Gli accordi tra Xi e Macron: gli affari economici che legano Francia e Cina

Federico Giuliani

10/05/2024

La Francia non è tanto interessata a perseguire un totale disaccoppiamento dalla Cina, quanto piuttosto cercare un più pragmatico derisking.

Gli accordi tra Xi e Macron: gli affari economici che legano Francia e Cina

Xi Jinping ha terminato la sua visita di Stato in Francia offrendo piccole aperture al suo interlocutore Emmanuel Macron. Il leader cinese ha fatto sapere che le due nazioni intendono consolidare le loro relazioni bilaterali e promuovere «un equilibrio ascendente» nei commerci.

Xi ha quindi invitato Macron a visitare la Cina, precisando che durante il suo soggiorno a Parigi sono stati firmati 18 accordi di cooperazione in vari settori, tra cui agricoltura, aviazione, sviluppo verde, piccole e medie imprese. Non un pessimo risultato considerando che il capo dell’Eliseo, prima dell’incontro con il suo omologo cinese, aveva spiegato di voler puntare ad “un ’aggiornamento’ (nei rapporti tra Parigi e Pechino) perché la Cina ora ha una capacità eccessiva in molti settori ed esporta massicciamente verso l’Europa”.

La posizione di Macron è alquanto ambigua. Già, perché da un lato il presidente francese avrebbe sostenuto un’indagine chiave dell’Ue sui veicoli elettrici cinesi, ma dall’altro sarebbe anche impegnato in un’offensiva volta ad attirare investimenti all’ombra della Tour Eiffel da parte della seconda economia mondiale. Altro che decoupling dalla Cina: Macron cerca un bilanciamento capace di generare un nuovo equilibrio tra il suo Paese e il gigante asiatico.

Il rapporto economico tra Francia e Cina

Diamo uno sguardo ai numeri. Secondo il Ministero dell’Economia, le importazioni cinesi in Francia nel 2022 sono aumentate del 20% rispetto al 2021. Il deficit commerciale di Parigi nei confronti di Pechino ha superato i 53,6 miliardi di euro nel 2022, in aumento rispetto ai 40 miliardi di euro registrati nel 2021.

Le principali importazioni della Francia dalla Cina coincidono con macchinari industriali, tessili, metalli e prodotti chimici, mentre le esportazioni riguardano i settori dell’aeronautica, i beni di lusso, le turbine a gas e gli alcolici.

Nel frattempo, secondo i dati del 2022 del Mercator Institute for China Studies (METRICS), gli investimenti diretti esteri cinesi (IDE) nell’Unione Europea e nel Regno Unito sono costantemente diminuiti negli ultimi otto anni. Circa l’88% dei flussi di IDE erano diretti a Germania, Francia, Regno Unito e Ungheria. Dei 7,9 miliardi di euro investiti, la Francia ha ricevuto 1,3 miliardi di euro, principalmente per il settore automobilistico.

Viste le cifre in ballo e l’atteggiamento di Macron, è lecito supporre che Parigi non sia tanto interessata a perseguire un totale disaccoppiamento con Pechino, quanto piuttosto cercare un derisking. Un approccio, insomma, volto a ridurre le eccessive dipendenze dell’Eliseo dal Dragone senza tagliare i rapporti.

Gli accordi tra Cina e Francia

Tornando alla visita di Xi in Francia, vale la pena dare uno sguardo agli accordi stretti tra i due Paesi. Partiamo con la partnership strategica globale nel settore delle batterie tra Xiamen Tungsten New Energy e Orano, per poi proseguire il protocollo d’intesa tra Envision e Suez, e tra Fives ed Envision (quest’ultimo per la cooperazione nell’assemblaggio di celle di batterie in Francia).

Fumata bianca per i contratti di fornitura di sistemi di trazione elettrica tra la società Alstom e il Gruppo New United per le linee metropolitane di Pechino e Wuhan, per tre progetti di partnership tra EDF-SPIC - ovvero produzione di idrogeno, installazione di pannelli fotovoltaici in Arabia Saudita e manutenzione dell’illuminazione pubblica a basso consumo a Wuhan – per un contratto di fornitura del sistema di trazione elettrica della linea 8 della metropolitana di Hefei tra Alstom-CRRC, un altro contratto tra la città di Dongguan e Suez per l’incenerimento dei fanghi urbani.

Da citare, inoltre, il rinnovo del MoU strategico tra Bank of China e Credit Agricole , e il contratto di supporto, ancora in discussione, tra Safran Helicopter Engines e la società privata General Dynamic Aero Technology. Infine: l’mpegno di EDF e China General Nuclear Power Group (CGN) per la continuazione e l’espansione della cooperazione esistente.

Il settore agroalimentare

In campo agroalimentare la Cina, in particolare, faciliterà l’accesso ad alcuni prodotti agricoli francesi, compreso il pollame, frattaglie di maiale bianco e vini a indicazione geografica protetta. Cinque sono stati gli accordi firmati tra le parti in occasione del tour del leader cinese a Parigi.

Uno di questi dovrebbe consentire alle aziende transalpine di continuare ad esportare pollame oltre la Muraglia anche in caso della rilevazione nel Paese di un caso di influenza aviaria (si tratta, insomma, di una sorta di garanzia). Via libera da parte per il Dragone anche per l’importazione di frattaglie e proteine suine lavorate, che dovrebbero far aumentare l’export francese in quest’ambito di circa il 10% (con un potenziale introito aggiuntivo di 26 milioni di euro).

Da segnalare, inoltre, l’accordo relativo al settore vinicolo, il cui obiettivo coincide con quello di promuovere la cooperazione tra i due Paesi, in primis per la protezione della proprietà intellettuale delle singole bottiglie. Due denominazioni vinicole della Borgogna, Gevrey Chambertin e Macon, dovrebbero inoltre essere riconosciute ufficialmente in Cina nell’arco delle prossime settimane.