Solo “pecore da assumere”: è così che Donald Trump ed Elon Musk vedrebbero noi europei. Burattini di cui muovere le fila, pongo facile da plasmare.
Inizia oggi, lunedì 20 gennaio 2025, l’era di Donald Trump. Il vincitore delle elezioni USA dello scorso 5 novembre diventerà ufficialmente il 47° presidente degli Stati Uniti, insediandosi alla Casa Bianca e facendo il suo ingresso nell’Ufficio Ovale. Il mondo trattiene il respiro, in attesa di capire quello che succederà con le nuove decisioni di Trump che, secondo i rumor, non ci metteranno molto a trasformarsi da semplici slogan in fatti, con il supporto di quello che è diventato ormai il suo braccio destro, o meglio il suo sponsor numero uno: Elon Musk.
Che fine farà l’Europa? Stando al CEO di un’azienda europea, che si occupa di cybersicurezza, a meno che l’UE non si svegli, il Continente - già in crisi conclamata - rischia di diventare “Puppet”: ergo, una semplice marionetta, nelle mani di Trump, Musk e di un altro grande nome di Wall Street.
Europa nelle mani del trio Trump-Musk-Zuckerberg
Parola di Frans Imbert-Vier, amministratore delegato della società di consulenza svizzera UBCOM.
Nel dire ciò che pensa senza tanti peli sulla lingua, il manager ha rilasciato commenti su ciò che accadrà all’Europa con la nuova America di Donald Trump e di Elon Musk, che è diventata anche, è stata la precisione, quella di Mark Zuckerberg, CEO di Meta: Zuckerberg che ha dato grande prova di essersi convertito alla filosofia di X-Musk-Trump, decidendo di considerare ormai spazzatura i precedenti programmi di fact-checking che aveva lanciato nelle APP di Meta, ovvero su Facebook, Instagram e Thread e, così facendo, sdoganando le varie fake news che già proliferano indisturbate nel web da parecchio.
Imbert-Vier non ha annunciato, dunque, profezie varie su come i dazi della seconda presidenza USA di Donald Trump strozzeranno la crescita dell’economia UE e dell’Europa in generale, né su cosa accadrà all’euro-dollaro, o ai tassi della Fed e dunque della BCE.
Nel proferire la frase “pecore da assumere”, il dirigente ha profetizzato, piuttosto e semplicemente, il pericolo che il nuovo trio Trump-Musk-Zuckerberg plasmi a suo piacimento l’Europa che, da continente che vive già una crisi epocale, potrebbe trasformarsi in un continente Puppet, ovvero burattino.
Perché Elon Musk ha fatto da sponsor numero 1 alla presidenza di Donald Trump
Il dirigente ha innanzitutto ammesso, in un’intervista rilasciata al sito di France24, di non essere rimasto neanche tanto sorpreso lo scorso luglio, nell’apprendere la notizia dell’endorsement dato al candidato repubblicano Donald Trump alle Elezioni USA da Elon Musk, tycoon fondatore di Tesla, SpaceX, proprietario di X ex Twitter, influencer numero 1 al mondo, capace di pilotare i pensieri di un pubblico sempre più ampio, di forgiare i cervelli vari del pianeta.
Così ha ricordato Imbert-Vier: “Quella che (Elon) ha offerto a Trump è stata la seguente proposta: ’Ti aiuterò a diventare la persona più importante del mondo’”. Ma questa è stata tuttavia solo la versione ufficiale della proposta, che è stata presentata secondo il manager in quel modo al solo scopo di “ esaltare l’ego di Trump ”.
La verità è che “ciò che Musk stava davvero pensando era un’altra cosa: ’Visto che io ho i dati e il potere di manipolare, io diventerò l’uomo più potente del mondo ”.
“Io” inteso come Elon Musk per l’appunto, altro che Donald Trump, che già secondo qualcuno è destinato a diventare, o forse è già diventato, lui stesso una marionetta nelle mani del fondatore di Tesla, anche solo per il fatto di avere un debito da saldare mica di poco conto: quello della sua vittoria all’Election Day, orchestrata dal tycoon. Tycoon che ora, con la scusa di diffondere la sua presunta verità nel mondo, sta rischiando secondo il dirigente francese di fare un lavaggio del cervello su scala planetaria.
Ma Musk non si accontenta certo di avere solo milioni di fan ai suoi piedi.
La strategia per dare più libertà alle Big Tech USA e zittire l’Europa-UE
Il dirigente dell’azienda svizzera ritiene di fatto che il sostegno dato da Elon Musk a Trump, ora corteggiato anche da Zuckerberg, abbia un altro motivo molto più pratico: quello di permettere alla sua X e in generale alle Big Tech USA di snobbare qualsiasi norma che non venga sfornata dagli Stati Uniti, spernacchiando così i vari verdetti che vengono periodicamente annunciati, contro i colossi hi-tech americani, soprattutto dall’Europa-UE.
