La vera sfida non è cercare i migliori, ma creare organizzazioni capaci di trasformare competenze grezze in valore duraturo.
Per anni il dibattito sul talento è stato raccontato come una caccia. Le imprese dovrebbero individuarlo, attrarlo, trattenerlo.
Come se il talento fosse una risorsa rara già pronta, nascosta da qualche parte nel mercato del lavoro, e il problema fosse solo trovarla prima degli altri. Questa narrazione, però, smette di funzionare appena la si cala nella realtà delle piccole imprese italiane. E soprattutto non spiega perché molte PMI, pur cercando persone “brave”, continuino a faticare a crescere.
Nella pratica quotidiana delle PMI emerge una verità meno comoda ma più concreta. Il talento, inteso nel senso tradizionale del termine, spesso non arriva proprio nelle piccole imprese. I profili più strutturati, più certificati, più pronti all’uso vengono intercettati e assorbiti dalle grandi aziende, che dispongono di stipendi più elevati, percorsi di carriera più visibili e una capacità di attrazione fuori scala. [...]
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