Sono almeno 3 mesi che i mercati finanziari azionari macinano risultati positivi, trainati principalmente dalla crescita degli utili raccolti con le ultime trimestrali.
Eppure il fatto che le banche centrali abbiamo deciso di (ri)allungare i tempi per l’inizio delle politiche monetarie espansive, doveva teoricamente avere un effetto negativo sui listini.
Ma come spesso accade, i mercati finanziari (e particolarmente quelli azionari) tendono a sorprendere i meno attenti e preparati.
Sottolineo “i meno attenti e preparati” perchè chi conosce bene il funzionamento dei mercati, sa che più che individuare il momento giusto per entrare, l’aspetto che più di tutti aiuta a raccogliere rendimenti è “esserci già” quando i rally cominciano.
Se osserviamo la storia di quello che è successo negli ultimi 200 anni sui mercati finanziari possiamo apprezzare come i mercati “toro” siano prevalenti in termini di numero rispetto ai mercati “orso”, ma durano anche per molto più tempo.
Purtroppo però siamo soggetti irrazionali e, come ci insegna la finanza comportamentale, siamo propensi a dare maggiore peso alle notizie negative rispetto a quelle positive, motivo per cui ci ricordiamo maggiormente i momenti in cui i mercati vanno giù e tendiamo a pensare che siano le situazioni predominanti.
Seguendo questo corto-circuito cognitivo, ci esponiamo a scelte sbagliate di investimento e di allocazione dei nostri risparmi, come quella di rimanere fuori dai mercati “fino a quando non è un buon momento per entrare”...
Peccato che poi i rally di borsa arrivano, noi eravamo fuori con la liquidità ferma sul conto corrente e ci perdiamo le sedute più redditizie.
Poi, puntuale come un oroglogio svizzero, parte il dubbio amletico “resto fuori o entro ora che i mercati sono sui massimi?”.
Il paradosso di questa domanda, e più in generale di questo approccio, è che si riesce ad individuare una motivazione per rimanere fuori dai mercati sia quando questi scendono che quando salgono.
Il tema non è quindi la direzione dei listini, quanto una non comprensione di come effettuare una corretta scelta di investimento, in condizioni di incertezza.
Proviamo invece a basarci sul seguente ragionamento: i motivi che spingono un trend di mercato hanno una probabilità di essere prevalentemente erratici e irrazionali man mano che si accorcia l’orizzonte temporale. Più questo è breve e maggiore sarà tale probabilità. Se invece mi sposto su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, la parte irrazionale nei movimenti di mercato tenderà a scendere gradualmente, fino a scomparire del tutto, e l’andamento dei mercati rispecchierà la crescita economica globale.
Ma se questo è vero, e se io ho obiettivi di investimento di medio-lungo periodo (altrimenti sto fondamentalmente facendo trading), come mai mi preoccupo di cosa potrà succedere domani mattina sui mercati finanziari? O la prossima settimana, o il mese prossimo?
Qualcuno potrebbe obiettare che è presente il rischio di “entrare e poi vedere crollare tutto il giorno dopo”. Vero, può capitare, come probabilmente è capitato qualche volta in passato. Ma quante volte? Così tante da poter avere una frequenza statistica robusta ed influenzare le mie scelte di investimento? In realtà no, ma la percezione che ne abbiamo è diversa.
Se il problema che affligge chi si pone la domanda “questo rally di borsa continuerà ancora?” è legato alla paura di veder crollare i corsi azionari un secondo dopo il proprio ingresso, allora perchè non entrare per gradi con l’impostazione di un ottimo Piano di Accumulo del Capitale?
Il PAC è la migliore strategia anti-“rischio catastrofe” che ci sia, perchè permette di mediare il prezzo di ingresso, svolgendo apporti regolari nel tempo ed evitando di entrare subito con tutto il capitale.
Conoscere i mercati e il loro funzionamento è più importante rispetto ad indovinare o cercare di analizzare la direzione che prenderanno nelle prossime settimane/mesi, soprattutto quando l’orizzonte temporale dei miei investimenti è più in là nel tempo.
Tornando quindi alla domanda iniziale, ovvero “Il rally sui mercati finanziari continuerà?”, il rischio di cadere in una sorta di scommessa con probabilità di vincita/perdita al 50% è altissimo.
I mercati sono sui massimi e quindi potrebbero crollare a breve…oppure potrebbero semplicemente fare nuovi massimi.
E se invece di cadere in questa trappola mentale provassimo a cambiare l’approccio e riprogrammare il pensiero cercando di allineare i propri obiettivi di investimento con il meccanismo utile di mercati finanziari che crescono costantemente nel tempo?
In questo caso il mio obiettivo diventa cercare di entrare il prima possibile, con quanto più capitale possibile, per poter giovare al massimo dei rally positivi che ciclicamente si manifestano sui mercati azionari.
Anche perché:
- Un rally positivo inizierà sempre quando meno ce lo aspettiamo;
- Un rally positivo inizierà sempre dopo un movimento al ribasso e la conseguente depressione emotiva di molti investitori;
- I mercati non mandano un messaggio su whatsapp per avvertire che iniziano un rally positivo;
- È statisticamente provato che per un investimento di medio-lungo periodo la strategia più redditizia sia entrare con tutto il capitale disponibile, il prima possibile.
La buona notizia è che per tutti coloro che non riescono a gestire emotivamente un ingresso da “tutto subito”, c’è sempre il PAC a venire in soccorso.