Il mercato dei bond non crede (per ora) a Panetta e punta alla volatilità

Lorenzo Raffo

21 Novembre 2024 - 15:30

Le reazioni di due sedute non sembrano voler accodarsi alle indicazioni del Governatore di Banca d’Italia. Si accentuano invece veloci alti e bassi delle quotazioni. Ecco perché.

Il mercato dei bond non crede (per ora) a Panetta e punta alla volatilità

L’intervento martedì alla Bocconi del numero uno di Banca d’Italia merita una post valutazione di quanto sta accadendo sul mercato obbligazionario, con una precisazione:

  • le indiscrezioni diffusesi prima dell’evento ipotizzavano addirittura un suggerimento molto forte, quello di una Bce che potesse passare in prospettiva a un “quantitative easing” magari solo di breve periodo.
  • Panetta – come noto – non ha superato invece i limiti dell’auspicio di una politica monetaria neutrale (cioè che non stimoli né limiti la crescita economica) o – se necessario – espansiva, quindi con un taglio dei tassi ma non tale da supporre un Q.E.

I mercati hanno valutato tutto questo, acquistando sulle prime titoli di Stato, per poi ricominciare a venderli.

La Bce spaventa gli investitori

A poche ore dall’intervento di Panetta è successo tuttavia qualcosa di allarmante. Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha parlato di “preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti sovrani”. Facendo un ragionamento articolato, che partendo da lontano è arrivato a questa ipotesi. Ecco allora che gli stimoli pro governativi, lanciati dal Governatore della Banca d’Italia, hanno trovato un improvviso ostacolo nei timori espressi dalla stessa Bce. Che non esclude picchi di volatilità per il comparto finanziario, a cominciare da quello bancario. Proprio perché i pericoli di un’economia fragile e di debiti pubblici in crescita rappresentano un aggregato che può riportare indietro nel tempo.

I riferimenti da seguire

Il rendimento del decennale italiano va in effetti in direzione opposta a quella di un taglio dei tassi o – forse – sconta in parte il rischio di un’accentuazione delle tensioni sui titoli di Stato dell’area euro. L’essere tornato oggi al 3,6% di yield per il decennale annulla tutto quanto di positivo (per le sue quotazioni) stava avvenendo prima e durante l’intervento di Panetta. Una discesa al 3,5% faceva sperare in una rottura al ribasso e quindi in un netto scatto dei prezzi. Il trend è invece inverso e soprattutto si manifesta una volatilità al rialzo. C’è chi fa osservare giustamente che le parole del nostro Governatore sono sue e non della Bce, sebbene l’opinione dell’avvio di una politica monetaria realmente espansiva sia condivisa da vari altri membri di Eurotower.
Vediamo allora cosa manifesta l’analisi grafica del rendimento dei Btp a dieci anni:

  • l’area dei 3,5-3,6% è ora decisiva nelle valutazioni di forza o debolezza dei nostri titoli di Stato: sotto il 3,5% si mostrerebbe un rialzo dei prezzi e sopra il 3,6% un ribasso;
  • nel primo caso occorre monitorare progressivamente i livelli del 3,42%, poi del 3,33% e infine del 3,20%;
  • nel secondo caso bisogna controllare in successione i livelli del 3,65%, poi del 3,75% e infine del 3,81%.

E il “future” si muove così

Logicamente occorre seguire pure i movimenti del derivato relativo alle scadenze lunghe. Anche in questo caso c’è un’area di lateralità che fornisce indicazioni molto chiare. Lo strumento si sta muovendo infatti da agosto fra un supporto a 118,6 e una resistenza a 122,3. Sopra o sotto e tutto cambia!
Volendo avere un’indicazione molto sensibile ai sentiment del mercato ecco che il derivato sulle scadenze corte dei Btp si rivela puntuale. Da giorni ormai si è fermato sulla media mobile a 200 sedute (collocata alla chiusura di ieri a 102,6) dopo una discesa che l’ha caratterizzato da inizio ottobre.
La sintesi del tutto dimostra che il mercato sembra molto più prudenziale rispetto alle intenzioni di Panetta. È vero che i tempi non collimano: velocissimi quelli degli investitori e solo in prospettiva quelli del numero uno della Banca d’Italia. La fotografia dell’insieme è tuttavia divergente e occorre tenerne conto.