Il bond Mediobanca in euro ha cedole fisse per 12 trimestri e poi interessi variabili fino al 4,50%

Stefano Vozza

21 Agosto 2025 - 15:34

Nuovo prodotto del reddito fisso a 7 anni del tipo fixed-to-floater denominato in euro e quindi senza rischio di cambio

Il bond Mediobanca in euro ha cedole fisse per 12 trimestri e poi interessi variabili fino al 4,50%

A ridosso del Ferragosto il mercato dei corporate bond si è arricchito di una nuova emissione di un noto gruppo finanziario nazionale, Mediobanca. L’istituto di credito opera su diverse divisioni di business e verso una platea variegata e composita di clientela sia retail che corporate ed istituzionale.

Normale quindi che servano sempre tante risorse per espletare al meglio le diverse attività portate avanti dal gruppo. Tra queste ecco il nuovo bond Mediobanca in euro con cedole fisse per 12 trimestri e poi interessi variabili fino al 4,50%. Vediamo meglio nei dettagli come funziona e quali ne potrebbero essere i punti di forza e di debolezza.

La scheda tecnica del bond Mediobanca

La matricola identificativa del bond è IT0005659187, con emittente Mediobanca Banca di Credito Finanziario S.p.A., e collocatore Banca BNP Paribas. Il taglio minimo di sottoscrizione è del tipo retail a 1.000 € e relativi multipli, quotato e negoziato su EuroTlx (MTF), un mercato telematico organizzato e gestito da Borsa Italiana. Invece Mediobanca opererà sul mercato in qualità di liquidity provider dello strumento.

La data di emissione e regolamento è il 13 agosto, con il periodo di collocamento andato di scena tra l’11/07/2025 e l’8/08 presso le filiali BNL e mediante tecniche di comunicazione a distanza. La scadenza è fissata per il 13/08/2032, tra 7 anni, una durata pari alla durata media del debito pubblico nazionale.

L’emittente non prevede date ed esercizio di call, per cui il prestito arriverà a scadenza quando è previsto il rimborso del 100% del valore nominale. Tuttavia, vi è facoltà di rimborso anticipato dell’emittente qualora i bond non consentano più di rispettare i requisiti patrimoniali minimi del debitore (cd. MREL).

Quanto rende l’obbligazione Mediobanca a tasso fisso e variabile?

La struttura dei payout è del tipo fissa e variabile (in gergo: “Fixed-to-Floating Rate”) con cedole staccate ogni 3 mesi (4 cedole annue), al pari dei BTP Valore. Ovviamente cambiano gli importi nominali lordi, e anche quelli netti per via della tassazione al 26% degli interessi maturati. Nello specifico, la parte fissa riguarda il primo triennio, e quella variabile gli anni a seguire fino ad agosto 2032 così come specificato:

  • 4,25% annuo fisso, il 3,145% netto, il 1° anno spalmato su 4 cedole trimestrali (dal 1° al 4° trimestre);
  • 3,75% annuo lordo, e 2,775% netto, il 2° anno ma spalmato su 4 cedole trimestrali (dal 5° all’8° trimestre);
  • 3,50% annuo fisso (2,59% netto) il 3° anno, sempre spalmato su 4 cedole trimestrali (dal 9° al 12° trimestre);
  • cedole variabili dal 13° al 28° trimestre, cioè per i successivi 4 anni (4°, 5°, 6° e 7° anno) che vanno a partire dall’agosto 2028 fino a naturale scadenza (2032). Nel quadriennio il tasso di riferimento da cui dipenderà la cedola sarà l’andamento dell’Euribor a 3 mesi (3M), con payout racchiuso in un range min-max. Il rendimento non potrà mai scendere al di sotto del floor dello 0,00% (anche in caso di Euribor negativo) e mai eccedere il cap del 4,50% annuo.

Ritorni complessivi minimi e massimi

Non è semplice farsi un’idea precisa di quanto potrà rendere complessivamente l’investimento sul bond Mediobanca. Nei primi 3 anni il ritorno cumulato è certo e sicuro all’11,50% lordo, pari all’8,51% netto, una media teorica del 2,83% annuo. Sul ritorno incide anche il proprio prezzo di carico (e di rivendita per chi lo liquiderà anzitempo), dato che un eventuale ingresso sotto cento lo innalzerebbe.

Tuttavia, spesso gli emittenti corporate partono da cedole iniziali alte e poi le sfumano (a volte anche troppo) per più ragioni:

  • attrarre le sottoscrizioni iniziali retail, che altrimenti resterebbero assai deserte;
  • evitare cali nelle quotazioni, almeno in principio;
  • anticipare le future dinamiche dei tassi di riferimento BCE attesi in calo negli anni a venire. E nel medio termine (ad esempio: tra 4-7-10 anni) chi ha queste certezze?

Nei successivi 4 anni, invece, il payout lordo complessivo potrà variare tra lo 0,00% e il 13,50% (4,50%X3 anni). Ora, pur non avendo noi certezze assolute è probabile si collocherà nella parte più o meno intermedia dei due estremi. Tutto dipenderà dalle effettive dinamiche future del costo del denaro.

Il bond Mediobanca in euro ha cedole fisse per 12 trimestri e poi interessi variabili fino al 4,50%

Dunque, un elemento che è al contempo un pro e un contro dell’investimento risiede nell’incertezza effettiva e finale del titolo. Vista con gli occhi dell’investitore, l’ideale sarebbe un futuro scenario turbolento sull’obbligazionario e/o di alti tassi per sperare in ricchi payout. Se la cedola media variabile riuscisse ad attestarsi in area 4%, per esempio, ne verrebbe un ritorno medio ponderato di uno scarso 3% netto per 7 anni, non male.

In caso contrario il monte interessi si sgonfierebbe, anche di tanto, rendendo il bond meno conveniente rispetto a quelli a cedola fissa e costante. Ad esempio il BTP Tf2,5% Dc32 prezza sui 96,4 e rende effettivo a scadenza il 3,07% lordo (dati: Borsa Italiana).

Ora, quale dei due scenari prevarrà nel quadriennio successivo al periodo iniziale con cedola fissa a scalare?
Le obbligazioni hanno ricevuto rating BBB+ da parte di S&P il 1° luglio ‘25 e pari a BBB ad opera di Fitch il 3 luglio ’25. Altri aspetti da considerare attengono al rischio di liquidità dato l’esiguo flottante, di mercato dati i movimenti dei prezzi sul secondario, e di inflazione.