Geoffrey Hinton, Yoshua Bengio, Demis Hassabis, Sam Altman, Dario Amodei, Martin Hellman, James Manyika, Angela Kane, Audrey Tang, Daniela Amodei, Andrew Barto, Mira Murati.
Sono solo alcuni dei nomi dei firmatari di un nuovo appello lanciato dagli esperti del settore dell’intelligenza artificiale. O meglio sarebbe definirlo l’ennesimo allarme sui rischi che lo sviluppo incontrollato dell’IA può comportare per l’umanità.
Una dichiarazione congiunta
Senza mezzi termini, infatti, secondo questi ricercatori, scienziati, pionieri nel campo dell’IA e magnati della Silicon Valley, l’intelligenza artificiale potrebbe portare all’estinzione dell’umanità.
Così sul sito Centre for AI Safety è stata pubblicata una dichiarazione congiunta in cui leggiamo un passaggio saliente: «Mitigare il rischio di estinzione dell’intelligenza artificiale dovrebbe essere una priorità globale insieme ad altri rischi su scala sociale come le pandemie e la guerra nucleare».
Importanti figure del settore come il dottor Geoffrey Hinton, definito il “padrino dell’IA”, Yoshua Bengio, professore di informatica all’Università di Montreal, Sam Altman, CEO di OpenAI, Demis Hassabis, amministratore delegato di Google DeepMind e Dario Amodei di Anthropice, Yann LeCunn professore della NYU, hanno deciso di firmare la dichiarazione.
L’appello su Future of Life
Come abbiamo visto, non si tratta del primo allarme di questo tipo.
Lo scorso marzo un gruppo di esperti del settore, tra cui Elon Musk, aveva sottoscritto una lettera pubblicato online su Future of Life, organizzazione no-profit che lavora per limitare i danni derivati dalle nuove frontiere dell’IA.
Nella dichiarazione congiunta si chiedeva alle aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa di sospendere lo sviluppo della nuova generazione di sistemi più potenti di ChatGPT-4, per evitare una «corsa fuori controllo allo sviluppo e al dispiegamento di potenti menti digitali che nessuno, neanche i loro creatori, possono capire, prevedere e controllare».
Non tutti sono pessimisti sull’IA
Non tutti gli scienziati e gli imprenditori di Big Tech sono d’accordo con lo scenario catastrofistico.
Arvind Narayanan, informatico dell’Università di Princeton, per esempio, ha dichiarato alla BBC che i rischi da considerare sono altri: «L’attuale intelligenza artificiale non è neanche lontanamente capace di far materializzare questi rischi. Anzi, questo distrae l’attenzione dai possibili danni a breve termine dell’IA».
E speriamo vivamente che l’ottimismo di Narayanan non sia troppo lontano dalla realtà.