Negli ultimi anni, il settore automobilistico ha subito una significativa flessione in borsa, evidenziando le difficoltà che le case automobilistiche stanno affrontando in un contesto economico sempre più complesso.
Diversi fattori macroeconomici hanno contribuito a questa contrazione, tra cui l’aumento dei tassi d’interesse e la potenziale diminuzione dei consumi, soprattutto in Europa. Questi elementi hanno influito non solo sul settore automobilistico, ma anche su tutto il comparto dei beni di consumo discrezionali. Come comportarsi quindi in borsa?
Quali sono le cause del calo?
Una delle principali cause della flessione nel settore automobilistico è l’aumento dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali. Questi rialzi, volti a contrastare l’inflazione, hanno reso più costosi i finanziamenti per l’acquisto di automobili, riducendo la domanda dei consumatori. Inoltre, con l’aumento dei costi di indebitamento, le aziende automobilistiche hanno visto crescere i loro oneri finanziari, incidendo negativamente sui profitti.
Un altro fattore rilevante è la potenziale contrazione dei consumi, dovuta a un deterioramento del clima economico generale. La guerra in Ucraina, l’inflazione persistente e le preoccupazioni per una possibile recessione globale hanno portato la riduzione delle spese non essenziali, tra cui l’acquisto di nuove auto. Questa diminuzione della domanda ha colpito particolarmente i gruppi automobilistici europei, che sono stati storicamente più vulnerabili ai cambiamenti economici rispetto ai loro concorrenti globali.
Secondo i dati, il settore automobilistico europeo ha registrato performance significativamente peggiori rispetto al mercato globale. Ad esempio, l’indice Euro Stoxx Automobiles & Parts ha mostrato una diminuzione costante negli ultimi anni, riflettendo la debolezza delle principali case automobilistiche europee come Volkswagen, Renault e Stellantis.
Come interpretare il calo delle borse e l’impatto sui beni di consumo discrezionali?
Questa tendenza al ribasso non è limitata al settore automobilistico, ma si estende a tutto il comparto dei beni di consumo discrezionali. Gli ETF globali che replicano l’andamento del settore, come l’iShares Global Consumer Discretionary ETF (RXI), hanno mostrato una performance negativa negli ultimi mesi di quasi il 5,5% negli ultimi tre mesi.
A livello europeo, l’SPDR MSCI Europe Consumer Discretionary UCITS ETF (EDIS) ha subito un calo ancora più marcato, con una riduzione vicina al 10% nello stesso periodo. Questo evidenzia come l’Europa stia soffrendo particolarmente la situazione economica attuale, con i consumatori che riducono le spese per beni non essenziali.
Quando ci concentriamo sul settore automobilistico in particolare, gli ETF dedicati come il Global X Autonomous & Electric Vehicles ETF (DRIV) mostrano una contrazione significativa con un calo di circa l’8% negli ultimi sei mesi, riflettendo la pressione sulle aziende che operano nel settore.
Il caso Volkswagen: in caduta libera
Nonostante questo contesto negativo, in molti si chiedono se il calo dei prezzi delle azioni possa rappresentare un’opportunità per gli investitori a lungo termine, soprattutto attraverso una strategia di stock picking.
Volkswagen, ad esempio, è una delle case automobilistiche che ha sofferto di più negli ultimi anni. Le sue azioni sono scese costantemente dai massimi storici, raggiungendo livelli che non si vedevano da più di un decennio. Questo declino è dovuto in parte alle difficoltà legate alla transizione verso i veicoli elettrici e alle sfide regolamentari in Europa.
VOW, 1W
Grafico a candele settimanali di VOW. Fonte:baha.com