Il Nasdaq ha presentato una modifica normativa alla SEC (U.S. Securities and Exchange Commission), con l’obiettivo di permettere la negoziazione – sul suo listino principale – di versioni tokenizzate di azioni e ETF, accanto agli strumenti finanziari tradizionali.
Se approvata, sarà la prima grande borsa americana a integrare formalmente titoli basati su blockchain nel National Market System, il più sistema regolamentato di contrattazione degli Stati Uniti.
Ma in pratica, che cosa significa?
Gli investitori potrebbero negoziare la stessa azione o ETF in forma tradizionale oppure in forma token, a seconda della loro preferenza, sullo stesso order book, seguendo le medesime regole di esecuzione.
Il Nasdaq ha precisato che la tokenizzazione non dovrebbe compromettere i diritti fondamentali dell’investitore: i titoli tokenizzati devono garantire gli stessi diritti materiali — come diritto di voto o di liquidazione — delle controparti tradizionali; diversamente, verrebbero trattati come strumenti distinti.
Il sistema si basa sempre su infrastrutture di clearing centralizzato, soprattutto tramite la Depository Trust Company (DTC), che sarà aggiornata per supportare i regolamenti in formato token.
Se tutto procede senza intoppi e con l’infrastruttura DTC pronta, la prima negoziazione token-settled potrebbe avvenire già nel terzo trimestre 2026.
La proposta del Nasdaq arriva in un contesto di regolamentazioni crypto più favorevoli, sostenute dall’amministrazione Trump e da funzionari SEC come il nuovo presidente Paul Atkins, che spingono verso soluzioni innovative e meno vincolate dalle normative tradizionali.
Altri attori – come Coinbase e grandi banche (Citigroup, Bank of America) – stanno esplorando soluzioni di tokenizzazione o hanno già chiesto all’autorità il via libera per le cosiddette tokenized equities, quindi azioni in questo caso specifico.
Naturalmente, non mancano le critiche.
Alcuni osservatori e regolatori mettono in guardia: la tokenizzazione potrebbe introdurre rischi sistemici se non accompagnata da strutture normative solide.
In particolare, l’ex-commissaria Hester Peirce ha ribadito che i titoli tokenizzati devono comunque rispettare le leggi sui titoli esistenti — e non aggirarle.
Il Nasdaq fa esplicito riferimento anche a questa posizione contraria nella sua proposta, quindi non sembra essere una nota così dolente per il fronte dei pro tokenizzazione.
Immaginatevelo 5 anni fa, quando tutti erano ancora scettici su bitcoin, e ancora di più su altcoins e blockchain:
Certo, non è ancora fatta, ma il semplice parlarne ai vertici dell’economia numero 1 al mondo è incredibile di per sé.
La richiesta di modifica normativa del Nasdaq rappresenta un passo pionieristico verso una piattaforma che permetta una integrazione fluida tra finanza tradizionale e tecnologia blockchain, mantenendo trasparenza, sicurezza e rispetto delle regole attualmente vigenti.
Se approvata, questa innovazione potrebbe segnare una svolta storica nel modo in cui vengono negoziati i titoli, offrendo velocità, efficienza e nuove opportunità di mercato — sempre, ovviamente, richiedendo aggiornamenti tecnici e un attento equilibrio tra progresso e tutela degli investitori.