Il debito sta soffocando questi Paesi: la catastrofe default è iniziata?

Violetta Silvestri

09/01/2023

Il default sarà il tema del 2023? Il rischio c’è e alcuni Stati stanno già fallendo. In un grafico emerge il peso di un debito che soffoca ormai molti Paesi. Anche per il rialzo tassi della Fed.

Il debito sta soffocando questi Paesi: la catastrofe default è iniziata?

Il debito sempre più oneroso sta schiacciando economie in vie di sviluppo, tracciando il rischioso sentiero dei fallimenti di Stato.

L’allarme è documentato dai fatti di almeno due Paesi: come già noto, lo Sri Lanka nel 2022 e da dicembre il Ghana, non sono riusciti a sborsare gli interessi sui debiti esteri. In sintesi: la nazione africana si aggiunta alla prima asiatica nel dichiararsi in default per il pagamento degli oneri sull’indebitamento straniero.

Con l’inflazione rimbalzata alle stelle, anche per le materie prime e il mix velenoso di banche centrali sempre più aggressive con tassi in rialzo velocemente e un dollaro in corsa nel 2022, i mercati in via di sviluppo non reggono il passo e stanno cedendo.

Cosa significa? Il peso del debito per molti Stati è quasi insostenibile, come evidente in un grafico Ispi e in un’analisi di una sua esperta: perché il fardello indebitamento deve inquietare il mondo?

Il debito pesa troppo su questi Stati: il grafico

Un solo grafico chiarisce quanto l’onere sul debito stia bruciando risorse preziose per Paesi in via di sviluppo, che si ritrovano con casse statali sempre meno piene mentre i prezzi si impennano e i capitali fuggono.

Ispi, elaborando dati FMI, ha pubblicato questa immagine per scandire un allarme in questo inizio 2023:

Chi spende di più per pagare debito Chi spende di più per pagare debito Paesi in via di sviluppo

Sri Lanka e Ghana, ultimi nella lista, sono già nel pieno di un fallimento annunciato. Lo Stato africano, nello specifico, “Nonostante l’accordo di salvataggio raggiunto con il Fondo Monetario Internazionale la settimana prima, Accra ha deciso di dichiarare un (temporaneo) default. Una scelta anomala per un Paese che, sul punto di iniziare i negoziati con i creditori, avrebbe dovuto intraprendere un processo di ristrutturazione del debito nelle prossime settimane”, ha spiegato l’analista Ispi Chiara Gesmundo.

Dopo gli shock della pandemia e della guerra in Ucraina che ha trasciato in alto i prezzi di tutto, anche di beni e materie prime importate, gli equilibri già fragili di molte nazioni si sono spezzati.

I forti rialzi dei tassi, ovvero l’aumento senza precedenti del costo del denaro delle principali economie occidentali e non solo, ha ulteriormente sconvolto i piani. Da quando la Fed in primis ha intrapreso la strada dell’inasprimento per combattere l’inflazione, è cambiato tutto.

Lo ha ben chiarito Gesmundi:

“Così l’aumento dei tassi di interesse in Occidente porta i capitali a spostarsi dai rischiosi mercati in via di sviluppo alle roccaforti avanzate, ora relativamente più profittevoli. Un movimento doppiamente svantaggioso per le economie più fragili: da una parte limita i capitali a disposizione, dall’altra contribuisce al deprezzamento delle valute locali (il cedi ghanese ha perso oltre metà del suo valore rispetto al dollaro nell’ultimo anno).

E con il dollaro più caro, ad aumentare sono anche gli oneri finanziari delle obbligazioni denominate in valuta estera, che i Paesi emergenti sono costretti a emettere in quantità per riuscire a finanziarsi. Tanto che, prima del default, in Ghana gli interessi sul debito erano ormai arrivati a consumare tra il 70 e il 100% delle entrate del Paese.”

In aggiunta, questi Stati dovranno destinare maggiori risorse per pagare gli interessi se non vogliono fallire, togliendo quindi denaro a infrastrutture, servizi, sanità. Secondo l’UNCTAD, questa spirale di impoverimento innescata dal rialzo dei tassi potrebbe tradursi in $360 miliardi di mancati redditi futuri per le economie emergenti (senza contare la Cina).

L’Onu ha messo in allerta: almeno 54 nazioni possono cadere sotto il peso del debito ed entrare in default. Non è uno scenario incoraggiante per tutto il mondo.