Molte piccole e medie imprese investono in formazione tecnica e manageriale, ma poi disperdono competenze, metodo e motivazione.
Nelle piccole e medie imprese italiane si parla spesso di scarsa cultura manageriale, ritardo organizzativo, difficoltà nel trattenere competenze e formazione insufficiente.
Tutto vero, almeno in parte. Ma c’è un fenomeno meno raccontato e molto più scomodo: molte aziende pagano la formazione, fanno crescere i propri manager, li espongono a nuovi strumenti, nuovi processi e nuovi metodi di lavoro, e poi li costringono a tornare indietro.
È questo il paradosso. L’imprenditore investe denaro per formare le persone, ma quando quelle persone iniziano davvero a ragionare in modo diverso, a chiedere dati, metodo, riunioni strutturate, deleghe chiare, budget, indicatori e responsabilità definite, lo stesso imprenditore si irrigidisce. Non sempre lo dichiara. Spesso non se ne accorge nemmeno. Però rallenta, accentra, corregge, smentisce, ridimensiona. E nel giro di pochi mesi l’azienda torna esattamente dove stava prima, con una differenza pericolosa: le persone sono più competenti, ma anche più frustrate. [...]
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