I bond che a Moody’s piacciono più dei BTP

Laura Naka Antonelli

22 Ottobre 2024 - 07:46

Il rating che Moody’s riconosce a questa obbligazione è decisamente più alto di quello assegnato ai BTP.

I bond che a Moody’s piacciono più dei BTP

In attesa del verdetto Moody’s, che l’anno scorso di questi tempi spaventò tanto l’Italia e i suoi BTP, si può senz’altro dire che i titoli di Stato italiani stanno vivendo un momento d’oro, forti ora anche della fiducia appena confermata da parte delle agenzie di rating Fitch e S&P Global.

La prima ha anche migliorato l’outlook sulla valutazione del debito pubblico italiano, portandolo da stabile a positivo, per la gioia del governo Meloni.

Si attendono a questo punto le sentenze sui BTP di Moody’s e le altre, ovvero Scope Ratings e DBRS.

Grandi sorprese non dovrebbero arrivare, visto che il debito italiano non viene considerato tra quelli più a rischio di downgrade: semmai l’opposto, come hanno fatto notare in una nota scritta prima della doppia sentenza di Fitch e S&P Global gli analisti di Citi.

Da almeno un anno Moody’s, nello specifico, non è inoltre più quello spettro che tanto scatenò il panico in Italia, a causa del rischio che il rating sui BTP finisse per essere bocciato anche a “junk (spazzatura)”.

Moody’s ha infatti sorpreso, alla fine del 2023, ma non con un downgrade, visto che, in quella data fatidica del 17 novembre 2023, a essere annunciato non fu un downgrade ma un miglioramento del rating dei BTP da “negativo” a “stabile”.

Bond Generali meglio dei BTP per Moody’s. Così sarà anche per UniCredit?

Detto questo, ci sono alcuni bond italiani che per Moody’s valgono sicuramente più dei BTP. Tra questi, quelli del colosso delle assicurazioni Generali, premiato dall’agenzia di rating qualche giorno fa: in data 17 ottobre, stando a quanto ha annunciato lo stesso Leone di Trieste, Moody’s ha confermato la valutazione sulla solidità finanziaria (Insurer Financial Strength Rating - IFSR) di Generali ad “ A3 ” con outlook stabile.

Salta subito all’occhio il rating assegnato ai bond Generali decisamente più elevato rispetto a quello riconosciuto ai BTP.

Per quanto i BTP non rischino più una bocciatura alla valutazione “junk” - non subito, almeno, visto che per ora l’outlook è stabile - il giudizio attuale non è sicuramente uno di cui andare fieri, così come non sono certo invidiabili i rating che S&P Global e Fitch hanno confermato venerdì scorso sull’Italia: si tratta, infatti, nel caso di queste due ultime agenzie, di un giudizio pari a “BBB” mentre, nel caso di Moody’s, di un rating pari a “Baa3”, quest’ultimo il più basso della classifica dei rating che possono essere considerati “investment grade”.

Decisamente più ottimista dunque la view su Generali, i cui bond per Moody’s meritano tuttora un giudizio superiore di tre gradino quello riconosciuto ai BTP. In generale il giudizio, si legge nella nota di Generali, “riflette l’eccellente profilo di business del Gruppo, che beneficia di posizioni di leadership in Europa, la diversificazione delle linee di business e il relativamente basso rischio legato ai prodotti”.

Qualche settimana fa si è appreso anche che Moody’s non esclude di portare il rating di UniCredit a un livello migliore di quello riconosciuto oggi ai BTP, nel caso in cui la banca italiana guidata dal ceo Andrea Orcel riuscisse a unire le sue forze a quelle della tedesca Commerzbank.

Nel confermare “il rating del debito Senior Preferred (non garantito) e dei depositi a lungo termine di UniCredit SpA a Baa1, con outlook stabile”, Moody’s ha scritto infatti, stando a quanto reso noto dalla stessa Piazza Gae Aulenti che, “ in caso di acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit, prenderà in considerazione la possibilità di migliorare il rating stand-alone (Baseline Credit Assessment) di UniCredit, attualmente pari a Baa3, a Baa2, un gradino sopra il rating sovrano dell’Italia ”: dunque, meglio dei BTP. In quella occasione l’agenzia ha precisato che l’upgrade, “comporterebbe un innalzamento del rating anche per il debito senior non privilegiato e junior” della banca italiana.

Tornando a Generali, nel motivare il rating, Moody’s ha fatto notare che il colosso assicurativo “beneficia di un grado significativo di diversificazione al di là del suo mercato nazionale, l’Italia, principalmente grazie alle sue operazioni in Francia e Germania”.

Nella nota si fa riferimento ad altri punti di forza di Generali, come la “forte diversificazione dei prodotti”.

Indicativo tra l’altro il fatto che Moody’s veda in modo positivo il fatto che, “nell’arco degli ultimi due anni, Generali ha continuato a tagliare la propria esposizione verso i bond sovrani dell’Italia che, alla fine del 2023, hanno inciso per l’8% circa sugli asset investiti”. Nonostante ciò, precisa l’agenzia, “il rating di Generali riflette la nostra view secondo cui uno scenario di stress sovrano per l’Italia influenzerebbe in modo parzialmente negativo il profilo di credito di Generali”.

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