Il più grande produttore di gioielli al mondo dice no all’argento dopo l’aumento dei costi. Azioni +7%

Giorgia Paccione

05/02/2026

Pandora cambia strategia per ridurre l’esposizione alla volatilità dell’argento, puntando su nuovi materiali. Il titolo vola a Copenaghen nonostante consumi deboli.

Il più grande produttore di gioielli al mondo dice no all’argento dopo l’aumento dei costi. Azioni +7%

Pandora, il più grande produttore di gioielli al mondo per volumi, rivede in modo deciso la propria strategia industriale e conquista la fiducia degli investitori.

Le azioni del gruppo danese sono balzate fino al 7% alla Borsa di Copenaghen dopo l’annuncio di un progressivo disimpegno dall’argento, metallo chiave per il marchio ma diventato sempre più problematico a causa dell’estrema volatilità dei prezzi.

Una mossa accolta positivamente dal mercato, nonostante prospettive di crescita contenute per il 2026 e un contesto macroeconomico ancora fragile.

Perché Pandora accelera la diversificazione

Al centro della svolta c’è l’impennata del prezzo dell’argento, che nell’ultimo anno è più che raddoppiato, passando da circa 30 a circa 80 dollari l’oncia, con oscillazioni molto marcate anche nel breve periodo. Una dinamica che ha messo sotto pressione margini e visibilità sugli utili, come evidenziato da diversi analisti.

Attualmente, circa il 60% del business di Pandora è legato all’argento, una dipendenza che il nuovo amministratore delegato Berta de Pablos-Barbier intende ridurre in modo significativo.

Se si considera la volatilità dell’argento, una delle cose che dobbiamo fare per l’azienda è disaccoppiarla dal trading dell’argento”, ha spiegato la CEO.

L’obiettivo è ampliare i materiali utilizzati, introducendo gioielli placcati in platino e rafforzando altre categorie, così da non essere più vincolati all’andamento di un singolo metallo.

Diversificare il nostro paniere di nuovi metalli ci aiuterà, perché non saremo più così dipendenti da un solo metallo, che oggi è l’argento”, ha aggiunto.

La reazione positiva del mercato

Il cambio di rotta arriva insieme alla pubblicazione dei risultati trimestrali e alle previsioni per il 2026. Pandora stima per l’anno in corso una crescita organica sostanzialmente piatta, con un range compreso tra -1% e -2%, e un margine operativo atteso tra il 21% e il 22%. Numeri che riflettono un contesto di consumi prudenti, ma che secondo il management restano compatibili con una redditività solida.

De Pablos-Barbier, entrata in carica solo il mese scorso, ha sottolineato che la strategia sui materiali e l’ampliamento dell’offerta dovrebbero consentire di mantenere i margini intorno al 20% anche in uno scenario complesso.

Il mercato ha apprezzato il messaggio di maggiore disciplina e controllo dei costi, premiando il titolo dopo mesi difficili: negli ultimi 12 mesi, infatti, le azioni Pandora hanno perso circa il 60% del loro valore, penalizzate proprio dall’aumento dei costi delle materie prime e dal rallentamento della domanda.

Consumatori cauti e sfide sui mercati chiave

Il contesto resta però delicato, soprattutto sul fronte dei consumi. Nel quarto trimestre la crescita organica è stata del 4%, ma la domanda negli Stati Uniti, che rappresentano circa un terzo del fatturato del gruppo, è rimasta debole.

La realtà è che stiamo assistendo al più basso sentiment dei consumatori in quel mercato dagli anni ’60”, ha ammesso la CEO, sottolineando come il focus sia ora sul rafforzamento del brand e sull’introduzione di nuovi prodotti capaci di mantenere alta la fedeltà dei clienti.

Le vendite sono rimaste stabili sia nel trimestre sia nel primo mese del 2026, mentre alcune aree strategiche, come il segmento “Fuel with More”, che punta ad andare oltre i tradizionali charm con anelli, collane e diamanti creati in laboratorio, hanno mostrato segnali di rallentamento.

Secondo diversi analisti, l’inflazione dei metalli preziosi ha ridotto la visibilità sugli utili e la fiducia nel breve termine resta condizionata da un quadro macro volatile in Europa e negli Stati Uniti, che insieme generano circa l’80% delle vendite del gruppo.

Nonostante ciò, la decisione di dire gradualmente addio all’argento come pilastro del business segna un passaggio chiave nella strategia di Pandora. Una scommessa sulla diversificazione che, almeno per ora, sembra aver convinto i mercati.

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