In un contesto di mercato in cui gli indici azionari continuano a salire, è naturale chiedersi se la fase di euforia sia sostenibile o meno.
Uno strumento per rispondere a questa domanda è il rapporto CAPE, acronimo di Cyclically Adjusted Price-to-Earnings, un indicatore ideato dal premio Nobel Robert Shiller per valutare i mercati in modo più accurato rispetto ai tradizionali rapporti prezzo/utili (P/E).
Il CAPE, infatti, tiene conto della media degli utili degli ultimi dieci anni, corretti per l’inflazione, offrendo una visione più stabile e meno volatile della valutazione di mercato.
Storicamente, come è facilmente visibile anche nel grafico, valori elevati del CAPE hanno preceduto periodi alti rendimenti, mentre valori più contenuti hanno spesso segnato l’inizio di fasi di debolezza. Ecco perché, soprattutto in periodi di euforia come quello attuale, è fondamentale vedere cosa dica il CAPE.
Relazione tra il CAPE e l’andamento azionario mondiale
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Attualmente, ci troviamo di fronte a un mercato in cui il CAPE è a livello storicamente basso, un dato che invita gli investitori a moderare le proprie aspettative di rendimento a lungo termine.
Guardando i dati, si evidenzia come, in contesti simili del passato, la probabilità di ottenere rendimenti soddisfacenti negli anni successivi sia stata inferiore rispetto ai periodi in cui il CAPE era più alto. Non è detto, naturalmente, che lo stop debba necessariamente verificarsi anche ora; i mercati finanziari, infatti, non seguono regole rigide. Tuttavia, il CAPE può offrire indicazioni utili per anticipare le possibili difficoltà di mercato e prepararsi a gestirle al meglio.
È interessante notare che negli ultimi anni i mercati hanno visto un afflusso di capitali dovuto alla combinazione di stimoli fiscali, tassi di interesse bassi e iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali. Questi fattori hanno portato a un aumento della propensione al rischio, con molti investitori che puntano a cogliere rendimenti elevati attraverso asset rischiosi e settori in forte crescita, come la tecnologia. Tuttavia, l’attuale valore del CAPE ci invita a considerare la possibilità che questa fase di mercato non possa proseguire indefinitamente.
La storia mostra che ignorare segnali di avvertimento come quelli lanciati dal CAPE può portare a sottovalutare il rischio di perdite significative. Questo non significa necessariamente abbandonare il mercato azionario, ma adottare un approccio prudente. In momenti di alta valutazione, risulta fondamentale ridurre l’esposizione agli asset più cari e riflettere su strategie che possano preservare il capitale nel caso di una correzione.
Un portafoglio bilanciato, che includa sia asset sottovalutati e non solo le obbligazioni - che sebbene siamo meno volatili presentano alcune criticità specie sugli emittenti di alto rating - è una delle vie per proteggersi dal rischio.
Con il rapporto CAPE ai minimi livelli, gli investitori hanno bisogno di una guida esperta per interpretare i segnali di mercato e adottare strategie efficaci per preservare i guadagni fatti. Ecco perché, in momenti come questi, una consulenza professionale può fare la differenza. Essere accompagnati da un consulente esperto non significa solo pianificare gli investimenti in modo razionale, ma anche riuscire a prendere decisioni consapevoli e informate che massimizzino le opportunità e minimizzino i rischi.