BOT al 2,33%, inflazione al 3,2%: i rendimenti salgono ma il potere d’acquisto scende. Numeri che si contraddicono, mercati che non rassicurano.
Con il rendimento medio lordo del BOT annuale salito al 2,33% nell’asta di maggio 2026, in rialzo rispetto al 2,293% del mese precedente, vale davvero la pena domandarsi se questo strumento di debito sovrano a brevissima scadenza stia finalmente diventando competitivo rispetto a ciò che la tua banca ti offre sul conto deposito vincolato.
Il contesto in cui matura questo dato non è banale: la BCE potrebbe alzare i tassi di un ulteriore quarto di punto all’11 giugno 2026, portando il tasso sui depositi al 2,25%, in un’Eurozona dove l’inflazione italiana ha già toccato il 3,2% a maggio, livello che non si vedeva da settembre 2023.
Se il rendimento nominale del BOT sembra appetibile sulla carta, la vera domanda che dovrebbe farti perdere qualche minuto di riflessione è un’altra: dopo aver sottratto la pressione inflazionistica reale, stai davvero proteggendo il tuo potere d’acquisto, oppure stai solo scegliendo il meno peggio tra opzioni che erodono silenziosamente il valore dei tuoi risparmi? [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA