Il 2025 sarà l’anno d’oro per i mercati obbligazionari globali?

Redazione Money Premium

25/12/2024

I posizionamenti di mercato, il rinnovato interesse per il reddito fisso e il risparmio privato sostengono il rally obbligazionario e l’attrattiva di investimenti a lungo termine.

Il 2025 sarà l’anno d’oro per i mercati obbligazionari globali?

Negli ultimi mesi del 2024, i mercati obbligazionari globali hanno mostrato una sorprendente vitalità, contraddicendo le aspettative di molti analisti che temevano un deterioramento.

Dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, i cosiddetti “reflation trades”, strategie che puntano su un’accelerazione dell’inflazione e della crescita economica, hanno perso forza. Al contempo, i rendimenti delle obbligazioni sovrane nei principali mercati mondiali sono scesi significativamente.

Ma cosa spiega questo ritorno in auge delle obbligazioni, e cosa ci dice del futuro economico e finanziario?

Negli ultimi quindici giorni, i rendimenti sui titoli governativi sono calati in maniera generalizzata. Negli Stati Uniti, nonostante la crescita robusta, l’inflazione persistente e i deficit fiscali in aumento, i rendimenti dei Treasury a lungo termine sono diminuiti di circa 30 punti base. Analogamente, in Europa, i Bund tedeschi a 10 anni hanno visto un calo di quasi 50 punti base, avvicinandosi per la prima volta dall’inizio dell’anno a quota 2%. Anche la Francia ha registrato un calo significativo dei rendimenti, nonostante l’incertezza politica interna legata a una crisi di governo.

In Cina, i tassi sui titoli decennali sono scesi sotto il 2% per la prima volta nella storia, riflettendo i timori di un rallentamento economico globale amplificato dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e le restrizioni sugli investimenti.

Il calo dei rendimenti obbligazionari può essere attribuito a diversi fattori, tra cui i timori di una guerra commerciale globale. Le recenti dichiarazioni politiche e le minacce di nuovi dazi da parte dell’amministrazione uscente e di quella entrante negli Stati Uniti hanno accentuato le preoccupazioni per una frenata della crescita globale. In un contesto di incertezza economica, gli investitori tendono a rifugiarsi nei titoli di stato.

Anche la geopolitica e la volatilità giocano un ruolo importante. L’Europa è influenzata dalle elezioni imminenti in Germania e da una possibile paralisi politica in Francia. Questi elementi contribuiscono a un aumento della domanda di titoli sovrani, considerati beni rifugio.

L’incertezza sui prezzi del petrolio è un ulteriore elemento rilevante. Un incremento della produzione statunitense potrebbe deprimere i prezzi globali del greggio, influenzando le prospettive di inflazione e riducendo la pressione sui rendimenti obbligazionari.

Infine, i posizionamenti di mercato hanno giocato un ruolo non trascurabile. Molti investitori avevano assunto posizioni corte sui mercati obbligazionari in vista delle elezioni statunitensi, anticipando un rialzo dei tassi. Il successivo aggiustamento di queste posizioni potrebbe aver contribuito al rally.

Un altro fattore strutturale che potrebbe definire i prossimi anni è il rinnovato interesse per gli investimenti a reddito fisso. Secondo l’analisi di Julius Baer, pubblicata di recente, gli investitori stanno rivalutando il valore di un flusso di reddito costante in un contesto di incertezza macroeconomica.

L’ipotesi di un periodo prolungato di tassi di interesse più bassi è supportata dalla persistente tendenza al risparmio nei settori privati di molte economie avanzate. Questo scenario potrebbe portare a una ripresa dell’attrattività dei titoli obbligazionari come strumento di investimento a lungo termine.

I mercati obbligazionari potrebbero beneficiare di ulteriori turbolenze economiche e politiche. Se le tensioni commerciali e le incertezze geopolitiche dovessero persistere, la domanda di titoli di stato potrebbe rimanere elevata. Inoltre, un eventuale rallentamento della crescita globale renderebbe più probabile una politica monetaria accomodante da parte delle banche centrali, sostenendo ulteriormente il mercato obbligazionario.