigi Di Maio e criticata in maniera dura da Roberto Saviano.

Non si placa la polemica tutta social tra il vice presidente della Camera ed esponente di punta del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e lo scrittore Roberto Saviano, con il tema del ruolo di diverse Ong nello sbarco dei migranti sulle coste italiane al centro della discussione.

Luigi Di Maio nei giorni scorsi aveva annunciato una interrogazione parlamentare su quelli che vengono chiamati i “taxi del Mediterraneo”, alludendo a possibili comportamenti non corretti da parte di alcune Ong nella questione immigrazione. Concetto questo subito condannato da Roberto Saviano, che ha bollato come gravi le parole del vice presidente della Camera.

Lo scontro tra i due è poi continuato con altri post sui vari social, con le dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che restano terreno di scontro tra Luigi Di Maio e Roberto Saviano.

Immigrati: la polemica tra Di Maio e Saviano

Mentre l’Europa è intenta a commentare l’esito del primo turno delle elezioni in Francia, in casa nostra il dibattito politico si accende di nuovo sul tema migranti, con il ruolo delle Ong che viene messo in discussione da più parti.

Una diatriba che ha portato a un reiterato scambio di accuse per mezzo di post sui social tra Luigi Di Maio e Roberto Saviano, nata da un articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo riguardante il tema dei migranti.

Prendendo spunto dal numero record di sbarchi che si sono registrati negli ultimi giorni, l’articolo in questione comparso sul blog del fondatore del Movimento 5 Stelle chiedeva di fare piena luce sul ruolo delle Ong nel salvataggio dei migranti.

Concetto questo ripreso da Luigi Di Maio, che con un post su Facebook ha annunciato una interrogazione parlamentare sulla questione, nella speranza che il ministro dell’Interno Marco Minniti riferisca di tutte le notizie delle quali è a conoscenza.

Una presa di posizione che non è piaciuta a Roberto Saviano, che cambiando social e utilizzando invece Twitter ha replicato a Di Maio definendo le sue parole gravi, soprattutto alla luce della carica di vice presidente della Camera che ricopre.

Non si è fatta poi attendere la replica di Di Maio, che ha risposto a Saviano includendo lo scrittore nel club degli ipocriti che non vuol vedere il business legato all’immigrazione, sottolineando che la sua richiesta di chiarimento era nata dalla lettura del rapporto redatto da Frontex nel suo “Rick Analysis 2017”.

Accusa neanche troppo velata quella di Di Maio che ho provocato la nuova replica di Saviano, che ha tacciato in sostanza l’esponente del Movimento 5 Stelle di essere solo in cerca dei voti di chi vorrebbe vedere i migranti morti in fondo al mare.

Polemica finita? Neanche per scherzo. Luigi Di Maio è tornato di nuovo sul tema e, sempre tramite Facebook, ha voluto ricordare a Saviano come i suoi dubbi sull’operato delle Ong sia dettati non solo dal rapporto di Frontex, ma anche dalle parole del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.

Il succo della questione è quella che sarebbe la nuova tecnica usata dai trafficanti di essere umani nel Mediterraneo, con il ruolo di alcune Ong che secondo Di Maio dovrebbe essere oggetto di chiarimento da parte del ministro Minniti.

Immigrati e Ong, la nuova tattica degli scafisti

La querelle tra Di Maio e Saviano ha posto l’accento sulle nuove tattiche che gli scafisti starebbero usando negli sbarchi, come denunciato dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.

Sotto accusa ci sarebbero alcune Ong, che potrebbero avere dei rapporti diretti con chi organizza gli sbarchi. Complice anche il bel tempo delle ultime settimane, gli arrivi sulle nostre coste sono aumentati in maniera notevole in questo 2017.

La nuova tattica usata dai trafficanti sarebbe questa: visto la presenza di tante navi sia governative che non nelle acque del Mediterraneo, scorterebbero i migranti fino alla nave più vicina, per poi girare e tornare in Libia.

In sostanza, gli immigrati verrebbero stipati su gommoni o piccole imbarcazioni con la guida affidata a delle sorta di kapò. I trafficanti li seguono con delle moto d’acqua o rapidi scafi fino a che non individuano una nave, momento in cui girano e tornano al punto di partenza.

Gli immigrati quindi a quel punto vengono soccorsi e portati in salvo sulle coste italiane. I dubbi che sono stati sollevati riguarderebbero una possibile collusione tra i criminali e chi gestisce le navi, che potrebbero essere in accordo.

Anche Matteo Salvini nei giorni delle festività pasquali aveva tuonato contro questo possibile sistema, annunciando anche di voler sporgere denuncia verso le massime istituzioni italiane e alcune Ong.

Ipotesi queste che comunque sono sotto osservazione sia da parte degli inquirenti sia del ministro Minniti. Aspettando quindi di vedere se mai ci saranno degli sviluppi, tutte le energie al momento è meglio se venissero utilizzate per migliorare il sistema d’accoglienza e cercare di bloccare direttamente in Libia i trafficanti di essere umani.

Iscriviti a Money.it