Illimity grande protagonista di Piazza Affari, dopo l’annuncio dell’OPAS di Banca Ifis: un’offerta che sta facendo già discutere, in quanto Banca Ifis ha intenzione di fagocitare la banca fondata e guidata da Corrado Passera mettendo sul piatto 3,55 euro per ogni azione, offrendo un premio poco superiore al 5,8% del prezzo a cui il titolo dell’istituto di credito ha chiuso la sessione di martedì scorso. C’è dunque secondo alcuni analisti ed esperti di mercato il rischio che Passera, accettando quell’OPAS, rischi di svendere la sua Illimity, banca nata appena nel 2018, le cui azioni, ma anche i cui bond, sono finiti sotto attacco nel 2024, vittime anche delle scommesse short di alcuni fondi, come ha dimostrato il mese nero di novembre.
L’OPAS presentata da Banca Ifis, pari a 298 milioni di euro, arriva proprio dopo il tonfo del titolo Illimity, reduce da un 2024 da dimenticare, con gli investitori che si sono dati più volte alla fuga dalle azioni, sulla scia anche di alcuni downgrade degli analisti. Le azioni viaggiano a un valore praticamente più che dimezzato rispetto a quel prezzo di 7,6 euro a cui erano sbarcate a Piazza Affari con l’IPO lanciata da Passera il 5 marzo del 2019, che aveva riconosciuto al gruppo una capitalizzazione di 600 milioni di euro. L’effetto dell’OPAS in ogni caso c’è stato: ieri il titolo Illimity ha chiuso a quota 3,746 euro, in rally del 10,63%, a fronte dei 3,55 euro offerti da Banca Ifis. I buy proseguono anche oggi, anche se in misura inferiore, portando le azioni a toccare quota 3,80 euro.
Detto questo, mentre sulla borsa di Milano torna l’interrogativo “ma il prezzo è giusto?”, domanda che ha martellato gli operatori di mercato di recente anche in relazione all’OPS lanciata da UniCredit su Banco BPM, vale la pena di mettere in evidenza che oltre a Illimity, c’è un’altra banca italiana che mette ansia a Piazza Affari, a fronte delle performance finora stellari riportate dal settore bancario italiano.
Attenti all’altra banca italiana che ha già scioccato Piazza Affari
La banca è BFF Bank, che è tornata sotto i riflettori nella sessione di ieri, soffrendo un tonfo dell’8,32%, che ha portato le sue azioni a scivolare a quota 8,15 euro. Oggi il titolo mette a segno un lieve rialzo, viaggiando attorno a quota 8,165.
Nella seduta di ieri, caratterizzata da volumi sul titolo decisamente superiori alla media - con un controvalore giornaliero di circa 23 milioni di euro a fronte di scambi che, ha riportato Teleborsa, non hanno mai superato quota 4 milioni di euro giornalieri nell’ultimo mese)- è stata la bocciatura arrivata da Exane BNP Paribas, che ha abbassato il rating sulle azioni BFF Bank ad Underperform da Neutral, annunciando anche un downgrade del target price, ridotto a 8,60 euro per azione dai precedenti 10 euro.
BFF Bank è stata tra le altre grandi tristi protagoniste del settore bancario italiano dello scorso anno, con le azioni che sono state travolte da un sell off shock in particolare nel maggio del 2024, quando a Piazza Affari è piombata la decisione di Bankitalia di bloccare i dividendi erogati dal gruppo.
Quel crollo delle azioni -32% in una sola seduta post alt shock dividendi da Bankitalia
In una sola seduta, il titolo dell’istituto di credito ha segnato un tonfo pari a -32%.
Nata nel 1985, fondata da un gruppo di aziende farmaceutiche per rispondere alle loro esigenze di gestione e incasso dei crediti verso il sistema sanitario, BFF Bank è diventata banca nel 2013, crescendo subito anche in altri Paesi europei, e approdando a Piazza Affari nel 2017.
Così aveva comunicato la banca nel mese di maggio del 2024 in merito all’alt ai dividendi stabilito da Bankitalia:
“BFF comunica di avere ricevuto, in data 29 aprile 2024, dalla Banca d’Italia (‘Regolatore’) il report recante gli esiti degli accertamenti ispettivi di follow up conclusi il 12 gennaio 2024, che contiene la formalizzazione di un rilievo di conformità sull’attuale classificazione dei crediti pubblici, a prescindere dalla rappresentazione di un rischio di credito collegato, che si fondano su un’interpretazione degli orientamenti EBA della nuova Definizione di Default su tali crediti pubblici – in particolare riguardante l’applicazione della sospensione al calcolo dei giorni di arretrato ai fini della classificazione prudenziale dell’esposizione creditizia – differente da quella adottata da BFF”.
Nella nota, BFF Bank aveva aggiunto anche la Banca d’Italia aveva “altresì formulato rilievi sulla governance e sulle prassi aziendali della Banca in materia di remunerazione, con particolare riferimento ad alcune previsioni contrattuali riferibili all’Amministratore Delegato”.
Nel comunicato si leggeva come Via Nazionale avesse imposto all’istituto di astenersi “temporaneamente dal deliberare o porre in essere (i) la distribuzione di utili (prodotti a partire dal corrente esercizio 2024) o altri elementi del patrimonio; la corresponsione della parte variabile delle remunerazioni; l’ulteriore espansione dell’operatività all’estero, tramite l’apertura di nuove succursali o l’allargamento in nuovi Paesi in regime di prestazione di servizi”.
