Ilva novità: per l’altoforno speranze appese al 2020

Ilva novità: per l’altoforno 2 c’è attesa di capire come si pronuncerà il Tribunale di Taranto

Ilva novità: per l'altoforno speranze appese al 2020

Ilva: nessuna novità di rilievo in questa coda del 2019. L’udienza di oggi dinanzi al Tribunale di Taranto non ha espresso una decisione sul ricorso dei commissari straordinari contro il respingimento della proroga per l’uso dell’altoforno 2.

Il provvedimento finale sul tema arriverà entro il 7 gennaio. L’inizio del 2020, quindi, sarà cruciale per risolvere una delle tante questioni ancora aperte sull’acciaieria. Nello specifico, c’è attesa di capire se per l’impianto verrà attivato il cronoprogramma di spegnimento oppure no.

Per l’Ilva, le novità del nuovo anno, già nelle prime settimane, potrebbero essere davvero importanti.

Ilva novità: l’altoforno sarà spento nel 2020?

Il proseguimento dell’attività dell’altoforno 2 è considerato vitale per l’attività produttiva dell’Ilva. Per questo i commissari straordinari dell’acciaieria hanno presentato ricorso quando, circa due settimane fa, il giudice ha negato la proroga per l’uso dell’impianto.

La questione è delicata. L’altoforno è stato sequestrato nel 2015, nel corso delle indagini per la morte dell’operaio Francesco Morricella. Per poter riattivare la produzione dell’impianto erano state richieste dai giudici particolari operazioni di messa in sicurezza. Scaduti i termini per completare tali interventi, e osservando la mancata realizzazione di tutti gli accorgimenti ordinati, il Tribunale si è pronunciato per lo spegnimento, respingendo un’ulteriore proroga.

I legali dei commissari, però, si attendono un accoglimento del ricorso - a questo punto previsto entro il 7 gennaio - in virtù di alcune importanti segnalazioni. Innanzitutto, l’Ilva rivendica più tempo perché le operazioni richieste sono considerate gravose e complesse (come, ad esempio, l’automazione del campo di colata).

In secondo luogo, commissari straordinari intendono far valere gli interventi già adottati, mettendo in evidenza che da 4 anni non ci sono stati più incidenti intorno all’impianto. Per dotare l’altoforno 2 delle necessarie attrezzature di sicurezza, inoltre, Ilva ha siglato un contratto con la società Paul Wurth per un valore di 115 milioni di euro.

L’intenzione, dunque, è di poter ancora continuare a utilizzare l’impianto, scongiurando l’avvio dello spegnimento. La tematica è significativa, poiché chiama in causa proprio la questione della sicurezza sul lavoro.

Per comprendere se davvero l’altoforno 2 verrà spento o no all’inizio del 2020, bisognerà attendere la prima settimana di gennaio al massimo. Entro questo periodo di tempo, infatti, i giudici dovranno pronunciarsi. Il giorno 7 è la data indicata per avviare il programma di spegnimento.

Le novità sull’Ilva in arrivo dal Tribunale del riesame di Taranto potrebbero aprire a soluzioni positive o aggravare ulteriormente la situazione di crisi.

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