Vanno ricordate tutte le volte che, negli ultimi anni, l’Europa ha portato avanti la propria lotta per tutelare quel principio che si chiama di libera concorrenza, emanando diversi verdetti e multe e sanzioni varie contro i titani dei Magnifici 7. Multe che a volte hanno lasciato però anche il tempo che avevano trovato (vedi la decisione del Tribunale UE di annullare, alla fine di settembre, una multa che aveva comminato ad Alphabet-Google ).
Alla metà di novembre circa, è toccato a META ex Facebook di Mark Zuckerberg beccarsi una delle sanzioni più imponenti della sua storia, da parte della Commissione europea, per un valore di quasi 800 milioni di euro.
Ma ora, grazie allo scudo della presidenza USA di Donald Trump, è l’opinione di Frans Imbert-Vier, X e Meta “ignoreranno (le regole UE) al punto che i tribunali americani neanche risponderanno alle giurisdizioni europee”.
E chissà, forse con Trump padrone del mondo (Cina permettendo, ed è tutto da vedere anche come si evolverà il rapporto tra gli Stati Uniti e la Russia di Vladimir Putin), l’Unione europea neanche si azzarderà più di tanto ad accusare questa o quella Big Tech: non sia mai che Trump risponda minacciando o imponendo nuovi dazi.
Tra l’altro, l’AD dell’azienda ha fatto notare che lo stesso impianto normativo targato da Bruxelles potrebbe scontrarsi con l’opposizione dei politici europei, che “hanno bisogno di questi social network” per sopravvivere nell’attuale contesto.
Ingerenza Musk nella politica europea, il commento di Macron
La minaccia più grande che potrebbe concretizzarsi non sarebbe però neanche questa, secondo il CEO dell’azienda svizzera. Guai ancora più seri si presenterebbero a suo avviso soprattutto nel caso in cui le Big Tech USA, grazie al trio Trump-Musk-Zuckerberg decidessero di focalizzare la loro attenzione sulle masse dei dati dei cittadini europei, sfruttandole per promuovere i loro interessi politici.
“Faranno di tutto per non farsi sfuggire questa occasione”, ha detto l’esperto, fino a interferire sempre di più nella politica europea, come Elon Musk ha già fatto.
Il piano frutto del sodalizio tra Donald Trump ed Elon Musk, che vede ora protagonista anche Mark Zuckerberg, è insomma quello di conquistare l’Europa e il mondo, modellandone il pensiero grazie allo strumento delle piattaforme social.
Senza proferire il nome di Musk, un campanello di allarme è stato già lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha criticato l’ingerenza del mondo social nella politica europea con la seguente frase:
“Dieci anni fa, chi avrebbe immaginato che il proprietario di uno dei principali social network del mondo avrebbe dato il suo sostegno a un nuovo movimento reazionario internazionale, intervenendo direttamente nelle elezioni, incluse quelle in Germania”.
Noto infatti è il supporto, in modo come al solito plateale, che Musk ha dato alla leader del partito tedesco Alternative für Deutschland di estrema destra, Alice Weidel, sostenendo che “solo AfD può salvare la Germania”. Frase proferita a poche settimane dalle elezioni anticipate tedesche.
Nel caso dell’Italia, si può dire che l’alleanza con Musk è cosa ormai fatta, e anche da diverso tempo, vista l’amicizia nata tra il tycoon e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha fatto scoppiare anche diverse polemiche - come accaduto con il caso di Starlink di SpaceX -, e che ha monopolizzato la stessa conferenza di fine anno - spostata anche stavolta all’inizio dell’anno - della premier. Premier che ha strenuamente difeso l’amico Musk, attaccando piuttosto il filantropo e finanziere George Soros.
Il consiglio di Musk all’Europa. Non solo MAGA, MEGA: Make Europe Great Again
Nel frattempo, Elon Musk continua a dispensare consigli all’Europa a colpi di post dalla sua piattaforma X.
L’ultimo risale a due giorni fa, sabato 18 gennaio, quando ha trasformato l’acronimo che riassume lo slogan sbandierato da Donald Trump durante la sua campagna elettorale, ovvero MAGA (Make America Great Again), in MEGA, ovvero Make Europe Great Again.
From MAGA to MEGA:
Make Europe Great Again!
— Elon Musk (@elonmusk) January 18, 2025
E chissà che alla fine l’Europa non finisca per vedere il vero presidente degli Stati Uniti non tanto in Donald Trump, ma in Elon Musk: una prospettiva che entusiasma gli animi dei suoi fan, spaventando invece chi teme che l’imprenditore sudafricano stia diventando sempre di più un pericolo per la democrazia. Certamente, non per l’Italia di Giorgia Meloni.