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Il riscontro di BFF Bank a Bankitalia: la riclassificazione dei crediti
Immediato era stato il commento di alcuni analisti: tra questi quello, riportato da Bloomberg, di Simonetta Chirotti, analista di Mediobanca che, nel motivare il downgrade con cui aveva tagliato il rating sulle azioni BFF Bank da outperform a neutral, così scriveva: “Le misure imposte su BFF (da Bankitalia) mettono in evidenza un approccio severo da parte del regolatore senza precedenti. Sebbene rimaniamo fiduciosi nelle prospettive di medio termine della banca e nella solidità del suo modello di business, BFF è entrata in un periodo di incertezza che potrebbe durare qualche mese”.
Il congelamento dei dividendi di BFF Bank aveva provocato la fuga immediata degli investitori e la pronta reazione di altri analisti, che in quella seduta terribile del 10 maggio si erano attivati per sforbiciare immediatamente sia i rating che il target price sul titolo.
BFF era diventata così subito osservata speciale alla borsa di Milano, colpita alla fine di maggio anche dalla decisione di Moody’s di mettere sotto osservazione tutti i suoi rating per un downgrade (“review for downgrade”), dopo quanto annunciato dall’istituto relativamente alle misure di vigilanza intraprese dalla Banca d’Italia.
Arrivava poi come anticipato il riscontro alla Banca d’Italia. BFF Bank comunicava di avere riclassificato ai fini prudenziali il portafoglio crediti, con un incremento pro forma dell’esposizione in Past Due al 31-mar-24 di circa €1.361 milioni, che generava RWA aggiuntivi pro forma di circa 1,783 milioni e accantonamenti IFRS 9 pro forma di 1,2 milioni. Così si leggeva nella nota con cui l’istituto annunciava di avere risposto ai rilievi della Banca d’Italia in tema di valutazione dei crediti, governance e retribuzioni.
“La Banca continua a focalizzarsi sull’ottimizzazione degli RWA attraverso il rafforzamento del processo di collection, lo sviluppo del modello AIRB, e la valutazione dell’applicazione di altri fattori di mitigazione. In questa fase, non è stata effettuata alcuna cessione di crediti. L’applicazione del ’prudential backstop’ inizierà alla fine del secondo anno dalla data di classificazione delle posizioni in Past Due, dopo giugno 2026”.
In seguito alla riclassificazione il CET1 ratio pro forma al 31 marzo 2024, rendeva ancora noto BFF Bank, si attesta al 11,4% e il TCR al 14,3%, significativamente superiore al CET1 SREP ratio pari al 9% e al TCR SREP ratio pari al 12,5%.
L’annuncio metteva le ali alle azioni, che schizzavano a Piazza Affari fino a oltre il 12%.
La banca aveva rimarcato nel comunicato anche che, a suo avviso, il riscontro potesse “rispondere alle criticità sollevate dalla Banca d’Italia, mentre prosegue il dialogo costruttivo con l’Autorità di Vigilanza”, affermando che le prospettive economiche e finanziarie rimanevano sostanzialmente invariate e confermando così i target al 2026.
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Epilogo 2024 nero per le azioni della banca italiana
Ma il 2024 si è confermato comunque un anno nero per le azioni del gruppo, che si presenta come “ leader in Europa nel Factoring & Lending verso la Pubblica Amministrazione, e come unico intermediario indipendente per i servizi di pagamento bancari e unico provider italiano di securities services”.
E il peggio è che le vendite sono continuate anche nell’ultimo periodo.
Numeri in mano: il titolo, che viaggia a un valore inferiore di quasi -20% su base annua, ha lasciato sul terreno quasi il 10% nell’ultimo mese di contrattazioni e, con la perdita di ieri superiore a -8%, più dell’11% dall’inizio del 2025.
Negli ultimi tre mesi di contrattazioni a Piazza Affari, il calo è stato di oltre il 17%.
I conti del primo semestre 2024 di BFF Bank. Utili, ricavi e CET1
In data 5 agosto 2024, BFF Bank ha annunciato i conti del primo semestre del 2024, che hanno messo in evidenza un utile ante imposte rettificato di €99,7 milioni e un utile netto rettificato di €71 milioni, in crescita del 5% su base annua escludendo €19,8 milioni di plusvalenza realizzata nel primo trimestre 2023 dovuta alla vendita di alcuni Titoli di Stato italiani, -13% anno su anno includendo la plusvalenza del primo trimestre 2023. L’utile netto contabile del primo semestre del 2024 è stato pari a €161,8 milioni.
I ricavi totali rettificati al 30 giugno 2024 sono ammontati a €398,4 milioni, in rialzo su base annua del 13%, di cui €218,0mln provenienti dal dipartimento Factoring, Lending & Credit Management, €32,5mln da Payments, €11,8mln dai Securities Services e €136,1mln da altri ricavi, di cui €102,2mln relativi al Portafoglio Titoli di Stato.
Il costo del funding del primo semestre 2024 si è attestato a €201,1mln e i ricavi netti totali rettificati a €197,3 milioni.
Il totale dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze e Past Due), ha messo in evidenza BFF Bank, è ammontato a €1.814,2mln a giugno 2024, in aumento rispetto ai €333,4mln a fine dicembre 2023 e rispetto ai €303,0mln a fine giugno 2023, principalmente come conseguenza della riclassificazione dell’intero portafoglio crediti, avvenuta a seguito della risposta di BFF a Banca d’Italia sui rilievi di conformità contenuti nel report ispettivo dell’Autorità di Vigilanza.
BFF Bank ha comunicato in quella occasione un Common Equity Tier 1 CET1 pari all’11,9% rispetto al 9,0% di SREP e un Total Capital ratio (“TCR”) pari al 14,8% rispetto al 12,5% di SREP.
“Entrambi i coefficienti includono l’Utile Netto del primo semestre 2024”, aggiungeva la banca.