Perché Luigi Di Maio non farà un nuovo partito: cosa dicono i sondaggi

Alessandro Cipolla

23 Giugno 2022 - 10:40

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I sondaggi sembrerebbero essere freddi per Luigi Di Maio e le elezioni politiche sono vicine: ecco perché Insieme per il Futuro non diventerà un partito.

Perché Luigi Di Maio non farà un nuovo partito: cosa dicono i sondaggi

Luigi Di Maio farà un nuovo partito? Cosa dicono i sondaggi dopo la scissione dal Movimento 5 Stelle? Insieme per il Futuro, il nuovo gruppo alla Camera dei dimaiani, sarà presente alle prossime elezioni politiche?

Negli ultimi giorni di Luigi Di Maio si è letto e scritto di tutto, anche se è passata in secondo piano una questione non del tutto irrilevante: con una guerra alle porte che rischia di allargarsi al Baltico, l’Italia dallo scorso 21 giugno si ritrova con un ministro degli Esteri non più espressione del primo partito in Parlamento ma di un nuovo gruppo parlamentare nato dall’oggi al domani. In termini di credibilità non è di certo il massimo.

Ora che la scissione si è consumata, resta da capire quale sarà il futuro di Di Maio: in attesa dei sondaggi che arriveranno a iosa nei prossimi giorni, i sondaggisti hanno già fatto intendere che difficilmente Insieme per il Futuro potrebbe andare oltre il 2%.

Considerando che il tempo stringe visto che l’attuale legislatura terminerà a marzo 2023, appare difficile che Luigi Di Maio possa dare vita in questo breve lasso di tempo a un nuovo partito. Questo però non vuol dire che il ministro non sarà uno dei protagonisti alle prossime elezioni politiche.

I sondaggi per Di Maio

Insieme per il futuro è il nome del nuovo gruppo parlamentare alla Camera. Oltre a Luigi Di Maio ne fanno parte altri 50 deputati, tutti ex del Movimento 5 Stelle tranne Antonio Lombardo che proviene da Coraggio Italia. Al Senato invece sono 11 gli onorevoli che hanno detto addio ai pentastellati per seguire il ministro.

Essendo la scissione ancora “fresca”, non sono usciti al momento dei sondaggi politici che abbiano pesato quale possa essere l’impatto di Insieme per il Futuro nel panorama elettorale nostrano. Di certo Di Maio ha già dato una collocazione ben precisa al suo gruppo: “Non saremo populisti né sovranisti, saremo draghiani”.

Il Messaggero così ha interpellato diversi sondaggisti, tutti concordi sul fatto che l’area centrista al momento sia molto affollata e che un nuovo partito di Luigi Di Maio difficilmente potrebbe andare oltre il 2-3%, una stima questa che per Roberto Weber di Ixè potrebbe essere anche molto generosa.

Allo stato delle cose, appare assai difficile che Insieme per il Futuro alle prossime elezioni possa ambire ad andare oltre alla soglia di sbarramento del 3%. Le difficoltà per Di Maio però potrebbero non essere soltanto legate ai sondaggi.

Cosa farà Di Maio alle elezioni?

Creare dal nulla un nuovo partito capace in pochi mesi di presentarsi su tutto il territorio nazionale non è una impresa da poco. C’è riuscito ai tempi Silvio Berlusconi con Forza Italia, ma oltre alle grandi risorse a disposizione dell’ex presidente del Consiglio c’è da dire che il progetto azzurro era già in cantiere da tempo.

Se anche i sondaggi non si dovessero dimostrare entusiasmanti, ecco che Insieme per il Futuro potrebbe restare un gruppo parlamentare senza evolvere in un vero e proprio movimento politico.

Luigi Di Maio però dovrà trovare il modo di rimediare una candidatura per se stesso e per gli altri 61 onorevoli che lo hanno seguito. Considerando anche la sforbiciata al numero dei parlamentari che entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura, la missione per il ministro appare impossibile.

Gli scissionisti così alle prossime elezioni politiche potrebbero fare gioco di squadra con qualche altra componente moderata. Difficile che Renzi e Calenda possano aprire le loro porte a questo corposo manipolo di ex 5 Stelle, più facile invece potrebbe essere trovare la sponda di Toti e di Coraggio Italia.

Le vie dei centristi però sono infinite, visto che lo scacchiere politico alle prossime elezioni appare essere una sciarada: Forza Italia infatti potrebbe rompere con i sovranisti e dare vita a un “terzo polo”, così come non è più così scontata la conferma dell’asse Pd-M5s specie se le regionali in Sicilia che si terranno in autunno dovessero andare male.

I maligni dicono che Luigi Di Maio al massimo potrebbe riuscire a trovare un posticino nel prossimo Parlamento per se stesso, mentre tutti gli altri eccezion fatta per il sottosegretario Pierpaolo Sileri dovranno sgomitare parecchio per poter passare altri cinque anni nella bambagia romana.

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