Brian Chesky ha accumulato debiti e collezionato insuccessi prima di fondare Airbnb. Oggi la piattaforma è attiva in oltre 190 Paesi e vale decine di miliardi di dollari. Ecco come ci è riuscito.
Prima di creare un impero multimiliardario con Airbnb, il fondatore Brian Chesky progettava sedili per WC. La sua è la storia di un designer industriale che ha attraversato anni di lavori frustranti e idee respinte, fino a rivoluzionare il modo in cui il mondo contemporaneo cerca un alloggio.
Dopo il diploma alla Rhode Island School of Design, Chesky si è trasferito a Los Angeles per lavorare alla 3DID. Il suo compito era progettare oggetti di consumo, dai giocattoli ai dispositivi medicali. L’insoddisfazione, però, è arrivata presto. Il progetto che lo ha spinto a cambiare strada è umiliante (ma simbolico): l’imprenditore si è ritrovato coinvolto nella realizzazione di una seduta per WC per il programma televisivo American Inventor. Nel 2007 ha deciso di ridurre l’orario di lavoro e di cercare nuove opportunità, iniziando a occuparsi di arredamento in modo indipendente.
Airbnb, un’idea nata dalla necessità di pagare l’affitto
La svolta è arrivata quasi per caso. Chesky si è trasferito a San Francisco nell’appartamento del suo ex compagno di studi Joe Gebbia, in un momento in cui una conferenza di settore aveva saturato tutti gli alberghi della città. Per racimolare qualche soldo, i due hanno deciso di ospitare sconosciuti in casa su materassini gonfiabili, offrendo anche la colazione. Il nome provvisorio del progetto, “AirBed & Breakfast”, sarebbe diventato il seme di una piattaforma di fama mondiale. All’epoca, però, non esisteva alcun piano imprenditoriale, si trattava semplicemente di sopravvivere.
Con l’aiuto del programmatore Nathan Blecharczyk hanno costruito un sito e lo hanno lanciato poco prima del festival SXSW del 2008. Le prenotazioni ricevute sono state solodue, una delle quali effettuata dallo stesso Chesky. L’unico vero guadagno di quella trasferta è stato l’incontro con Michael Seibel, che più tardi li avrebbe introdotti nell’acceleratore Y Combinator.
Dai debiti alla quotazione in Borsa
Un secondo tentativo è coinciso con la Convention nazionale democratica del 2008. In quel caso, il blog di informatica TechCrunch ha dato visibilità alla piattaforma, causando un sovraccarico del sito e un ampliamento senza precedenti della copertura mediatica. Gli annunci online hanno raggiunto quota 800, mentre gli ospiti effettivi sono stati una ottantina. I conti, però, non tornavano: Chesky e Gebbia si sono ritrovati ciascuno con 20.000 dollari di debiti.
La loro risposta è stata tanto disperata quanto ingegnosa. Hanno acquistato mille confezioni di cereali, le hanno ridisegnate con grafiche ispirate alla campagna presidenziale e le hanno ribattezzate “Obama O’s” e “Cap’n McCains”. Il ricavato, tra i 20.000 e i 30.000 dollari, ha coperto quasi interamente il passivo. Airbnb ha così superato la fase più critica.
Nel 2010 Chesky è diventato ufficialmente CEO, mentre dieci anni dopo, a dicembre 2020, la società ha debuttato nella Borsa statunitense. Nel 2024, la rivista Fortune ha inserito il designer tra i 100 leader d’impresa più influenti al mondo. Oggi Airbnb opera in oltre 190 Paesi e ha trasformato radicalmente il settore degli affitti brevi a livello globale.
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