Negli Stati Uniti è una tradizione consolidata da decenni: i genitori americani aprono regolarmente conti di investimento per i propri figli praticamente dalla nascita. I famosi 529 Plans – piani di risparmio specifici per l’educazione – gestiscono oggi oltre 400 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 7,5% negli ultimi cinque anni. Ma quello che sta accadendo in Europa rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale: sempre più famiglie del Vecchio Continente stanno scoprendo i vantaggi dei piani di accumulo per minori (PAC), seguendo l’esempio americano.
L’Italia, purtroppo, si trova ancora in ritardo su questa tendenza. Mentre Germania, Scandinavia e altri paesi europei stanno rapidamente adottando sistemi sempre più sofisticati per aiutare le famiglie a costruire il futuro finanziario dei propri figli, il nostro paese presenta ancora significativi ostacoli normativi e culturali che rallentano questa evoluzione.
Per capire dove sta andando l’Europa, dobbiamo prima guardare al modello americano, che rappresenta il gold standard mondiale per i piani di accumulo dedicati ai minori.
Negli Stati Uniti, i 529 Plans sono veri e propri gioielli della pianificazione finanziaria familiare. Creati nel 1996, questi piani offrono vantaggi fiscali straordinari: i contributi crescono senza tassazione e i prelievi per spese educative qualificate sono completamente esentasse a livello federale. La flessibilità è impressionante: i fondi possono essere utilizzati per qualsiasi istituzione educativa qualificata, dalle università alle scuole professionali, e persino per le spese scolastiche K-12 fino a 10.000 dollari l’anno.
La vera forza del sistema americano sta nella sua semplicità operativa. Chiunque può aprire un 529 Plan per qualsiasi beneficiario – un figlio, un nipote, o anche per sé stesso – senza limiti di reddito. I contributi annui possono arrivare fino a 18.000 dollari (36.000 per le coppie) senza pagare tasse sui regali.
Un’opzione ancora più interessante: si può versare subito fino a 90.000 dollari, dichiarandolo come cinque anni di contributi anticipati. In pratica si «consuma» la franchigia fiscale futura, ma si fa crescere subito un capitale più grande.
Parallelamente ai 529 Plans, gli americani utilizzano massicciamente i custodial accounts (UGMA/UTMA), che permettono di investire per i minori senza vincoli sull’uso dei fondi. Questi conti possono contenere azioni, obbligazioni, ETF, mutual funds o persino immobili.
Risultato? Una cultura finanziaria che considera naturale investire per i figli fin dalla nascita. Non a caso, il 64% delle famiglie americane con figli ha un piano di accumulo dedicato.
La Germania vive un’esplosione dei Junior Depot – conti di investimento per minori. Colossi come Trade Republic hanno lanciato il primo ETF con zero commissioni fino ai 18 anni.
Oltre il 40% delle nuove aperture riguarda minori, con una crescita del 180% in tre anni. Ogni minore ha diritto a una franchigia fiscale di 1.000 euro l’anno sui guadagni, più un’esenzione di 10.908 euro.
Ma attenzione al BAföG, il sistema di borse di studio universitarie: con risparmi oltre i 15.000 euro, si perde il diritto agli aiuti statali.
In Svezia, oltre al child allowance (barnbidrag) di 1.050 SEK al mese per figlio, banche come Nordea propongono PAC per minori.
La Norvegia ha eliminato le tasse di successione nel 2014, favorendo gli investimenti di lungo termine. Banche come DNB offrono equity funds mirati a orizzonti di 10-20 anni.
Il modello nordico integra welfare pubblico e investimenti privati, creando un sistema a doppio binario.
In Italia, cresce l’interesse per i PAC minori. Secondo l’Indagine sul Risparmio di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, il 20% degli accantonamenti familiari è destinato ai figli.
Ma un ostacolo centrale è l’autorizzazione del giudice tutelare, necessaria per ogni operazione su conti intestati a minori. Questo iter burocratico scoraggia le famiglie.
Soluzione: intestare i PAC direttamente al genitore, con la possibilità di trasferimento futuro sfruttando le franchigie fiscali.
Esempio: versare 100 euro al mese per 18 anni (21.600 euro totali) con 5% annuo di rendimento → 35.000 euro finali. Iniziare 5 anni dopo → solo 18.000 euro.
In Germania, il 67% dei giovani (16-25 anni) conosce gli investimenti, contro il 34% in Italia.
Consigli Pratici per i Genitori Italiani
- Iniziare subito, anche con 50-100 euro al mese.
- Sfruttare il potere dell’interesse composto.
- Coinvolgere i figli nella gestione dei risparmi.
La crescita dei PAC per minori in Europa è un investimento nelle nuove generazioni.
Le famiglie italiane mostrano interesse, ma servono riforme per ridurre costi e burocrazia.
Chi inizia oggi regala ai figli anni preziosi di crescita del capitale.
L’America ci ha insegnato che investire per i figli può diventare naturale. L’Europa sta imparando. L’Italia deve decidere se seguire o restare indietro.