Il prezzo dell’oro perde terreno per tre settimane di fila e crolla di quasi il 10% nell’ultima. Oggi scende ancora dell’8% circa. Cosa dicono storico, modelli e livelli chiave?
Quando un mercato tocca nuovi massimi e subito dopo cambia passo in modo brusco, il dubbio si insinua rapidamente. È davvero l’inizio di una fase più pericolosa oppure si tratta di una normale reazione dopo una corsa troppo veloce? Nel caso dell’oro, la domanda pesa ancora di più, perché si parla di un asset che molti investitori considerano da sempre un punto di equilibrio nei momenti di tensione.
Tre settimane consecutive al ribasso hanno un impatto psicologico forte. Se poi l’ultima chiusura settimanale arriva con una perdita di circa il 10%, l’impressione immediata è che qualcosa si sia rotto in modo irreversibile. Ed è proprio in queste fasi che il rischio di confondere la paura con l’analisi diventa più alto. Il mercato, infatti, tende a sembrare molto più lineare di quanto sia davvero: quando sale, sembra destinato a salire ancora; quando corregge con violenza, sembra sul punto di crollare. E questo spiega, almeno in parte, il crollo di oggi, con il prezzo dell’oro spot che perde un ulteriore 8% circa a quota $4.126,36 l’oncia.
Eppure la storia dei prezzi spesso racconta un’altra realtà. Per capire se oggi abbia davvero senso “scappare dall’oro”, bisogna andare oltre la reazione istintiva e osservare cosa è accaduto in passato quando si sono presentate configurazioni simili. La lettura dello storico settimanale dal 1995 fino a marzo 2026 aiuta proprio a fare questo: distinguere tra una correzione severa ma fisiologica e un vero deterioramento strutturale del quadro. [...]
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