Si sarebbe fatto un affare migliore comprando una borsa Prada, piuttosto che investendo in azioni dell’azienda. Sembra una battuta, ma è esattamente ciò che è accaduto. Mentre i prezzi al dettaglio dei prodotti di lusso sono rimasti saldamente in alto, le azioni del gruppo Prada hanno subito una flessione pesante: -30% da inizio 2025.
Non tutte le aziende di lusso hanno avuto la stessa sorte, ma il caso Prada è emblematico. La Borsa è sì ciclica, ma non per tutti i titoli. Alcuni cadono…e non si rialzano più.
Prada invece? È un caso di occasione di acquisto sottovalutata o l’inizio di una crisi strutturale? Per rispondere serve guardare bene ai numeri.
Performance di Borsa vs. performance operativa
Da gennaio 2025 le azioni Prada hanno perso il 30% del loro valore, in netto contrasto con l’andamento dei fondamentali operativi. Questo scollamento tra mercato e realtà aziendale rappresenta spesso un opportunità, o una bella trappola al valore. Ma la verità con cui ci scontriamo oggi ci dice che il drawdown non trova ancora piena giustificazione nei dati trimestrali, ma riflette piuttosto un mix di aspettative severe su alcuni mercati chiave, in particolare la Cina, e i potenziali effetti negativi dei dazi USA.
PRADA, 1W
Grafico a candele settimanali del titolo Prada. Fonte: baha.com
Eppure, i risultati del primo trimestre 2025 mostrano uno scenario molto più sfumato. Prada, il brand principale, che da solo pesa per circa il 68% del fatturato complessivo, ha registrato una crescita piatta, che in un contesto come quello attuale va letta come un segnale di resilienza. La stagnazione delle vendite in Cina, dovuta a un calo della domanda interna e a un clima geopolitico sfavorevole, è stata in parte compensata dalla tenuta del brand in Europa e nel mercato giapponese, ancora in fase di espansione per il lusso.
Ma il dato più sorprendente arriva da Miu Miu, il marchio “minore” del gruppo: +60% anno su anno. Un risultato clamoroso, che conferma il successo della nuova direzione creativa e delle collaborazioni che hanno saputo parlare a un pubblico giovane, digitale e culturalmente rilevante. In un settore dove il branding è tutto, Miu Miu rappresenta il veicolo di crescita a cui pochi avevano dato credito, e che invece potrebbe diventare centrale nella narrazione futura dell’intero gruppo.
L’acquisizione di Versace: rischio o svolta?
Un altro elemento da tenere d’occhio è la recente acquisizione di Versace, considerata da molti analisti come “potenzialmente trasformativa”. Il termine non è usato a caso: l’operazione, se ben gestita, potrebbe portare Prada ad allargare in modo sostanziale il suo bacino di clientela, differenziando l’offerta e ampliando la marginalità. Ma attenzione: si tratta di un asset impegnativo. La moda ha un ciclo creativo e commerciale molto breve, e il rischio di integrazione, soprattutto a livello di management e posizionamento, è reale. Versace è stimata rappresentare solo il 13% dei ricavi del gruppo, ma un’eventuale flessione o disallineamento nella strategia rischierebbe di pesare molto più del dato numerico.
E ora?
In Borsa, le aspettative contano quanto (se non più) dei risultati. Il mercato sta prezzando in anticipo scenari di rallentamento, incertezze geopolitiche e difficoltà d’integrazione post-acquisizione. Ma proprio questo può creare uno sconto informativo. I brand forti, con un posizionamento globale e una base clienti affezionata, tendono a sopravvivere agli shock di breve termine. Dall’altra parte, resta il forte rischio di una trappola al valore.